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A 6 mesi dalla presentazione presso la  VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) della Camera dei Deputati della interrogazione che chiedeva di chiarire le motivazioni che hanno portato alla chiusura della Scuola di Bolgiano, prima firmataria la deputata portavoce M5S Paola Carinelli, ieri è giunta finalmente una risposta.

Questa “risposta”, se così vogliamo chiamarla, ben evidenzia l’attenzione che questo Governo e i suoi referenti periferici, riservano alla “buona scuola”, sempre più destrutturata e lontana dalle esigenze reali dei cittadini che, con sempre più forza, si oppongono alla macelleria sociale in atto nel Paese.

 Come ben già sapevamo, la competenza nella gestione degli edifici da destinare a sedi di scuole materne è in carico ai comuni, per cui l'apertura o la chiusura di una scuola è sotto la diretta responsabilità del sindaco.

Ciò che lascia perplessi sono ancora una volta le motivazioni addotte, e sconfessate nei fatti, per giustificare la chiusura di una scuola pubblica: la riduzione dei costi e l'utilizzo degli spazi in modo più proficuo. Ancora oggi non è dato sapere quali siano i beneficiari dell’irrinunciabile progetto di razionalizzazione che ha portato alla chiusura del plesso.

Evidentemente la scuola è per il nostro sindaco no servizio ai cittadini, ma merce di scambio da barattare con portatori di interessi diversi, giustificati da evanescenti razionalizzazioni economiche  dimostratesi, tra l'altro, del tutto marginali ed irrisorie.

E il Ministero che fa ? Se non ne giustifica l'operato, per lo meno fa come Ponzio Pilato, lavandosene le mani.

Nel frattempo nella scuola di via Martiri di Cefalonia le classi “abbondano” di bambini fino a raggiungere in alcuni casi il massimo numero previsto per legge dal MIUR, ma oltrepassando il numero consentito per la legge sulla sicurezza.

Il Movimento 5 Stelle non accetta queste logiche che orientano l'azione di governo alla realizzazione di una scuola pubblica "al ribasso" e fornirà sempre il proprio instancabile supporto a famiglie, studenti, corpo docente e a tutti coloro che hanno voglia di realizzare una scuola pubblica "buona" nei fatti e non solo nelle parole.  Parole, parole, parole....

 

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Redazione RecSando

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