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Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e anche il sindaco, Andrea Checchi. La situazione si è risolta solo nel tardo pomeriggio, con la promessa di pagamento da parte dell’azienda.

2 degli operai saliti per protesta sulla gru a San Donato
Interminabili ore di tensione si sono succedute nella giornata di lunedì 16 marzo a San Donato, dove è andata in scena la protesta estrema di alcuni muratori di origine egiziana senza stipendio da mesi.
Per ben 10 ore, dalle 8:00 del mattino alle 18:00 circa, i 4 nordafricani, tutti di età compresa tra i 25 e i 35 anni, si sono arrampicati su 2 gru all’interno di un cantiere edile di via Piave, nei pressi di piazza Tevere, lamentando circa 7 mesi di stipendi arretrati.
I 4 fanno parte di un gruppo di 28 operai che, da qualche tempo, hanno aperto una vertenza sindacale nei confronti dell’azienda per la quale hanno lavorato da aprile a ottobre 2014, proprio all’interno del sito di via Piave.
Qui, dove sono state realizzate 2 palazzine da 10 piani ciascuna per 100 appartamenti, i 28 operai avevano preso parte al cantiere per conto di una ditta milanese che, a sua volta, aveva ricevuto l’incarico in subappalto da altre 2 aziende.
La committente, una cooperativa di Bollate, al termine dell’incarico non aveva mai saldato gli stipendi per i mesi di lavoro effettuati, sollevando alcune contestazioni riguardo presunte irregolarità nelle buste paga e le ore effettivamente lavorate. Giunti all’esasperazione, quindi, dopo che nei giorni scorsi le trattative con l’azienda erano saltate, i 4 egiziani hanno giocato la loro ultima carta e si sono arrampicati sulle gru, minacciando a più riprese di lanciarsi nel vuoto.
Per tutta la giornata l’area è stata presidiata da vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale, oltre che dai rappresentanti sindacali che, da mesi, seguono i lavoratori nella loro battaglia. In rappresentanza dell’Amministrazione è giunto anche il sindaco, Andrea Checchi. «Gli ammanchi – hanno fatto sapere le Rsu intervenute – superano i 140mila euro complessivi per tutti gli operai che hanno lavorato nel cantiere, tra aprile e ottobre scorsi. Dopo questo periodo, tra l’altro, sono stati tutti licenziati».
Forti attimi di tensione si sono registrati nel pomeriggio, quando alcuni colleghi dei 4 manifestanti hanno tentato di raggiungerli in cima alle gru, ma sono stati prontamente bloccati dalle forze dell’ordine. «È come se anche noi fossimo là su con loro – hanno commentato - . Non riusciamo più a mantenere le nostre famiglie, vogliamo solo quello che ci spetta».
Una svolta positiva alla situazione si è avuta finalmente dopo le 17:00, quando l’azienda committente ha annunciato la disponibilità al pagamento di un acconto pari a 1000 euro a ciascun lavoratore, impegnandosi a trovare un accordo per il saldo definitivo nel corso di una riunione fissata per giovedì 19 marzo. «Ovviamente saremo presenti per verificare che gli impegni presi verranno rispettati», hanno concluso i delegati sindacali. Raggiunti dalla tanto attesa notizia, attorno alle 18:00 i 4 egiziani hanno finalmente accettato di scendere a terra. 
Alessandro Garlaschi
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