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Martedì  6 giugno si è svolto, presso l'Auditorium dell'Istituto Scolastico Omnicomprensivo di San Donato, un incontro con Gianpietro Ghidini, il padre di Emanuele Ghidini, che tre anni fa circa, all'età di soli sedici anni, sotto l'effetto di una dose di LSD, si è tolto la vita, gettandosi nel fiume Chiese, in una freddissima notte di novembre.

La serata, pensata e organizzata dal Comitato Genitori della Scuola Media De Gasperi di San Donato, in particolare da Manuela Toncini,  Denise Pizzotti, Marina Venzo, Marina Ferrando, con la collaborazione del Preside Dott. Fabio Favento, è stata molto partecipata e coinvolgente, sia per i ragazzi, che hanno seguito attentamente e con molta partecipazione tutto il racconto di Gianpietro, interagendo anche con lui, sia per gli adulti, che hanno ascoltato e vissuto empaticamente la vicenda di questo padre coraggioso e generoso, che ha saputo reagire alla tragedia che ha colpito la sua famiglia, mettendo la propria esperienza e la propria sofferenza al servizio degli altri, dando vita ad una fondazione che, citando quanto scritto nel suo sito internet "si occupa dello sviluppo di progetti innovativi con l’impiego di giovani in cerca di occupazione."
Inoltre, "Fondazione Ema Pesciolinorosso ha anche l'obiettivo di far conoscere ai giovani la pericolosità di assumere certe sostanze, spingendoli a cercare un dialogo con i propri genitori piuttosto che con falsi amici."
Una fondazione, insomma, al servizio dei ragazzi e dei loro genitori che, semplicemente tramite la parola, il racconto, sia orale, sotto forma di incontri con le scuole di tutta Italia, sia attraverso la scrittura
(romanzi, poesie, saggi che trattano di adolescenza, di rapporti tra genitori e figli, di droga e altre tematiche afferenti al mondo giovanile), tenta di fornire un supporto concreto alle famiglie che si trovano a dover affrontare i numerosi problemi, grandi e piccoli, che inevitabilmente si presentano nella delicatissima fase dell'adolescenza, dove soprattutto è molto,difficile COMUNICARE.

La parola chiave e' CONSAPEVOLEZZA, lo dice molto chiaramente Gianpietro, quella consapevolezza di se', del proprio valore e, perché no, dei propri limiti, che è indispensabile per crescere e vivere la propria vita serenamente e con entusiasmo.
Gianpietro parte da una riflessione terribile, ma importantissima: dice "io in fondo sono un padre che non è riuscito a salvare il proprio figlio". Veramente terribile se ci si pensa: eppure, proprio da questa riflessione, da questa, appunto, consapevolezza dei propri errori e dei propri limiti, si è fatta strada in Gianpietro l'idea di aiutare altri ragazzi ad evitare di commettere gli stessi errori di Ema.

VIDEO  integrale della serata realizzato da RecSando su autorizzazione dei genitori e di Gianpietro Ghidini



E tutto questo senza pedanteria: non si tratta di "dare lezioni di vita", o di "istruire i giovani contro i pericoli della droga" e così via. Gianpietro racconta la sua storia molto semplicemente, fa spesso battute spiritose, ammiccamenti, pone domande scherzose ai ragazzi, mantenendo costantemente viva la loro attenzione e partecipazione, in modo da essere sicuro che, a fine serata, anche quando saranno tornati a casa, con i loro telefonini e i loro computer, con la loro vita di sempre, qualcosa sarà rimasto, di questa serata, nelle loro menti. Noi lo speriamo vivamente, anzi, ne siamo certi, perché gli adolescenti, al di là di ogni luogo comune, sono altamente ricettivi e pronti a cogliere il significato di quanto accade intorno a loro.


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Noi di RecSando abbiamo registrato su invito dei genitori della scuola, tutto il video della serata e mettiamo inoltre a disposizione in allegato il PDF della lettera che Gianpietro ha scritto per il figlio Emanuele

Per chi volesse ulteriormente approfondire, consigliamo di visitare il sito:

www.pesciolinorosso.org



Staff RecSando

Gli articoli di RecSando / Bicipolitana Network sono in linea grazie alle Convenzioni con gli esercizi commerciali che aderiscono al progetto #BikePoint