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La storia d’italia scritta a san donato

Il prossimo 5 agosto ricorrerà il 170esimo anniversario della Convenzione austro-piemontese stipulata a Cascina Roma
 
Eni, Enrico Mattei, lo sviluppo tecnologico e il boom economico. Nell’immaginario collettivo, la città di San Donato è immediatamente identificata con la sua più recente storia, storia di un territorio e, più in generale, di un’Italia che si affaccia al mondo e al futuro. L’importanza del nostro Comune, tuttavia, non è circoscritta alla seconda metà del Novecento. Proprio sul nostro territorio, infatti, si è consumato uno degli eventi più decisivi del Risorgimento italiano.
 
Era la primavera del 1848, quando, su ordine del re di Sardegna Carlo Alberto, le truppe sabaude passarono il Ticino per muovere guerra all’Impero austriaco, dando così il via alla Prima guerra di indipendenza. Le Cinque giornate di Milano avevano convinto il sovrano di Casa Savoia a intervenire militarmente per liberare il Lombardo-Veneto, ma le operazioni belliche si rivelarono più complesse del previsto. Dopo i primi successi, nel corso dell’estate, l’esercito austriaco ai comandi del feldmaresciallo Josef Radetzky costrinse la Regia Armata Sarda a un veloce arretramento. La sconfitta definitiva si consumò il 4 agosto, quando, in occasione della Battaglia di Milano, i piemontesi furono costretti alla resa. Come riporta lo storico locale Luciano Previato, «nella tarda serata del 4 agosto, Carlo Alberto, convocò a consiglio i Tenenti Generali delle sue truppe a Palazzo Greppi, per decidere se convenisse prolungare la resistenza e difendersi ad oltranza come chiedeva tutta la cittadinanza o venire a patti col nemico.
 
La decisione presa all’unanimità, fu che convenisse trattare con gli austriaci per ottenere le migliori condizioni possibili». La negoziazione, tenutasi nel quartier generale austriaco a Cascina Roma, consentì la stipula di una Convenzione preliminare all’Armistizio Salasco, che sarebbe stato firmato il 10 agosto a Vigevano. L’accordo, che prese il nome dal suo sottoscrittore, il generale Carlo Canera di Salasco, se da un lato segnò la temporanea interruzione del progetto di espansione piemontese, dall’altro consentì il riordino delle truppe sabaude in vista di una più energica ripresa delle operazioni militari.
 
In occasione del 170esimo anniversario della Convenzione, per tutto il mese di agosto, saranno affissi a Cascina Roma quattro pannelli espositivi riguardanti la storia, i protagonisti e il testo del trattato. Contestualmente alla loro fruizione, sarà possibile visitare le sale nelle quali furono poste le basi per le campagne belliche che avrebbero condotto all’Unità d’Italia e, in particolare, quella dove fu siglata l’intesa.
 
«L’anniversario di questa storica firma – commenta il Sindaco Andrea Checchi – oltre a ricordarci l’importanza strategica del nostro territorio, ci consente di comprendere la portata del recupero di Cascina Roma. Le operazioni di restauro, che l’anno prossimo compiranno un quarto di secolo, non ci hanno solamente restituito un pezzo della storia della nostra città, ma hanno anche contribuito a istituire un polo culturale in cui l’attenzione verso il passato di San Donato è sempre orientata verso la costruzione del suo futuro».
 

 

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