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A distanza di un anno dal suo insediamento, Papa Francesco è stato celebrato il giorno prima del suo compleanno, il 16 dicembre, in Cascina Roma, in una serata organizzata dalla Commissione Biblioteca.

 Il focus della serata erano due temi assai cari al Papa "venuto dalla fine del mondo", come lui stesso ama definirsi, vale a dire la Famiglia & il Lavoro.
Tante novità o punti di rottura sembrano circondare la figura di Papa Bergoglio: la provenienza da un altro continente, addirittura da un altro emisfero, l’appartenenza ad una cultura apparentemente vicina, ma di fatto lontanissima per vissuto ed esperienza, l’essere gesuita, l’essere assurto al Soglio di Pietro ancora vivente Benedetto XVI ….
Papa Francesco rappresenta davvero un rovesciamento di prospettiva per la Chiesa e per il mondo dei credenti? E se sì, in che modo?


Partendo da scritti e discorsi che hanno punteggiato questo primo anno di pontificato, siamo stati guidati nella riflessione dai due relatori brillanti e molto aperti al confronto e al dialogo: Don Walter Magnoni, Responsabile per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Milano e Don Armando Catapano, sacerdote della Prelatura dell'Opus Dei.


Due anime della stessa Chiesa, due competenti ed umanissimi punti di vista:
* Don Walter, sacerdote diocesano, già coordinatore dell’oratorio della Parrocchia di San Donato VM della nostra città, un percorso accompagnato dal compianto Cardinal Martini, poi la formazione romana e infine l’approdo alla Diocesi di Milano;
* Don Armando, ingegnere elettronico, sacerdote “tardivo”, con un dottorato in antropologia teologica e altresì eclettico e musicista, per ben due volte davanti al Papa, pastore di anime, confessore e attivo nella formazione di coppie di fidanzati e di sposi.
I focus sono stati quindi il lavoro, come fondamento della inclusione degli ultimi, che non devono solo essere assistiti ma accolti, e la famiglia, come nucleo fondante della società, luogo di accoglienza della vita e della comunione nella differenza.
Non poteva mancare un piccolo affondo nei confronti dell’economia e della politica, che deve recuperare onestà e tensione al bene comune.
Gli interventi dei relatori hanno permesso a tutti di mettere a fuoco, oltre ai temi oggetto di dibattito, anche ciò che caratterizza Papa Francesco, ovvero le sue differenze personali e la sua origine e formazione:
* la provenienza dal Sud del Mondo e le radici nella Teologia della Liberazione
* l’essere Gesuita
* l’essere diventato sacerdote a 33 anni, dopo il diploma e diversi anni di vita “secolare”
* l’essere stato un sacerdote post-conciliare
* Il linguaggio, semplice e diretto, aperto all’ascolto, ma molto nel solco della Chiesa; un linguaggio che pur nella chiarezza presta il fianco a manipolazioni soprattutto mediatiche, e che deve essere più compreso che interpretato.
Famiglia e Lavoro sono i pilastri della secolare Dottrina della Chiesa, che Papa Francesco affronta da pastore quale egli è: due realtà che solo nella nostra società moderna sono viste come entità separate.
Don Walter e Don Armando spiegano molto chiaramente questi aspetti con spunti di riflessione generati in loro da quelle che sono le loro esperienze professionali quali sacerdoti, oltre che umane e di cristiani, perché è solo nel tempo dell'oggi, dell'adesso, che il cristiano può esprimere compiutamente il messaggio che deve contraddistinguerlo, secondo una vocazione alla santità di tutti e per tutti che il Concilio Vaticano II ha voluto ben specificare.
È infatti solo e soltanto nel quotidiano che possiamo trovare la fatica del lavoro, del crescere i figli, dell'Amore così spesso frainteso verso gli altri.
Proprio queste sono le grandi sfide da combattere e da vincere ed è proprio la sfida dell'Amore quotidiano verso il prossimo che ogni giorno ci pone Papa Francesco.
Essere sempre aperti al dialogo con chiunque, mettendo da parte i contrasti per puntare invece tutto su ciò che di bello e costruttivo ci può e deve far avvicinare.
Il leit motiv della serata è stato però l' impegno, il sacrificio costante da profondere a piene mani, accettando la sfida del dare e del darsi, perché solo in questo modo il nostro agire potrà davvero avere un senso compiuto.

A cura di Flavio Mantovani e Anna Maria Del Vescovo - Commissione Biblioteca
Foto di Pietro Del Monte – Circolo Fotografico “F. Ventura”

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