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Città Metropolitana prevede di creare un sovrappasso per eliminare il nodo semaforico sandonatese, ma l’associazione ambientalista chiede garanzie a salvaguardia del verde.

L'oasi Levadina «C’è il rischio che venga deturpata l’oasi Levadina»
Quello dei semafori di San Donato rappresenta una dei nodi più problematici per il traffico del Sudmilano lungo la Paullese, assieme al semaforo di Conterico. Da tempo Città Metropolitana e Comune discutono sulle possibili soluzioni da adottare per l’eliminazione del nodo semaforico e, allo stato attuale, l’ex Provincia ha allo studio il progetto per realizzare una strada a scavalco della Paullese, che colleghi la ex S.S. 415 con la via per Monticello.
A tal proposito il WWF sudmilanese, pur non esprimendo un parere necessariamente negativo in merito a tale scelta, ben consapevole che la situazione del nodo sandonatese presenti molti aspetti di criticità, ha chiesto a gran voce che venga salvaguardato l’ambiente circostante.
«La strada e la rotonda che nascerà -  hanno commentato gli ambientalisti - sconfinerà in maniera non trascurabile in corrispondenza dell’Oasi di Levadina, andando ad erodere significativamente un ambiente di notevole pregio nonché Oasi WWF. Seguendo poi lo sviluppo della nuova bretella, abbiamo constatato come questa avrà un impatto ancora maggiore sull’area di pregio naturalistico in sponda destra del Lambro, altro importante tassello del biocorridoio fluviale, in corrispondenza di via Gela, la cui parte terminale accoglie anche il Gattile, sede dell’Associazione Mondo Gatto».
Alla luce di ciò, il WWF auspica che, per la realizzazione del manufatto stradale, si presti attenzione a tutti quegli accorgimenti volti a: «Non entrare nell’oasi Levadina ma recuperare spazio dall’area incolta privata limitrofa; in corrispondenza del tratto di via Gela prima del Gattile, per evitare il taglio degli alberi di grandi dimensioni, verificare la possibilità di utilizzare l’area a destra adiacente alla strada, di proprietà privata; minimizzare i danni alla colonia felina; interventi compensativi lungo il tracciato (messa a dimora di opportune essenze arbustive per ridurne l’impatti visivo e le emissioni sonore)».

 

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Inviato: 30/10/2015 22:38 da Fabrizio Cremonesi #3923
Avatar di Fabrizio Cremonesi
Interessante la soluzione che viene prospettata di creare una pista ciclabile tra San Donato Milanese e Peschiera, ma perché in questo progetto non si tiene conto ad esempio anche di San Giuliano Milanese ?
E poi non si parla di un bike sharing condiviso nella città metropolitana.
Avere un bike sharing con fornitori diversi in ogni comune della città metropolitana e diverso da quello che è il modello per eccellenza già sperimentato del Comune di Milano, ovvero il bike-mi è una scelta perdente in partenza.
In questo modo le persone non lo userebbero perchè costretti a cambiare abbonamento tra un comune e l'altro.
Scrivevo su un social network e lo riporto qui questo pensiero che voglio condividere con voi per favorire una discussione costruttiva:
C'è un solo modo per dar vita ad una grande rivoluzione ciclabile. Affidarsi ad un servzio di bike sharing comune a tutta l'area della nuova città metropolitana.

Non si deve assolutamente pensare che delle scelte indipendenti fatte dai comuni intorno a Milano, siano delle soluzioni per favorire l'uso di biciclette da parte di cittadini. Perché ?
Vrooom , vroooooom, ....
Immaginate un cittadino che parte da Melegnano con un servizio bike sharing e un abbonamento del fornitore ROSSI, arriva a San Giuliano Milanese e non può depositare la bicicletta perchè li il servizio è controllato da VERDI ( di fatto non può abbandonare il mezzo e paga anche se non lo usa e paga fino al ritorno a Melegnano) ma continuiamo, arriva a San Donato Milanese e si trova il fornitore BICI in CITTA' ma non può lasciare il mezzo. ( non è vero può parcheggiarlo ovunque, ma ROSSI non saprà mai che il cittadino di Melegnano non sta usando il mezzo e quindi gli addebiterà il costo di tutto il tempo in cui la bicicletta è stata presa e riportata nello stallo di Melegnano. Questo cosa comporta per il cittadino ?
Un grande disservizio un grande costo, Noi della Bicipolitana stiamo parlando con tutti lo stiamo raccontando a tutti, abbiamo parlato con moltissimi soggetti politici e non... sparsi sul territorio della città metropolitana.
Noi non possiamo fare molto, possiamo fare moltissimo
Inviato: 30/10/2015 12:03 da Luca Mirotti #3922
Avatar di Luca Mirotti
Sarebbe interessante vedere graficamente le varie soluzioni .... cosi diventa difficile percepire esattamente cosa pensano di fare, si renderebbe partecipativa la popolazione in special modo coloro che ne subiranno maggiormente le conseguenze.

Redazione RecSando

Da Aprile 2014 – La rete Civica - Recsando è  il giornale online dei cittadini del Sud Milano con iscrizione  presso il Trib. di Milano n.146 del 16/04/14.
La redazione di Recsando lavora per garantire il coordinamento delle informazioni, promuove  ricerche  e  approfondimenti su temi di interesse locale e nazionale.
Direttore Responsabile Edoardo Stucchi