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In seguito a quanto uscito in questi giorni in merito alla vicenda Bando e Stazione delle Biciclette è giunto il momento che anch'io dica la mia.
E partendo dai fatti:
La sera del 17 settembre 2016 torno a Milano da una conferenza tenuta alla Velostazione di Bologna (ancora una volta gratis, anzi a mie spese) e in stazione Centrale trovo un mio compagno di squadra che ha in macchina la mia bici da corsa, con cui parto per l'ultima gara della stagione, destinazione Albenga.
Durante il viaggio mi dice che Cascina Biblioteca partecipa al Bando.
Al ritorno a Milano lunedì 19 chiamo Luca, che lavora in Cascina Biblioteca, che da anni conosco e che stimo molto per il lavoro che compie con serietà e passione, tra mille difficoltà e nonostante sia da anni su una sedia a rotelle.
Lui mi dice che si aspettava una mia telefonata da tempo, ma io gli rispondo che avevo saputo il tutto solo poche ore prima, anzi che non sapevo nulla di come stesse andando il bando, ma che avevo avuto la sensazione che stesse andando deserto.
Quindi dico a Luca che ero stato più volte sollecitato, a diversi livelli e da diverse persone, a partecipare al Bando, ma che avevo sempre risposto che non me la sentivo in quanto conscio dei miei limiti “manageriali” e, ancora di più, “meccanico-commerciali”.
Però gli dico anche che, per quella parte del bando che prevede organizzazione di eventi, serate, pedalate, Bike to School, Bike to Work, me la sento (sulla base dell'esperienza fatta in questi anni e come cittadino sandonatese) di dargli una mano.
Al che Luca mi dice di scrivere loro subito (mancano pochi giorni alla chiusura del bando) una MANIFESTAZIONE DI INTERESSE, dicendo in poche righe chi sono e cosa faccio.
Quindi, il 21 settembre, scrivo - di mia iniziativa, NON a nome della Consulta, su foglio di carta bianco, senza alcuna intestazione - che sono presidente di un Bike cafè; fondatore di una compagnia di corrieri in bici; membro di una squadra corse e componente della Consulta per la Promozione della ciclabilità a San Donato e che “con questa lettera manifesto l'interesse verso il progetto di Cascina Biblioteca Cooperativa di Solidarietà Sociale per la gestione della “Stazione delle Biciclette” di San Donato, condividendone gli scopi e gli obiettivi di promozione della cultura della ciclabilità e della mobilità sostenibile in genere e garantendo in futuro la collaborazione nel veicolare eventi ed iniziative che perseguano tale scopo.

Non avevo mai fatto una manifestazione di interesse, pensavo che questa servisse alla Cooperativa; non pensavo assolutamente (e forse mi si può accusare di ingenuità) che dire che facevo parte della Consulta potesse in qualche modo inficiare o condizionare la gara. Anzi.
Non sapevo che la mia lettera sarebbe stata allegata ai documenti presentati in Comune.
Quindi se si tratta di un errore – e io credo nella buona fede della Cooperativa e che ha considerato la mia lettera una “referenza” assolutamente lecita (tanto é che lo avevano fatto per altri bandi a cui avevano partecipato) - non lo ho compiuto io, poiché la lettera è stata trasmessa, insieme alla documentazione, dalla Cooperativa stessa.
E comunque va ricordato che tutto ciò non c'entra nulla con la mancata assegnazione: Cascina Biblioteca semplicemente non ha raggiunto i punti necessari per averla!
Io non so se il Bando sarà ripresentato, se Cascina Biblioteca ripresenterà formale domanda: sta di fatto che ho deciso di presentare le mie dimissioni dalla Consulta, anche per poter essere libero di muovermi in completa autonomia. E perché, qualora il Bando sia ripresentato e Cascina Biblioteca (o un'altra cooperativa che abbia le stesse buone credenziali e che sia in grado di presentare un buon progetto di fattibilità) vi partecipi di nuovo, io mi rimetterò in gioco appoggiando ancora, con forza e con determinazione, tale progetto, e consapevole che sarà una sfida difficile, perché sono fermamente convinto che la Stazione delle biciclette possa e debba tornare ad essere, in tempi brevi, un servizio utile per la mia città ed un luogo in cui poter fare “cultura della bici”, affinché sempre più sandonatesi scelgano questo mezzo come un nuovo stile di vita.
La mia amarezza nello scoprire l'insinuazione che“ nel mio comportamento ... dei profili penalistici rilevanti ... ovvero comportamenti tesi a turbare lo svolgimento di una gara pubblica” e che si parli di “raccomandazioni”è ovviamente forte, ma è mitigata dalle tante attestazioni di solidarietà e di affetto da parte di coloro che, non solo nell'ambiente “ciclistico” che frequento ormai da molti anni, hanno condiviso con me molte battaglie e molte iniziative a favore della bici.
Sia dal livello locale con l'esperienza della “prima” Stazione delle Biciclette, che ho seguito fin dall'inizio: dalla prima edizione dei campionati di ciclomeccanica – con il Sindaco e l'assessore alla Mobilità di allora - ; dai primi giovedì culturali della bicicletta; dai primi accompagnamenti in bici a scuola dei bambini delle elementari.
Sia ad un livello extracomunale: dalla partecipazione – gratuita - al Tavolo della Mobilità ciclistica promosso dall'Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano nella Giunta Pisapia, dalla fondazione di Salvaiciclisti; dalla partecipazione a Rete Mobilità Nuova o al Comitato Vigorelli.
In futuro quindi il mio impegno sarà ancora a livello di volontariato, di “militanza ciclistica”, come ho da anni fatto in modo gratuito e disinteressato, spinto dalla passione per la bici e dalla consapevolezza che il suo uso porta benefici alla collettività non solo in termini di mobilità sostenibile.
Qualche giornalista ha ricordato che sono un ex consigliere comunale: ebbene sì ( nei lontani anni '80) ... qualcuno si ricorderà delle battaglie per il pratone o per il bosco Tre palle o della lottizzazione dell'area San Francesco. Quindi, anche se sono lontano dalla politica sandonatese da qualche tempo so bene che, con l'avvicinarsi della campagna elettorale, qualsiasi appiglio va bene : è il gioco – spesso poco pulito – tra maggioranza e opposizione.
Essendo anche un ex giornalista professionista mi riservo di chiedere la pubblicazione di questo mio scritto come previsto dall'art. 8 della legge n° 47 del 1948 (legge sulla Stampa) o eventuali altri provvedimenti emanati successivamente (chiedo venia, ma ho fatto l'esame di giornalista professionista quando ancora lo si faceva su macchina da scrivere meccanica, può darsi quindi che sia rimasto indietro con gli aggiornamenti).

Grazie per l'attenzione
Roberto Peia

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