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Pista ciclabile San Donato‐Peschiera: la Consulta per la Mobilità Ciclabile di San Donato chiede di rivedere il progetto

Molti sono i motivi di insoddisfazione e di critica su quasi tutta la tratta afferente al Comune di San Donato.
La Consulta per la Mobilità Ciclabile di San Donato, organo istituito con delibera del Consiglio Comunale, è costretta a denunciare la mancanza di considerazione e la difficoltà di confronto con l’Amministrazione nel merito dei progetti di Mobilità Ciclabile.  
Ci riferiamo in particolare alla stesura del progetto per la pista ciclabile San Donato‐Peschiera, preparato congiuntamente dagli Uffici Tecnici di San Donato e Peschiera. Dopo l’assegnazione del finanziamento da parte della Regione Lombardia, l’Amministrazione sandonatese non si è sentita in dovere di coinvolgere la Consulta.  E’ questo l’ennesimo episodio in cui la Consulta si sente di fatto trascurata, dopo che in svariate altre occasioni aveva chiesto all’Assessore Natella e al Sindaco Checchi un maggiore coinvolgimento. La pista ciclabile San Donato‐Peschiera è un progetto cruciale per la diffusione della mobilità ciclabile non solo in San Donato, ma anche a Peschiera Borromeo, e la Consulta si è ritrovata a scoprire di fatto tramite la rivista comunale San Donato Mese, nell’edizione di gennaio, che i cittadini avevano la possibilità di esaminare il progetto e fare eventuali osservazioni entro il 30/01.
E’ in questo modo che la Consulta ha potuto prendere visione del progetto e organizzarsi, in tempi relativamente stretti, per protocollare le proprie osservazioni a riguardo, alla pari di qualsiasi altro cittadino. Sinceramente ci saremmo aspettati un coinvolgimento più diretto e proficuo. Il nostro dissenso, oltre che procedurale, è innanzitutto di merito: la Consulta si dichiara del tutto insoddisfatta per le scelte tecniche applicate al progetto sul territorio di San Donato. Con l’eccezione della sola tratta in via Caviaga, il percorso è di fatto una pista ciclo‐pedonale, quindi promiscua con i pedoni, con seri problemi di assenza di spazi e di sicurezza sia per i ciclisti che per i pedoni.
Questo aspetto è particolarmente critico nella tratta del quartiere Metanopoli e lungo via Europa: i suggerimenti forniti in via preventiva nei primi mesi di attività della Consulta caldeggiavano rispettivamente a Metanopoli una “seria” zona 30 Km/h e in via Europa un lungo tratto di pista ciclabile a doppia carreggiata; oggi possiamo dichiarare che questi suggerimenti non sono mai stati tenuti in considerazione ed è forse per questo motivo che la Consulta non è stata chiamata a collaborare in fase di redazione del progetto ufficiale.  
La Consulta considera ancor più sorprendente il fatto che nella tratta di nuova realizzazione dal Rondò della Ricerca di San Donato Milanese fino all’attraversamento della ex‐SS415 Paullese, con ampi spazi a disposizione, si sia ancora optato per una pista ciclo‐pedonale. Viene in sostanza infranto un principio base per la corretta progettazione delle piste ciclabili, ovvero la separazione tra ciclisti e pedoni, per non ridurre il numero dei parcheggi auto. Tutto ciò denuncia la scarsa volontà da parte dell’Amministrazione, di tutelare questi utenti, ciclisti e pedoni appunto, a favore di chi utilizza l’auto e la parcheggia costantemente su strada.
Questa scarsa attenzione è confermata dall’assenza dei necessari interventi di manutenzione e ripristino della pista ciclabile esistente tra il rondò dell’Ospedale e il Rondò della Ricerca.
La realizzazione di una nuova opera dovrebbe partire dal ripristino e miglioramento funzionale dei tratti già esistenti, su cui poi “innestare” le nuove opere. Di tutto ciò non c’è traccia.  

San Donato Milanese, 06 febbraio 2017
A nome della Consulta per la Mobilità Ciclabile di San Donato

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