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ARGOMENTO: Libro del Cuore: Furore di John Steinbeck

Libro del Cuore: Furore di John Steinbeck 17/05/2016 20:32 #4146

FURORE DI JOHN STEINBECK

Premetto che, in quanto lettrice “compulsiva” non ho UN libro del cuore, ma MOLTI libri del cuore che, per un motivo o per l’altro, amo in modo particolare.
FURORE è uno di questi, prima di tutto perché è scritto, secondo me, con molta delicatezza e molto amore per i personaggi, protagonisti di una vicenda comune a tanti americani, e in generale a tanti esseri umani. E questo è il primo carattere distintivo di questo romanzo, cioè quello di narrare una storia “comune”, una storia di emigrazione forzata, il che lo rende attualissimo. E come non riconoscere, nelle vicende della famiglia Joad, il destino dei tantissimi disperati che oggigiorno sbarcano sulle nostre coste per raggiungere una vita migliore? E allo stesso tempo, come non riconoscere, nella reazione degli abitanti dei luoghi meta di questa migrazione (in questo caso, dagli Stati Uniti orientali verso la California), la stessa reazione di molti italiani ed europei nei confronti dei cosiddetti “migranti”?

"Ed ecco che nel West subentra il panico, ora che i nomadi vanno moltiplicandosi per le strade. I ricchi sono terrorizzati dalla loro miseria. Individui che non avevano mai provato la fame, ora vedono gli occhi degli affamati. Individui che non avevano mai provato desideri intensi per qualche cosa, vedono ora l'ardente
brama che divampa negli occhi dei profughi. Ed ecco gli abitanti delle città e della pigra campagna suburbana organizzarsi a difesa, dinanzi all'imperioso bisogno di rassicurare se stessi di essere loro i buoni e i cattivi gli invasori, come è buona regola che l'uomo pensi e faccia prima della lotta. Dicono: vedi come sono sudici, ignoranti, questi maledetti Okies. Pervertiti, maniaci sessuali. Ladri tutti dal primo all'ultimo......E dicono: vedi come son lerci, questi maledetti Okies; ci appestano tutto il paese. Nelle nostre scuole non ce li vogliamo, perdio. Sono degli stranieri. Ti piacerebbe veder tua sorella parlare con uno di questi pezzenti? E così le popolazioni locali si foggiano un carattere improntato a sentimenti di barbarie. Formano squadre e centurie, e le armano di clave, di gas, di fucili. Il paese è nostro. Guai, se lasciamo questi maledetti Okies prenderci la mano......."

Il furore è questo, e si manifesta a tutti i livelli della società, tra i ricchi e tra i poveri, e addirittura nella natura, che in questo romanzo è ben lontano dalla natura armoniosa e amica dell’uomo di tanti altre opere di scrittori americani famosi (ad. Es. Henry David Thoreau o Ralph Waldo Emerson) . Anche la natura, qui, è furente, sia all’inizio, con le tempeste di sabbia e polvere che flagellano l’Oklahoma (e questo è un dato di realtà, non una invenzione dell’autore) , distruggendo tutto e costringendo intere famiglie ad emigrare verso terre più fertili:

" E venne il giugno, e il sole diventò selvaggio; le strisce brune, sulle foglie del granturco, si estesero dagli orli fino a toccare le colonne vertebrali. Le ortiche si sfrangiarono, si raggrinzirono, invecchiarono. L'aria era afosa e il cielo più pallido e di giorno in giorno la terra incanutiva.
Sulle strade, mulinate dalle ruote dei carri e trebbiate dai ferri dei cavalli, la crosta della massicciata andò in frantumi e creò la polvere. Le minime cose animate sollevavano questa polvere per aria: gli uomini camminando sollevavano nuvolette che s'alzavano fino alla loro cintola; i carri, nuvole più dense che raggiungevano le cime delle siepi; le automobili, nuvoloni che oscuravano il sole."

sia alla fine, con l’inondazione che distrugge tutto, travolgendo ogni cosa e persona, senza lasciare scampo:

"Provenienti dall'oceano i nuvoloni grigi scavalcarono le alte montagne costiere e s'ingolfarono nelle vallate. Il vento soffiava feroce ma silenzioso nel cielo, mentre nella macchia sibilava, e ululava nelle foreste. Le nuvole arrivate a frotte, a stormi, da tutte le parti, si adunarono a ponente e vi si acquattarono; il vento allora cessò, e le lasciò in formazioni profonde e compatte. La pioggia cominciò a cadere: dapprima sotto forma di capricciosi temporali, rotti da pause, poi gradatamente assunse un ritmo di caduta uniforme e costante, e diventò grigia controluce, e convertiva in vespertina la luce meridiana......."

Spero che queste poche righe vi abbiano incuriosito e mi auguro che possiate apprezzare anche voi questo bellissimo romanzo, al quale si è tra l’altro ispirato, fra i tanti, anche il regista Christopher Nolan, citandolo quasi alla lettera nell’introduzione al film Interstellar, che non a caso narra del viaggio di un gruppo di astronauti alla ricerca di una nuova casa per l’umanità, così come la famiglia Joad e i loro compagni di viaggio vanno alla ricerca di una nuova casa e di una nuova vita.

Allo stesso tempo, vi invito a partecipare alle nostre serate di discussione, a partire dal 25 maggio, in cui approfondiremo questo e/o altri libri del cuore... magari anche il vostro!

Piera Scudeletti - Circolo 6x4
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Hai ricevuto un GRAZIE da: Luciano Monti

Libro del Cuore: Furore di John Steinbeck 18/05/2016 11:53 #4147

Molto interessante questa tua riflessione su Furore. Mi ha fatto venire in mente che tantissimi anni fa lo avevo letto anch'io e mi era piaciuto molto, mi aveva sicuramente colpito e costretto a riflettere, ma non ricordavo il perchè. Adesso vagamente qualcosa mi è tornato in mente, ma non a sufficienza. Quindi mi è venuta voglia di rileggerlo, cosa che cercherò di fare al più presto.

Invece, per quanto riguarda il mio Libro del Cuore, quello che mi aveva entusiasmato quando da lo lessi da ragazzo era stato Martin Eden di Jack London.
Un paio d'anni fa mi è capitato fra le mani e l'ho riletto, anche se un po' rapidamente. La cosa strana è che l'ho ritrovato interessante e scritto molto bene, ma non tanto quanto mi ricordavo. Anzi alla fine mi sono chiesto come mai mi avesse così tanto colpito a quel tempo.
Forse la risposta è che per me quello fu il primo romanzo "impegnato" che mi capitò di leggere e forse ebbe su di me lo stesso effetto di un colpo di fulmine a ciel sereno.
Chissà se anche a te o ad altri è capitata la stessa sensazione, rileggendo a distanza di molti anni un proprio "libro del Cuore".
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Libro del Cuore: Furore di John Steinbeck 18/05/2016 12:04 #4148

Sì mi è successo con IL NOME DELLA ROSA, che avevo letto e studiato per un esame universitario. All'epoca mi era piaciuto tantissimo e lo consideravo proprio un mio "libro del cuore". Poco tempo fa ho iniziato a rileggerlo e, pur piacendomi ancora parecchio, non è però più riuscito ad entusiasmarmi. Credo che dipenda molto anche dallo stato d'animo in cui ci si trova nel momento in cui si legge. FURORE, invece, resta un mio libro del cuore e anzi, alla seconda lettura, mi è piaciuto ancora di più.
Ultima modifica: 18/05/2016 12:05 da Piera Scudeletti.
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