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Domenica 12 luglio, presso la Cascina Santa Brera di San Giuliano Milanese, l'associazione Libera ha chiamato a raccolta le realtà locali del sud est milanese per proporre un Presidio contro le mafie. L'associazione, infatti, cerca di coinvolgere le realtà associative, le cooperative e i privati cittadini nella lotta alle mafie con l'istituzione di Presidi. Presenti nel milanese ad Arese, Sesto San Giovanni, nel Sud Ovest e nella stessa città di Milano, mancava un punto di riferimento per il Sud Est Milanese. Leonardo La Rocca, insieme ad altri, ha organizzato l'incontro di domenica scorsa per provare a riempire questa lacuna.


L'incontro, aperto a tutti, privati, associazioni e amministratori, ha visto la partecipazione di più di 70 persone, dalle 11 del mattino a pomeriggio inoltrato, con la condivisione del pranzo organizzato dall'associazione.

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A presentare la realtà di Libera erano presenti, oltre a Leonardo La Rocca, Claudio Lenzi, coordinatore dei Presidi presenti a Milano e il coordinatore regionale Davide Salluzzo. Liberà è un'associazione nata 20 anni fa con il compito di combattere le mafie e promuovere la legalità. Attualmente coordina più di 1500 associazioni, scuole e altre realtà locali, tutte impegnate nel comune obiettivo. I Presidi sono lo strumento di lavoro dell'associazione: privati cittadini, associazioni, scuole eccetera sottoscrivono un Patto di Presidio, una lista di “cose da fare” nell'arco di un anno, alla fine del quale si fa il punto della situazione e lo si rinnova. Domenica, quindi non è stato solo un momento di informazione, ma di vera e propria proposta di lavoro da parte dei partecipanti.

Analogamente ad altri presidi, sono emerse due proposte di lavoro:

  1. la formazione sul territorio di una cultura anti-mafiosa, con la sensibilizzazione e la informazione nelle scuole e fra la cittadinanza, attraverso dibattiti e conferenze, cineforum e presentazione di libri sul tema.
  2. l'utilizzo dei beni presenti sul territorio confiscati alla mafia da parte di associazioni e cooperative.

Quest'ultimo punto è risultato molto impegnativo, nella sua attuazione.

Non solo sarà necessario un censimento dei beni sequestrati, ma il Presidio e l'associazione si dovrà coordinare con le amministrazioni pubbliche per il reperimento dei fondi per la gestione e la parte burocratica.
Un altro aspetto importante è stato affrontato: trovare un nome a cui dedicare il Presidio.

L'associazione usa il nome delle vittime della mafia - più di 1035! - per tenere viva la memoria della loro testimonianza di libertà. Varie le proposte: da Peppino impastato (in quanto giovane), a Pio La Torre (legato al tema dei beni confiscati), da don Peppe Diana a Margherita Asta e i suoi due bambini Giuseppe e Salvatore, fino ad arrivare a Emanuela Sansone, la prima donna vittima delle mafie - era il 1896! - per dare un senso anche della durata del fenomeno mafioso in Italia.

Molte le presenze associative, da Auser, ANPI, Ciclostinati di Peschiera Borromeo, a Slow Food, varie realtà scolastiche che hanno dato il loro contributo e la loro disponibilità. Era presente ovviamente anche Recsando, che, pur non avendo le forze per essere in prima linea, si occuperà di dare spazio e visibilità alle iniziative del Presidio di Libera.


Fra le pubbliche amministrazioni erano presenti il Sindaco Andrea Cecchi di San Donato Milanese, il Sindaco Luca Zambon di Peschiera Borromeo, il Sindaco Paolo Bianchi di Mediglia, il Vicesindaco di San Giuliano Milanese Gennaro Piraina, che con la loro presenza hanno testimoniato il loro interesse verso l'associazione e in alcuni casi anche le loro difficoltà operative nel dare sostegno al recupero delle opera sequestrate.

Il Patto di Presidio sarà formalizzato il 30 aprile - La Rocca ci terrà informati - è un nuovo incontro

Per informazioni contattare: Leonardo La Rocca
Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie
Presidio Sud Est Milano

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Redazione ReSando - Nicola Gargamelli
Foto: Luigi Sarzi Amadè

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