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ARGOMENTO: Coronavirus: Riceviamo e pubblichiamo nella speranza che serva a dare serenità

Coronavirus: Riceviamo e pubblichiamo nella speranza che serva a dare serenità 20/03/2020 13:22 #4671

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Coronavirus: Riceviamo e pubblichiamo nella speranza che serva a dare serenità 21/03/2020 17:06 #4672

www.recsando.it/rassegna-stampa/rassegna...erva-a-dare-serenita

Per ora, per fortuna, sia io che i miei familiari stiamo bene però non mi mancano le preoccupazioni. Provo a raccontarvi come mi sento.
Parto da ISS (Istituto superiore sanità): 8% degli operatori sanitari in Italia risulta contagiato. Mia nipote, figlia di mio fratello, è medico in un ospedale in Emilia e da una decina di giorni è 'in trincea' con turni ovviamente molto pesanti e con pochissimi contatti familiari in particolare con i figli, per non rischiare di essere vittima/veicolo di contagio.....

Invece io abito a poche decine di km dalle zone rosse del lodigiano che già da un mese sono state duramente colpite dal virus e dalle zone della bergamasca dove ormai ogni giorno muoiono come le mosche.....

Casa mia confina con un ospedale privato/convenzionato che dai primi di marzo sta ricevendo ad ogni ora ambulanze che a sirene spiegate trasportano malati gravi, prevalentemente per il virus. Da alcuni giorni tutti i letti di terapia intensiva sono stati occupati e quindi viavai e rumori sono diminuiti, anche perché i carri funebri sono molto silenziosi.....

In casa mia si è dovuto insediare mio figlio, con tutta l'attrezzatura per il telelavoro, perché a casa sua quei terremoti dei suoi tre figli non gli permettevano di lavorare in tranquillità. Ovviamente mi fa piacere riavere mio figlio per casa, ma deve stare tutto il giorno isolato il più possibile e ci incontriamo solo all'ora di pranzo per evitare reciproci contagi.....

Mia moglie quasi tutti i pomeriggi va dai tre nipotini per dare una mano a mia nuora che essendo insegnante è a casa tutto il giorno, ma anche lei ha bisogno ogni tanto di uscire per la spesa o di collegarsi con i colleghi.
Fino a pochi giorni fa ogni tanto andavo anch'io, ma ultimamente ho dovuto smettere perché i rischi sono troppo alti. Solo ieri in Lombardia altri 319 morti.....

Se la domanda era di raccontare come mi sento in questo periodo, chiedo io a voi: come pensate che mi possa sentire?
Con una gran strizza! Ecco come mi sento!!!
Eppure, pensando ai tanti che stanno peggio, continuo ad essere fiducioso e 'moderatamente' ottimista.
Un saluto, un abbraccio e un bacio...???
(19 marzo 2020, W la festa del papà).
Ultima modifica: 21/03/2020 17:14 da Luciano Monti.
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Coronavirus: Riceviamo e pubblichiamo nella speranza che serva a dare serenità 27/03/2020 00:45 #4673

Ciao, Ciao a tutti.
Come sto ? Sto bene.
Lavoro in Smart Working da 5 settimane. Lavoro da tanto tempo in una nota azienda con la sede principale a Lodi, anche se è presente in tutta Italia con diverse filiali.
Era il 21 Febbraio 2020. Erano circa le 15:50 del pomeriggio. In azienda inizia uno strano insolito chiacchiericcio, colleghi che bisbigliavano, via vai di persone. Molti dei miei colleghi vengono da Lodi, da Codogno, da Casalpusterlengo, da Castiglione d'Adda. Un mio collega che non è nel mio piano aveva recentemente giocato a calcetto con il ragazzo che ha dato il via a tutta questa storia. Esce dall'ufficio, va in ospedale per accertamenti. Ore 16:25 i colleghi dell'Ufficio Sicurezza inviano una email a tutti i dipendenti allertandoli che a causa dell'emergenza dal 24 Febbraio tutti i dipendenti avrebbero dovuto necessariamente lavorare da casa. Tutti i computer in ufficio dovevano restare accesi con aperto il software per il collegamento remoto. Viene preparato in un battibaleno il kit per avere a disposizione il software necessario per il lavoro a distanza: ( deviazione chiamate sul proprio computer, VPN, software per le videoconferenze) Tutto è pronto per iniziare un nuovo modo di lavorare.
In questa emergenza, ho aiutato molti clienti ad attrezzarsi per il lavoro a distanza, quello che pensavo mai potesse arrivare in Italia in modo cosi rapido è avvenuto in poche ore. Lo Smart Working ha bloccato i miei spostamenti in automobile. In pratica 50 km al giorno del mio carburante non immesso nell'atmosfera. Non dovendo percorrere chilometri e risparmiando i tempi delle code, mi sto alzando circa un'ora dopo il mio solito orario.
Sto pensando molto, a questo nostro periodo della storia, guardo molto le statistiche di questo andamento del contagio nel mondo, potete anche voi notare che il nostro numero di morti è maggiore degli altri paesi europei ( consulto giornalmente questo sito:
Coronavirus COVID-19 Global Cases by the Center for Systems Science and Engineering (CSSE) at Johns Hopkins University (JHU)
E' evidente che i tagli alla sanità, la carenza di respiratori, di ospedali attrezzati con reparti di terapia intensiva ha influito sull'aumento dei morti.
La Pianura Padana è molto inquinata, e le persone che soffrono in condizioni norrmali di malattie respiratorie sono moltissime.
Ora dopo questa riflessione, torno a parlare di come mi sento io dopo 5 settimane di lavoro da casa.
Mi mancano tantissimo i momenti di socializzazione. Non mi piacciono tantissimo le videochiamate, perchè a volte la qualità di ricezione è scarsa, poi non c'è quella dimensione tridimensionale che a me piace tanto.
Anche mia moglie lavora da casa, la sua azienda era già in crisi e così le è stato ridotto l'orario di lavoro a 16 ore settimanali, fino a fine anno 2020, e poi si vedrà cosa succede. Non è certo colpa del Coronavirus, sarebbe successo comunque.
Quello che sta accadendo ha solo accelerato i tempi di quello che prima o poi sarebbe dovuto accadere.
I costi del non fare, la mancanza di investimenti in ricerca, tecnologia, energie rinnovabili, sanità, ora sono molto più evidenti. Con questo fermo tutto è molto più evidente. Il nostro vivacchiare senza mai mettersi in gioco, senza mai alzare la voce ha fatto emergere in modo evidente i nostri bug.
Ecco forse ci siamo accorti quanto sia importante soffermarsi e scrivere, dialogare. Da tanto tempo il forum non veniva animato, pochi articoli venivano commentati.
Ho sempre portato avanti RecSando quotidianamente ogni giorno dal 1996. Ho sempre creduto nell'importanza della tecnologia come strumento per diffondere la conoscenza, mettere a disposizione il sapere.
Ecco questo periodo difficile della vita mi da speranza, penso ad una canzone di Fabrizio De Andrè....

VIA DEL CAMPO - Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior...


E penso a quando iniziai ad occuparmi in RecSando del Canale Musica, il buon Stefano Tommasi mi disse che quando una cosa ti appassiona, il tempo lo trovi.
Fu una frase che mi stimolò perchè era già dentro di me, fin dai tempi della naia quando un nonno mi dise di fargli la branda perchè ero una zanzarina, e sottolineò con accento napoletano... ecco magari non lo scrivo bene, ma mi disse: Fammi la branda zanzarina a tia quando tè passa u tiempo !
E io risposi: Già, tu credi, ma il tempo non esiste, è solo una condizione creata dall'uomo per darsi delle regole.
E fu così, che da quel giorno il tempo per me è infinito.
In questo periodo è ancora più evidente quanto sia importante fare le cose che ci appassionano, abbiamo tutto il tempo per pensare, per ricercare cose, per mettere insime i pezzi di puzzle.
E io ne ho proprio bisogno,, anche con questa trasformazione di RecSando, diventata dipartimento di N>O>I, insieme a Bicipolitana Network, con la nascita dell'Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili, con tante associazioni, istituzioni, comitati, cittadini che stanno aderendo al Comitato promotore dell'Ecomuseo.
E quindi amici, mi sto divertendo, penso che questo tempo di fermo Italia, che mi ricorda tanto 1984 di Orwell, possa essere usato da tutti noi per mettere a posto il proprio cassetto.
Credo quindi che questo NOI che è nato, portandosi dietro i suoi dipartimenti e la redazione on line del giornale, con l'esperienza ventennale nel territorio del Sud Est Milano possa essere la piattaforma ideale per dare un nuovo futuro non solo al nostro territorio, ma dar vita a qualcosa di più ampio, un grande network.
Questo momento mi è utile per contattare persone, direi personaggi di un certo rilievo, per iniziare a dar vita ad una nuova COSA.
E si se la domanda era, come mi sento in questo periodo in cui tutti ti stanno lontano, non ti abbracciano, ti guardano come se fossi il loro possibile strumento del contagio, ecco direi male. Eppure mi viene da sorridere, quando porto giù la pattumiera e vedo i coniglietti scorrazzare nel prato, quando osservo che gli alberi non sono più stati capitozzati, quando penso che un piccolissimo contagioso virus ha fatto fermare il mondo, ha fatto prendere decisioni di fermare il traffico, ci ha regalato un pianeta più pulito, ci ha fatto capire l'importanza di andare con lentezza.
Mi autoconvinco che a me questo virus non può farmi del male, che non potrà mai succedermi nulla, perché ho bisogno ancora di tempo e non posso proprio andarmene ora.
Ecco credo che la chiave sia autoconvicersi, non lasciarsi andare, farri la barba, vestirsi al mattino e fare i buoni in casa, per essere premiati e di essere i prescelti a portar in strada la pattumiera.

Solo così ci è dato modo di osservare questa nostra città spettrale, animata solo da uccelli, ricci, conigli che zampettano, felici.
E poi tra poco tutto sarà in fiore, è primavera.
Sta a noi imparare da questa esperienza e fare in modo che nasca una nuova primavera.
Già non vi ho detto che alcune persone già debilitate, che conoscevo sono morte in questo periodo, proprio oggi una mia compagna di scuola delle superiori.
Alcuni che conosco stanno male, sono ricoverati in Ospedale.
Ilaria, la mia figlia più grande, da un mese non sta lavorando, è un insegnate di ginnastica, non è vero è riduttivo dire che è un'insegnate di ginnastica. Però insegna nelle palestre e da poco ha aperto un suo studio per aiutare persone che hanno problemi di postura, uno studio per la riabilitazione fisica. E' ovvio che essendo una libera professionista, questo periodo è un periodo nero, anche se Ilaria, come me sta approfittando di questo per imparare nuove cose e realizzare il suo sito.

Eppure tutto non arriva a caso, bisogna trarre vantaggio da tutto quello che ci accade, e una dose di incazzatura verso i responsabili dei nostri BUG italiani, ci vuole.
E' un modo per creare dentro, per capire veramente chi siamo.
C'è molta più umanità nelle persone in questo periodo, ecco, quello che proprio mi manca è il contatto fisico.

Però mi ascolto tantissima musica, ho riscoperto dischi che non ascoltavo da tempo e poi finalmente i King Crimson sono su tutte le piattaforme digitali.
Vorrei quindi esprimermi per finire con un linguaggio diverso, per dare anche a voi speranza e serenità. Per me comunque non passerà inosservato questo momento, ce lo ricorderemo nel bene e nel male. Io sono positivo, la storia non può sempre ripetersi, l'uomo non può rimanere sempre ignorante e non imparare dai suoi errori.
Quindi ora il brano EXPOSURE, tratto dal papà leader dei king crimson, il mitico Robert Fripp.
Questo brano è una cover di un capolavoro di Perer Gabriel che anche nel suo secondo album ha lo stesso titolo EXPOSURE
La musica è praticamente la stessa, i due artisti ci mettono dentro altre parole.
Gabriel ci racconta che è lo SPAZIO QUELLO DI CUI ABBIAMO BISOGNO
Fripp ci dice invece che È IMPOSSIBILE IL CAMBIAMENTO SENZA SOFFRIRE

EXPOSURE ROBERT FRIPP


Si si si abbraccioni
I HAVE A TOUCH - I NEED CONTACT WITH YOU
Fabrizio - isssio
Ultima modifica: 27/03/2020 01:03 da Fabrizio Cremonesi.
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