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E’ di ieri la comunicazione ufficiale: dopo mesi di travagliato iter amministrativo, ritardi, polemiche, proroghe e procedure pasticciate, il bando per la gestione della Stazione delle Biciclette di San Donato Milanese è andato deserto.
Si allungano così, ancora una volta, i tempi di riapertura di questa struttura comunale, per anni considerata un fiore all’occhiello a cui guardavano con interesse tutti i comuni d’Italia.
La chiusura della velostazione, avvenuta in fretta e furia nello scorso mese di agosto, i continui ritardi nella messa in funzione degli adiacenti silos automatizzati (pronti da anni e abbandonati a se stessi) e la riduzione del numero di stalli di sosta per biciclette nella piazzetta antistante la M3 sono a dimostrare quanta poca attenzione alla mobilità sostenibile abbia dedicato l’amministrazione Checchi, responsabile di gravi disservizi e, di fatto, dello “smantellamento” del polo della mobilità sostenibile e integrata del Sud Milano. Dichiara il consigliere comunale Marco Menichetti: “La Stazione delle Biciclette ha rappresentato una scommessa vinta dalle passate amministrazioni comunali, che avevano investito soldi pubblici e messo tanto impegno per realizzare in fondo a via Caviaga un luogo di intescambio per cittadini e lavoratori: sosta breve per auto, nuovi servizi di bus navetta, bike sharing, stalli per biciclette, oltre alla velostazione che offriva servizi di riparazione, info-point, noleggio e vendita di accessori e organizzava ciclogite e iniziative di promozione della cultura della bicicletta”.
La Stazione delle Biciclette aveva visto collaborare assieme, con ottimi risultati, gli uffici comunali, l’allora gestore e tante associazioni appassionate di ambiente, mobilità urbana e cicloescursionismo.
Da tempo denunciamo gli errori dell’attuale amministrazione in merito alla Stazione delle Biciclette. ” – prosegue Marco Menichetti  - “Con spirito collaborativo, avevo più volte sollecitato a prendere provvedimenti e il 25 ottobre scorso avevo presentato un emendamento in consiglio comunale in cui si chiedeva di investire parte dei soldi provenienti del pagamento dei pass-sosta per garantire un supporto economico a chi si fosse fatto promotore di un progetto coerente, efficace e innovativo di gestione della Stazione delle Biciclette.
L’emendamento è stato bocciato senza alcuna motivazione e la Giunta ha continuato a fornire linee guida “stravaganti” per la predisposizione del bando in oggetto, con richieste non sostenibili di un canone d’affitto, l’integrazione con un servizio bar e altre condizioni gestionali difficilmente realizzabili.   
Il danno è grosso e ingiustificato per tutti i sandonatesi e per chi si muove nella nostra città. La vicenda è ancora più grave se si rileggono le dichiarazioni ufficiali di cinque anni fa del sindaco Checchi, secondo cui la velostazione sarebbe stata oggetto di grandi attenzioni e migliorie; infatti, nel suo programma elettorale era scritto esplicitamente: "Amplieremo la stazione delle biciclette adiacente al capolinea della MM3 con adeguata priorità nel Piano delle Opere Pubbliche". Occorre ora che il sindaco Checchi faccia un bagno di umiltà, chieda scusa a tutti, ridiscuta l’iter in consiglio comunale e garantisca tempi e risorse certe a favore della mobilità ciclabile a San Donato.
 
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Redazione RecSando

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