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C’è un grande prato verde, dove nascono speranze” così cantava negli anni settanta Gianni Morandi.

E a San Donato, da mezzo secolo, davvero sono nate tante speranze intorno al nostro grande prato verde, il Pratone.
Oramai un anno fa, in un apposito incontro pubblico organizzato in sala consiliare, il Sindaco annunciava, quasi come fiore all’occhiello dell’allora imminente campagna elettorale, che il progetto “Lago Verde” avrebbe presto dato un volto nuovo al nostro Pratone. Pur trattandosi di una riqualificazione leggera, veniva promesso un nuovo “volto” e una fruizione maggiore e migliore di questa grande e centrale area verde.

In che modo?
Nel progetto, fatto realizzare appositamente da consulenti esterni (per la cifra di 50 mila Euro), la riqualificazione leggera veniva realizzata dal privato operatore della convenzione urbanistica avente ad oggetto la realizzazione dell’hotel ex Hilton (quello che doveva essere un Hilton ma ora non si sa cosa sarà) a scomputo degli oneri ambientali del suo intervento urbanistico.
Costo dell’intervento 300 mila Euro.
In pratica, l’operatore dell’hotel, al posto di versare i 300 mila Euro al Comune come oneri ambientali avrebbe dovuto realizzare (o far realizzare) lavori sul Pratone per lo stesso importo.
Purtroppo, ancora una volta, il Sindaco e la sua Amministrazione hanno peccato di “annuncite”.
Così il progetto Lago Verde, che ha visto il suo inizio in piena campagna elettorale (febbraio 2017) con l’inizio dei cantieri, lo scavo di gran parte dell’area e la piantumazione di alcuni esili alberelli, ha visto una brusca interruzione questa estate quasi in concomitanza con la fine del movimentato periodo elettorale.
Da allora calma piatta. Abbandono assoluto.
I lavori dovevano terminare - udite udite – il 27 AGOSTO 2017 e invece, come si può facilmente vedere dalle foto, il cantiere è completamente fermo.
Il cantiere non è in stato di sicurezza e nulla si sa sul prosieguo dei lavori, se gli stessi verranno effettuati e quando termineranno.
Con l’incalzare dell’autunno e del freddo, la situazione non può che complicarsi.
Noi avevamo detto che quel progetto era sbagliato. Ma ora il Sindaco Checchi che l’ha voluto e l’ha usato in campagna elettorale deve dare risposte e dire alla città quanto ancora ci costerà.
Su un’opera che ha atteso decenni per la sua sistemazione non si può e non si deve fallire.
Non si possono fare solo manifesti per prendere voti e poi lasciare in stato di abbandono un cantiere con lavori che dovevano terminare mesi fa e senza comunicare alla città cosa è accaduto e soprattutto cosa accadrà.
Ricordiamo che qui sono in gioco soldi pubblici (l’operatore avrebbe dovuto versare alle casse comunali la somma sopra detta se non si fosse impegnato a fare lavori per l’importo corrispondente).
La città e i cittadini meritano RISPETTO.
E il Pratone non può essere FERITO PER UN PUGNO DI VOTI



Scarica il PDF dell'articolo "Il Pratone Ferito" pubblicato nel NOTIZIARIO SDMese di Novembre 2017

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