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 Perchè conviene dire BASTA !!! “Consumo di suolo zero: utopia o possibilità?”



Nell’introdurre la serata dedicata ad una discussione sulla domanda “Consumo di suolo zero: utopia o possibilità?” presso lo Spazio della Comunità di San Donato Milanese, Luca Colapaoli ha presentato la neonata associazione GreenSando che si prefigge di svolgere sia attività culturali ed informative, sia di promuovere e sostenere iniziative per la tutela del suolo, del paesaggio e dell’ambiente nel territorio. Oltre che da GreenSando, l’incontro era stato promosso dall’Osservatorio permanente per il consumo di suolo nel Sud-Est Milano, di cui fanno parte associazioni ambientaliste come WWF, Italia Nostra, Slow Food, T.ILT. e Legambiente.
Nell’intervento centrale della serata, Damiano De Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, ha affrontato diversi problemi causati dal consumo dei suoli che, specialmente negli ultimi decenni, ha provocato una drastica riduzione delle aree disponibili per attività agricole ed economiche vitali per l’uomo.
Il suolo è una risorsa fondamentale, limitata, non rinnovabileed è indispensabile per il nostro benessere e per la qualità della vita degli esseri umani. Oggi questa risorsa è a rischio “estinzione”.
Il paradosso è che tutti ormai ne siamo consapevoli, ma poi, nonostante le crescenti richieste di cambiare indirizzo, ciò che prevale nelle decisioni pratiche e politiche di chi ci rappresenta è ancora quello di avviare nuove costruzioni di edifici, strade, capannoni, parcheggi, ecc.
Ciò è anche dimostrato dal fatto che ad oggi non esiste una legge specifica per la tutela e la protezione del suolo, nonostante le varie proposte di legge depositate in Parlamento.
Anche le leggi della regione Lombardia, come ad esempio la l.r. 31/2014, pur dichiarando che il suolo è risorsa non rinnovabilee regolamentandone il consumo, si è però rivelata poco efficace ed impotente rispetto alle trasformazioni urbanistiche.
Se poi teniamo in considerazione altri fenomeni in atto come la progressiva desertificazione, l’erosione dei suoli, la contaminazione da scarti industriali e dall’uso diffuso di pesticidi in agricoltura, ci rendiamo conto di come sia veramente urgente prendere provvedimenti, anche a livello europeo, contro l’ulteriore consumo ed il degrado dei suoli.
L’imperativo prossimo dove essere quello di valorizzare la ricchezza diffusa del patrimonio edilizio esistente, aggiornandolo per una migliore efficienza energetica e per aumentarne la sicurezza antisismica e strutturale.
Le imprese del settore delle costruzioni devono essere incentivate ad offrire maggiore qualità nel recupero edilizio, sia privato che pubblico, e nella rigenerazione urbanistica. Ciò porterà notevoli vantaggi alle famiglie che vedrebbero salvaguardato il proprio patrimonio immobiliare da degrado e svalutazione, contemporaneamente i lavoratori e le imprese di costruzione godrebbero di una ripresa delle attività e di un superamento della crisi del settore.

E’ poi intervenuto Domenico Finiguerra, ecologista co-fondatore del Forum “Salviamo il Paesaggio”. Dal 2002 al 2012 è stato sindaco di Cassinetta di Lugagnano, uno tra i primi Comuni in Italia ad aver adottato un piano regolatore “a crescita zero”. Ha sottolineato una delle principali cause dello smisurato consumo di suolo nei vari Comuni d’Italia, nei recenti decenni, cioè delle scelte politiche che hanno caratterizzato lo sviluppo economico basato su seconde case, centri commerciali e grandi opere che spesso hanno portato ad un notevole degrado di intere aree, distruggendo parte del patrimonio paesaggistico, di attrazione turistica e di fertili terreni per le coltivazioni alimentari. Inoltre il meccanismo per il quale i servizi dei vari Comuni vengono garantiti prevalentemente se ci sono entrate dagli oneri di urbanizzazione, ha portato anche i cittadini a sottovalutare l’importanza di tutelare il territorio in cui vivono e in cui vivranno le prossime generazioni.
Oltre a promuovere una legge nazionale per fermare un ulteriore consumo di suolo, il Forum “Salviamo il paesaggio” si sta anche occupando di provvedimenti per il recupero di siti dismessi, di capannoni inutilizzati o di palazzi vuoti che non sono di alcuna utilità per il benessere collettivo e che quindi non svolgono più la “funzione sociale” della proprietà privata prevista in Costituzione. Ciò porterebbe a poter usufruire di grandi spazi e di un patrimonio enorme di edifici, di cui la collettività potrebbe occuparsi per un recupero o per nuove destinazioni utili ai cittadini.
Successivamente si è aperto un dibattito con diversi interventi da parte del pubblico per domande e chiarimenti.
Nel corso della serata, un punto importante su cui si sono soffermati diversi interventi ha riguardato la realtà locale di San Donato Milanese che, pur mantenendo da decenni lo stesso numero di abitanti, ha visto proliferare nuove costruzioni e cementificazioni del suolo che inevitabilmente hanno prodotto meno spazi verdi e più traffico. Una città che ha ancora una media di spazi verdi superiore a quella dei comuni limitrofi, ma che negli ultimi decenni ha comunque urbanizzato circa il 60% del proprio territorio. Anche per questo, i cittadini sono invitati a seguire con molta attenzione gli sviluppi di progetti che riguardano ulteriori ampliamenti dell’Ospedale, con relativi parcheggi previsti in territorio del Parco Sud, oppure la Cittadella dello sport e così via.

Per altre informazioni sull’associazione GreenSando, vedi il seguente Comunicato Stampa:
A San Donato Milanese nasce GreenSando


La Redazione RecSando ritiene utile rendere disponibile la registrazione audio di tutti gli interventi, che può essere ascoltata in podcast da chi fosse interessato.

Luciano Monti - Redazione RecSando


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