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Peppino uno di noi – Le mafie di ieri e le mafie di oggi

PEPPINO UNO DI NOI – LE MAFIE DI IERI E LE MAFIE DI OGGI

Assemblea Rimaflow ( Trezzano sul Naviglio ) incontro con Giovanni Impastato intervento di Massimo Gatti il 13/10/2019

Onorato di questo invito per trattare un tema azzeccatissimo: le mafie di ieri e soprattutto le mafie di oggi e di domani. Per confermare l’importanza del tema basta leggere il rapporto semestrale del Ministero degli Interni riguardante il secondo semestre 2018.

Si lavora su migliaia di immobili confiscati e su centinaia di aziende solo in Lombardia. La presenza diffusa e consistente della criminalità organizzata si manifesta con decine di incendi dolosi presso i depositi dei rifiuti e con una crescita abnorme del mercato delle droghe.

Enormi problemi si registrano in vari settori: bonifiche, cave, gestione depuratori, abusivismo edilizio, gioco d’azzardo, grande distribuzione. In questa zona alcuni territori come Corsico, Trezzano, Buccinasco e Cisliano sono sotto attacco.

La reazione e il contrasto a mafie e a ‘ndrangheta da parte di troppe Istituzioni è stato assai debole. Non più tardi del 2011l’allora Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi asseriva che dalle nostre parti la mafia non esiste e negli anni successivi è stato “premiato” dalla Giunta regionale lombarda di Roberto Maroni con la Presidenza di ALER della Provincia di Milano (ex IACP), tra le più grandi aziende di edilizia residenziale pubblica in tutta Europa.

Le inchieste giudiziarie Infinito e Mensa dei poveri aprono uno squarcio imbarazzante su ciò che è continuato a capitare in questi anni fino ai giorni nostri. Ad esempio Consiglieri regionali e comunali di centrodestra oggi accusati di corruzione, hanno seguito negli anni scorsi atti amministrativi significativi come l’accordo di programma “Bidone” per il terziario sull’area dell’ex Alfa Romeo.

E ancora il Direttore generale dell’AFOL metropolitano, di cui avevo richiesto la rimozione ben sette anni fa, seppur pesantemente colpito dalle inchieste, non è stato ancora rimosso e anzi è anche riuscito nell’ultimo anno a farsi aumentare il già cospicuo stipendio.

In questo caso il Comune di Milano e Città metropolitana non sono intervenuti in modo efficace per cambiare subito la dirigenza e rilanciare le politiche per l’orientamento, la formazione e il lavoro. Non si può aspettare sempre che intervenga la magistratura.

VI E’ UN PROBLEMA DI SISTEMA

La debolezza nel reprimere le mafie a livello economico sta anche nelle privatizzazioni selvagge compiute e nella abdicazione dello Stato in troppi settori strategici e fondamentali come l’industria, l’urbanistica, la formazione e la salute.

Il referendum popolare del 2011 con il suo formidabile risultato per la gestione totalmente pubblica dell’acqua, del ciclo dei rifiuti e del sistema dei trasporti è stato colpevolmente tradito.

Per risalire la china occorre avere il coraggio di rinazionalizzare, di tentare un’economia sociale, come Rimaflowe di proporre qualche obiettivo audace e “socialdemocratico” a partire dal ruolo nevralgico di Cassa Depositi e Prestiti.

Autostrade, banche, siti produttivi, energia, reti in un’epoca di rivoluzione tecnologica, digitale e informatica non possono contemplare l’assenza dello Stato.

Riorganizzare un intervento pubblico selettivo significa sfidare nel merito e confrontarsi con i movimenti, con la sinistra diffusa, le liste civiche, il Movimento 5 stelle.

È paradossale che il governo gialloverde e quello giallorosino abbiano con continuità l’obiettivo paradossale di altri 18 miliardi di euro di privatizzazioni(quali?) rimarcando una totale sfiducia sul proprio impegno a recuperare risorse davvero dalla evasione fiscale. Tanto chiacchiericcio sulla cosiddetta autonomia differenziata, nessuna politica di sviluppo per i servizi pubblici e le autonomie locali.

Il pensiero unico delle forze politiche tradizionali di centrodestra, centrosinistra e Lega prosegue sulle solite politiche dal 1992. Grandi opere, grandi eventi, Colombiadi, mondiali di calcio, EXPO, con il corollario di Tangentopoli, appropriazioni indebite, indebitamento. Ricordiamo le autostrade TEM-BREBEMI-Pedemontana, autostrade inutili e dannose, che hanno distrutto tanti parchi e tanta agricoltura, con quasi 7 miliardi già spesi grazie anche a ingenti risorse pubbliche. Ricordiamo gli altri stanziamenti previsti per l’Università Statale per costringerla a trasferirsi in parte nell’area EXPO e coprire i buchi di EXPO. Per non smentirsi oggi le cosiddette classi dirigenti si vogliono buttare nell’avventura delle Olimpiadi invernali 2016, nella nuova autostrada TOEM dentro il Parco del Ticino, nel nuovo stadio di San Siro e in nuove cementificazione utilizzando il PGT di Milano e le leggi urbanistiche di Regione Lombardia.

FIDUCIA E BUONI ESEMPI
Senza velleità ed illusioni guardiamo però a vari sommovimenti reali e positivi:

  •  Un grande movimento mondiale contro i cambiamenti climatici;
  •  Vertenze di lavoro efficaci e rigenerazioni dal basso, per un nuovo modello di sviluppo, come nel caso Rimaflow;
  •  Capacità conflittuale di rilancio di un movimento per il disarmo, la riduzione della spesa militare, la pace, i diritti morali e civili prendendo esempio dai Camalli di Genova, che hanno, con un’azione simbolica, bloccato in porto la speculazione immonda del commercio legale e illegale di armi per proteggere gli yemeniti dall’Arabia Saudita e per dare una risposta non solo agli immigrati ma a tutti i popoli del terzo e quarto mondo;

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

  • Si investano 8 miliardi non per promesse elettorali, ma per assumere direttamente 100.000 tecnici e operai per un’azione straordinaria di manutenzione in tutti i comuni e per intervenire sul dissesto idrogeologico.
  • Si proceda subito a sbloccare le assunzioni di ispettori del lavoro necessari a promuovere sicurezza e a ridurre drasticamente gli effetti della strage dei morti sul lavoro, che costituiscono un triste primato italiano.

Possiamo coinvolgere tante e tanti con l’obiettivo ambizioso di arrivare alla bellezza, che era il sogno di Peppino Impastato e che viene sancita dall’articolo 9 della nostra Costituzione antifascista e antirazzista, sicuri che la mafia ieri e oggi, come diceva Peppino, rimane una enorme montagna di merda.

 

 
 

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