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Domenica 21 settembre – Festa del Patrono, siamo sotto un gazebo blu. Blu come un cielo pieno di stelle!

FESTA PATRONO 2025 POSTAZIONE RecSando N>O>I Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili - La città del Futuro

Un gazebo blu per sognare insieme la città del futuro

Domenica 21 settembre, alla Festa del Patrono, ci troverete proprio lì: sotto un gazebo blu, all’incrocio tra Via Libertà e Via della Pace. Un punto di incontro, di scambio e di immaginazione, dove chiunque potrà fermarsi, raccontare un’idea, inviarla per email, lasciarsi ispirare o semplicemente fare due chiacchiere con noi.

Sarà l’occasione d’oro per incontrarci, scatenare la fantasia e immaginare insieme una CITTÀ DEL FUTURO.

RecSando / N>O>I / Ecomuseo Vettabbia Fontanili

Sarà l’occasione d’oro per incontrarci, scatenare la fantasia e immaginare insieme una CITTÀ DEL FUTURO.
Uniremo le forze con due realtà straordinarie: N>O>I di RecSando e l’Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili, in un laboratorio di idee che partirà proprio dalla festa e si lancerà verso l’infinito… e oltre!

📩 Inviateci i vostri spunti geniali a info@recsando.it

Ogni proposta brillerà nello spazio RecSando “Idee per la città”, con immagini suggestive e un evento pubblico finale dove le idee saranno proiettate su un grande schermo.
Partecipiamo così al Mese delle Associazioni, quest’anno ispirato al tema “Da George Orwell, 1984 a…”.

📚 Al nostro stand – all’incrocio tra Via Libertà e Via della Pace – troverete anche libri disponibili con offerta libera, perché leggere ed esplorare sono le chiavi per un futuro più luminoso.

🌱 Inoltre, potrete conoscere da vicino i progetti e i laboratori dell’Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili, scoprendo come il territorio può diventare un luogo di innovazione, natura e memoria viva.

🤝 Per noi sarà un piacere incontrare nuove persone, rivedere i vecchi amici e, perché no, accogliere chi vorrà sostenerci con una tessera annuale o diventare volontario attivo, collaborando con noi per progetti, eventi e iniziative che fanno crescere la comunità.

Venite a trovarci: non vediamo l’ora di conoscervi!

Da George Orwell 1984 alla città del futuro
Da George Orwell 1984 a … Il futuro che vogliamo scrivere insieme a voi

Quando nel 1949 George Orwell pubblicò 1984, descrisse un mondo cupo, controllato, governato dalla paura e dalla manipolazione dell’informazione. Quel romanzo è diventato un simbolo e un monito, un avvertimento su ciò che non avremmo dovuto diventare. Eppure, a distanza di decenni, osservando la realtà che ci circonda, sembra che passo dopo passo ci stiamo avvicinando proprio a quel modello: media concentrati nelle mani dei potenti, guerre che alimentano divisioni, libertà ridotte a slogan.
Il nostro compito oggi non è solo quello di denunciare questi rischi, ma di offrire alternative concrete, possibili e desiderabili. Perché il futuro non è scritto in anticipo: si costruisce ogni giorno, attraverso le scelte collettive e individuali che abbiamo il coraggio di fare.

Spunti per ispirare e costruire insieme

Città che respirano con i cittadini
L’urbanistica del futuro non separa più case, parchi e spazi comuni, ma li intreccia. Significa progettare quartieri dove gli alberi diventano parte integrante dell’architettura, dove i tetti sono giardini e le facciate ospitano piante capaci di assorbire CO₂ e abbassare la temperatura.
Non è fantascienza: esperienze di forestazione urbana stanno già cambiando città come Milano, Parigi, Singapore. L’idea è semplice: la città deve respirare insieme a chi la abita.
Tecnologia che libera, non che sorveglia
Non parliamo di droni che inseguono le persone, ma di reti aperte, trasparenti, open source. Tecnologie che mettono a disposizione conoscenze senza filtri, creando piattaforme dove cittadini, imprese e istituzioni possano collaborare in tempo reale.
Un esempio? I sistemi di dati urbani condivisi, che permettono di sapere in tempo reale i consumi energetici, la qualità dell’aria, la disponibilità dei mezzi pubblici. Informazioni aperte, accessibili, che generano fiducia e responsabilità collettiva.
Energia e mobilità sostenibile
I lampioni intelligenti sono già realtà in molte città europee: sensori che regolano la luminosità al passaggio, pannelli solari integrati, connessioni per la ricarica di bici e auto elettriche. Ogni infrastruttura diventa multifunzionale, ogni oggetto urbano un pezzo di ecosistema.
La mobilità, invece, si trasforma ridando spazio alle persone. Piste ciclabili sicure, mezzi pubblici rapidi, zone pedonali diffuse. Non solo per ridurre l’inquinamento, ma per restituire alle strade il loro ruolo originario: luoghi di incontro.
Un’economia che garantisce dignità
Il reddito universale non è più solo un’utopia filosofica. Sperimentazioni in Finlandia, Olanda, Canada e persino in Italia dimostrano che dare sicurezza economica di base non spegne la produttività, ma la trasforma.
Significa poter scegliere di studiare, di dedicarsi all’arte, di curare la comunità. Significa passare da una società centrata sul lavoro alienante a una società centrata sul valore della persona.
Cultura, pace, conoscenza
Un futuro desiderabile è un futuro che investe nella cultura e nell’educazione permanente. Non scuole chiuse in edifici separati, ma spazi diffusi: biblioteche digitali, teatri urbani, laboratori di quartiere, orti condivisi. Luoghi in cui la conoscenza non ha età, né gerarchie.
La pace non è solo assenza di conflitti armati, ma costruzione quotidiana di dialogo e fiducia. Murales al posto di slogan, musica al posto del rumore delle armi, informazione libera invece che propaganda.
Affrontare i cambiamenti climatici insieme
Il clima non è più una variabile esterna: è parte integrante della pianificazione urbana e sociale. Ogni edificio che produce energia rinnovabile, ogni quartiere che raccoglie e ricicla l’acqua, ogni cittadino che partecipa a una rete di monitoraggio contribuisce a una soluzione concreta.
Non basta adattarsi: occorre progettare insieme, con la forza della scienza, della tecnologia e della collaborazione.

Il futuro non si racconta, si costruisce

Se Orwell ci ha insegnato cosa evitare, sta a noi indicare cosa creare. Non basta immaginare scenari catastrofici: occorre proporre visioni positive, praticabili, che diventino stimolo per comunità, amministrazioni, cittadini.
Il futuro che vogliamo è aperto, condiviso, sostenibile.
Un futuro scritto a più mani, dove nessuno resta escluso.
Un futuro che respira, con noi.

Cosa fare?

Su RecSando abbiamo un magazine chiamato IDEE PER LA CITTÀ. Chissà quanti cittadini hanno già in mente proposte, visioni, desideri che non hanno mai avuto il coraggio di condividere, per paura di essere derisi o bollati come utopici.

È proprio questo il punto: le idee nuove spesso disturbano gli interessi di chi preferisce speculare, cementificare, piegare il futuro al profitto. Ma è dalle idee considerate “visionarie” che nascono i veri cambiamenti.
Per questo apriamo  un laboratorio di immaginazione e progettazione collettiva, accessibile a tutti — anziani, adulti, giovani e bambini. Invitiamo ogni cittadino a mandarci la propria idea di città, la propria visione, anche se sembra irrealizzabile, scrivendo a info@recsando.it


Tutte le proposte raccolte confluiranno in un laboratorio online permanente, sempre consultabile, e diventeranno la base di una mostra reale, un evento in cui esporremo “la città che vorremmo” come la immaginano i suoi abitanti.
È un gioco serio, un esercizio di futuro condiviso.
Ci state a giocare con noi?

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