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RACCOLTA DIFFERENZIATA A MISURA DI AMSA MA NON DI CITTADINO
La sperimentazione per la raccolta differenziata iniziata in questi giorni nella frazione di Poasco del comune di San Donato Milanese è l'ennesimo esempio dell'arroganza ed incompetenza dell'amministrazione guidata da Andrea Checchi (PD).
Nata da una mozione del M5S presentata con l'intento di promuovere sostenibilità e approvata nel Consiglio Comunale del 7 aprile 2014, una volta raggiunte le stanze del municipio la realizzazione è stata trasformata nell'ennesimo inghippo per favorire un'azienda pubblica a scapito dei cittadini.
 
In un caso di politica all’incontrario tipico dell’inefficiente gestione della cosa pubblica italiana, la “sperimentazione” per la raccolta differenziata si basa sulla misurazione e controllo dell’indifferenziata. In questo modo l’AMSA non è tenuta a fornire dati sulla differenziata, e gli eventuali incrementi di ricavi dalla vendita dei materiali riciclabili non saranno resi pubblici. D’altra parte, ai cittadini vengono a mancare quegli incentivi che sono cruciali a promuovere nuovi comportamenti civilmente responsabili e che spesso, come in questo caso, sono onerosi per la cittadinanza.
 
Inoltre il comune ha arbitrariamente scelto Poasco per una sperimentazione cittadina, quando questa frazione ha delle caratteristiche urbanistiche molto diverse dal resto della città. Si tratta infatti di una località a bassa densità residenziale, ovvero molte unità monofamiliari, pochi condomini, qualche cascina. A fronte di ciò i cittadini di Poasco devono riempire sacchi di rifiuti a misura condominiale da 100 litri, cosa che può richiedere diverse settimane ad un immobile monofamiliare. Numerosi residenti sono perciò costretti a mantenere sulla loro proprietà rifiuti anti-igienici (pannolini, imballaggi...) per periodi prolungati, ma per l’AMSA ciò costituisce un risparmio di carburante dovuto dalla minore frequenza del ritiro.
Risulta quindi chiaro chi sia il vincitore di questa partita.
 
L'amministrazione che nel programma prometteva “una città  più efficiente e trasparente aperta, con un Comune in grado di garantire servizi di qualità e di informare e coinvolgere i cittadini” ha presentato questo piano in due incontri a Poasco dove i cittadini hanno chiaramente espresso opposizione. Non solo le istanze dei residenti sono state respinte in toto dall’amministrazione, ma a chi non ha accettato di “adeguarsi” alla sperimentazione l’AMSA non raccoglie più la spazzatura.
 
E come spesso accade, in consiglio comunale vengono presentate analisi basate su dati di AMSA del 2014 che invece non vengono forniti ai consiglieri del M5S, nonostante richiesti nei tempi dovuti.
 
Si tratta dunque dell'ulteriore conferma del perverso modus operandi di questa giunta, che, come successo per la chiusura della scuola materna di Bolgiano, usa gli incontri con i cittadini esclusivamente per comunicare decisioni già prese, è proprio il caso di dire: oltre al danno pure la beffa.
 
 
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