Se sei un utente della vecchia RecSando il tuo nome utente è nomecognome in minuscolo senza spazi (es. se ti chiami Mario Rossi il tuo nome utente è mariorossi). La password è la medesima di prima.

Accedi come Utente



Il Delitto di Sant
Ambrogio di Massimo Milone inizia come un film: c’è una sparatoria in pieno centro, a Milano, nei giorni di S. Ambrogio, patrono della città, in cui viene ferito un giovane da un sicario. Melina Laganakis, poliziotta dell’ottavo distretto, si trova nei paraggi e, appena sente gli spari, interviene e spara, uccidendo uno dei malviventi.

Detta così, la storia potrebbe risultare anche piuttosto banale, se non fosse che questo piccolo fatto di cronaca scatena poi una serie di reazioni a vari livelli, che toccano un po’ tutti gli aspetti della vita quotidiana, in una Milano descritta nei minimi particolari da questo autore di origine napoletana, che vive e lavora a Milano da più di vent’anni, e che, attraverso la sua scrittura, dimostra a questa città un grande affetto, pur riconoscendone anche gli aspetti più contraddittori e violenti.

Al centro del romanzo, l’ottavo distretto di Polizia di Milano (il nome è di fantasia, ma il distretto è modellato su un reale commissariato meneghino), un commissariato come tanti, dove non mancano le piccole cattiverie e ripicche quotidiane, le battutacce sessiste nei confronti delle poliziotte, ma anche i momenti di solidarietà e di comprensione, come avviene del resto in qualsiasi ambiente di lavoro.

Abbiamo detto che la vicenda narrata all’inizio del romanzo provocherà reazioni a vari livelli. Prima di tutto, a livello umano: la vita di Melina viene sconvolta, non solo dalla consapevolezza di aver ucciso un essere umano, ma anche perchè scopre che l’uomo di cui è innamorata non è libero di stare con lei. E poi ci sono conseguenze a livello politico, man mano che le indagini proseguono si scoprono dei legami poco chiari con certe ONLUS, che sotto l’apparenza di organizzazioni umanitarie, a volte nascondono traffici a dir poco sospetti.

Noi non vogliamo andare oltre e non vi sveleremo la trama: vi invitiamo però a leggere questo romanzo noir, o thriller, come preferite, perché è scritto molto bene, con perizia e con uno stile lineare, che rende la narrazione, spesso, molto vicina alla narrazione cinematografica.

Le vicende dell’ottavo distretto sono al centro anche di altri romanzi di Massimo Milone e cioè “Il Delitto di Via Marghera”, “Milano Corri o Muori” e “Intrigo a City Life”, sempre ambientati a Milano, editi da Happy Hour Edizioni.

 

Piera Scudeletti

Circolo 6x4

Log in to comment

Il Salotto Letterario