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di Paolo Rausa

Non poteva mancare sui temi di Expo 2015 “Nutrire il pianeta, Energia per la vita“, l’omaggio ai braccianti, ai contadini che nel secolo scorso in terra di Lombardia, in Italia e nel mondo intero hanno con la loro pazienza e dedizione arato, seminato, scrutato il tempo per leggere i segni favorevoli o funesti per il lavoro dei campi. Questa mostra fotografica, suddivisa in percorsi tematici (il lavoro, la vita, l’agricoltura nel mondo, la modernizzazione e le lotte per i diritti) nasce dalla collaborazione di diversi enti fra cui il Comune di Milano, il Palazzo Moriggia-Museo del Risorgimento e l’Archivio del Lavoro di Sesto San Giovanni.

Soprattutto dal ventre di questo istituto è stato possibile estrarre le suggestive foto di Silvestre Loconsolo, che illustrano nelle fogge e nei portamenti uomini e donne, quasi dei soldati della terra, dalle cui figure emerge la dignità del lavoro e la consapevolezza del ruolo insostituibile per alimentare la vita. L’importanza di questa mostra è innanzitutto antropologica perché viene introdotto, per così dire, un cursus honorum dei braccianti che vivevano in strutture rurali complesse, le cascine. Si presentano famigli, bargamini, cavallanti, braccianti e mondine, che si organizzano per migliorare le condizioni di vita e di lavoro, che lottano per i diritti, che esprimono solidarietà a chi se ne va e trasloca a S. Martino, l’11 novembre, le poche masserizie su carri di fortuna. Un mondo non del tutto scomparso, ma in continua trasformazione a partire dagli anni trenta con l’introduzione prima discreta e poi massiccia della tecnologia e dei macchinari. Esempi della vita nei campi, dei drammi e dello stupore sono stati trattati ampiamente dal nostro cinema nelle pellicole del neo realismo, pensiamo a ‘L’albero degli zoccoli’ di Olmi, a ‘Novecento’ di Bertolucci’, a ‘Riso amaro’ di De Sanctis. Un mondo che ha usato e abusato di sostanze chimiche, antiparassitari, anticrittogamici, concimi, ecc. e che ora cerca il riscatto con il ritorno dei giovani all’agricoltura e soprattutto delle donne, in diverse parti del mondo. La documentazione esposta proviene in gran parte dall’Archivio del Lavoro di Sesto San Giovanni, ovvero dal Fondo del fotografo Silvestre Loconsolo e dalle carte della Federbraccianti-Cgil, e dall’Archivio storico Same Deutz-Fahr. Ingresso libero, orari: mart. – dom. 9-13 e 14-17.30; info: Archivio del Lavoro, +39 02 55025931, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Museo del Risorgimento via Borgonuovo 23 Milano, +39 02 884 62330/45924, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., fino al 29 marzo 2015. Foto di Silvestre Loconsolo, Raccoglitrici di pomodori (1965), © Archivio del Lavoro.

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Redazione RecSando

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