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Il Lavoro Umano: da Olivetti ad Amodei

Assoetica. da welfare a welfare

IL LAVORO UMANO Da Adriano Olivetti a Dario Amodei Dal Welfare al Webfarea cura di Francesco Varanini

Venerdì 12 Settembre 2025, ore 18:00 Incontro gratuito Online su piattaforma Zoom:

Dal Welfare al Webfare – il futuro che ci riguarda tutti

Quando si parla di lavoro, si parla di vita. Non è solo il mezzo per guadagnarsi da vivere, ma anche un linguaggio di identità, appartenenza, dignità. Oggi, più che mai, ci troviamo davanti a un bivio: quale sarà il destino del lavoro umano nell’era dell’Intelligenza Artificiale?

Il prossimo 12 settembre 2025, alle ore 18:00, Assoetica propone un incontro online dal titolo “Il Lavoro Umano. Da Adriano Olivetti a Dario Amodei. Dal Welfare al Webfare”, a cura di Francesco Varanini. Un confronto che non è solo storico, ma profondamente politico e sociale, capace di toccare le radici del nostro futuro.

Dal Welfare al Webfare: due epoche, due visioni

Tra gli anni ’30 e ’70 del Novecento, in Europa e in Italia prendeva forma un’idea forte: il Welfare. Un modello che garantiva piena occupazione, in cui lo Stato e le imprese private avevano come responsabilità non soltanto la produzione di beni e profitti, ma anche la creazione di lavoro.

Oggi, invece, assistiamo a uno scenario opposto: il Webfare, un reddito universale di cittadinanza finanziato dalle grandi imprese digitali, pensato per masse di cittadini senza occupazione, sostituiti dalle macchine. È l’immagine inquietante di una società in cui il lavoro umano rischia di diventare superfluo.

Olivetti e Amodei: due simboli a confronto

Per comprendere meglio la frattura culturale e filosofica che stiamo vivendo, bastano due figure emblematiche.

  • Adriano Olivetti, imprenditore visionario, credeva che l’impresa dovesse essere “modello e stile di vita”, produttrice non solo di utili, ma anche di libertà e bellezza. Per Olivetti, il lavoro era gioia, occasione di crescita personale e collettiva, strumento per costruire comunità.

  • Dario Amodei, CEO di Anthropic e protagonista dell’avanguardia dell’Intelligenza Artificiale, immagina invece un mondo in cui gli esseri umani “potrebbero non essere più in grado di contribuire in modo significativo all’economia”. Un futuro in cui vivremmo accuditi da intelligenze artificiali, “vegliati con amorevole grazia”, ma forse spogliati del senso più autentico del fare e dell’essere cittadini.

Il nodo del presente: il lavoro come cittadinanza attiva

Non si tratta di opporre nostalgicamente passato e futuro. Piuttosto, l’incontro invita a porci una domanda radicale: come possiamo difendere e reinventare il valore umano del lavoro?

Se il lavoro diventa solo un peso da cui fuggire o una voce di costo da tagliare, rischiamo di perdere un elemento essenziale della vita comunitaria. Lavorare significa costruire sé stessi, partecipare alla società, contribuire alla bellezza collettiva.

Un’occasione per riflettere insieme

Il 12 settembre non sarà quindi soltanto un webinar, ma un’occasione per ripensare al nostro futuro. Davanti a noi c’è una scelta: lasciare che l’Intelligenza Artificiale decida per noi, o recuperare la centralità del lavoro umano come espressione di dignità e cittadinanza attiva.

Il pensiero di Olivetti ci ricorda che la tecnologia deve servire l’uomo, non sostituirlo. Le parole di Amodei ci costringono a guardare in faccia una possibilità scomoda: cosa accade se smettiamo di lavorare?

La risposta non è scritta. Sta a noi, oggi, costruirla.

Fabrizio Cremonesi – N>O>I
Flavio Mantovani  – N>O>I

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