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Firmato l’accordo fra la società telefonica e Saipem per spostare la stazione radio  sul Terzo Palazzo Uffici, lontano dalle abitazioni. Il Sindaco: «Decisiva la nostra mediazione»
 
Dalle parole ai fatti: l’antenna Telecom di via Sanguinetti trasloca. Nelle prossime settimane, infatti, la stazione RadioBase per la telefonia cellulare Umts e Lte - collocata sul finire del 2013 dalla società di telecomunicazioni in un’area di sua proprietà ma ad alta densità abitativa – sarà smantellata e riposizionata sul tetto del Terzo Palazzo Uffici di Viale De Gasperi 16. L’impegno assunto dall’Amministrazione nel corso di un’accesa assemblea tenutasi in sala consiliare nel febbraio dello scorso anno per trovare una collocazione meno impattante al manufatto si è dunque concretizzato grazie al lavoro di mediazione della Giunta, che ha messo attorno a un tavolo l’operatore ed Eni per individuare un’alternativa che garantisse tutte le parti coinvolte.  
«Sono molto soddisfatto – spiega il Sindaco Andrea Checchi – per la soluzione di questa vicenda, che aveva creato non poche preoccupazioni nei cittadini, anche se abbiamo sempre garantito l’assoluta non pericolosità per la salute dell’antenna, monitorandone costantemente le emissioni in accordo con l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) e con un consulente tecnico appositamente incaricato dal Comune. Devo ringraziare sia Telecom, sia Eni, attraverso Saipem, della disponibilità dimostrata nel lavorare insieme per individuare una collocazione più idonea, a maggior distanza dalle abitazioni e meno impattante sul piano estetico, della stazione radio. C’è voluto del tempo, ma l’accordo è stato trovato e nelle scorse ore i due soggetti hanno firmato un contratto di comodato che fissa modi e tempi dello spostamento del manufatto da Via Sanguinetti a Viale De Gasperi. Nel giro di un mese e mezzo circa l’antenna resterà solo un ricordo per i residenti della zona fra via Jannozzi, Battisti, Martiri di Cefalonia e Ravenna».
 
Il primo cittadino ricorda altresì l’impegno assunto a suo tempo per la redazione di un nuovo strumento di programmazione urbanistica allo scopo non tanto di contrastare gli operatori privati quanto di favorire il confronto costruttivo fra l’Ente e gli stessi per fare scelte condivise anche con la popolazione e rammenta il percorso effettuato sin qui per venire a capo della vicenda. «Ferma restando la regolarità, sempre ribadita, della procedura che ha portato all’installazione dell’impianto – precisa Checchi – come Amministrazione abbiamo fatto tutto il possibile per tutelare le legittime istanze dei cittadini e rispondere alle loro preoccupazioni, facendo attenzione a non avallare timori privi di fondamento sotto il profilo sanitario, visto che gli studi più recenti concordano circa la non nocività delle radiofrequenze emesse da questo tipo di impianti. Abbiamo ottenuto da Arpa una campagna di monitoraggio periodica per la misurazione e la valutazione dei segnali emessi dall’apparecchio RadioBase e abbiamo messo a disposizione un consulente competente. Con lui e con l’Ufficio Tecnico abbiamo quindi favorito un canale d’interlocuzione fra Eni e Telecom per arrivare al sospirato risultato di spostare i ripetitori in altra sede. Tutto ciò dimostra la serietà di questa Amministrazione, che quando si assume degli impegni li porta a termine, con l’attenzione sempre rivolta al bene comune».
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Redazione RecSando

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