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Caro Assessore Ginelli,
ho letto la sua risposta al mio intervento su San Donato Bella, cortesemente ripreso da RecSando.

Io la stimo e spiace davvero vederla costretta ad arrampicarsi sugli specchi per difendere l’operato di una Giunta oggettivamente indifendibile.

Mi consenta di farle innanzitutto notare che è naturale che una forza di minoranza abbia, come dice lei, ambizioni in vista delle elezioni del prossimo anno: le rivendico!


Queste ambizioni si chiamano democrazia e alternanza di governo. Per questo ci stiamo organizzando con impegno e passione, incontrando e mettendo insieme tante persone che provengono da diverse esperienze. Capisco che qualche esponente nazionale del suo partito sogni (forse) ancora il Partito Unico della Nazione, ma ad oggi, fortunatamente, non mi pare che quel progetto abbia grande futuro e possiamo quindi sperare che dopo le prossime elezioni sia possibile dare a San Donato una giunta migliore di quella che sta tristemente (lo ripeto e lo confermo) concludendo il suo mandato.
Quanto al merito, ho poco da aggiungere a quel che ho scritto. Questa città è oggettivamente bloccata: basta porre a confronto i vostri continui proclami con quel che è davvero stato fatto.

E’ sotto gli occhi di tutti i sandonatesi. Il problema non può essere il nuovo codice degli appalti, come lei sostiene, dato che quel codice è dello scorso aprile, mentre i vostri ritardi risalgono a molto tempo prima. Chi vuole conoscere nel dettaglio ogni singolo aspetto (a lei non serve perché è assessore all’attuazione del programma e la verità la conosce dal di dentro) può leggere il post “Il non fare ha il suo prezzo sul blog San Donato Bella (bellasandonato.blogspot.it). Mi soffermo solo sugli aspetti da lei citati.

ACS e Parco Mattei. L’Azienda Comunale dei Servizi era andata in crisi “soprattutto in virtù dell’insostenibilità economica della gestione del Parco Mattei” (vostro comunicato stampa del 14 novembre 2014). E lei sa bene che la crisi del Parco Mattei nasce a cause delle scelte e delle mancate scelte fatte sotto le gestioni delle Giunte di centro sinistra Achilli e Taverniti e che la Giunta Dompè (con tutti i suoi limiti), tra mille difficoltà, è prima riuscita a consentire al Comune di riappropriasi della gestione del Parco (consegnata dalla precedenti giunte a una società privata che non riusciva a gestirlo) e ha poi iniziato il risanamento economico, iniziando il recupero dei crediti e dimezzando le perdite. Poi siete arrivati voi, avete buttato nel cestino il piano già predisposto dalla precedente giunta, avete impiegato quattro anni per fare un bando basato su un progetto assurdo, avete dovuto prorogare per due volte la scadenza perché altrimenti non avreste ricevuto neppure un’offerta e, alla fine, ne avete ricevuta una non congrua che avete dovuto rifiutare. Adesso, buttati complessivamente quattro anni, ricominciate daccapo. Nel frattempo ACS, finita nei guai - come ho scritto sopra - sotto le precedenti giunte di centro-sinistra e non certo a causa dell’operato della Giunta Dompè, è stata salvata in modo non indolore per le casse comunali. Se questi sono successi, glieli lascio.

Partecipazione. Qualche banale iniziativa di quelle che fanno più o meno tutti i Comuni (parlare di partecipazione ad esempio per la riqualificazione di Certosa penso sia del tutto fuori luogo), culminata con il Bilancio partecipativo, che come anche lei stesso ha riconosciuto, proprio sulle pagine di RecSando qualche giorno fa, qualche problemuccio l’ha avuto.
Lei chiude dicendo “qualsiasi contributo che vada nell’interesse della città sarà tenuto in considerazione”. Finora non lo avete mai fatto. Nell’interesse della nostra città spero sia vero almeno per il futuro.

Cordiali saluti.
Gina Falbo
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