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Coronavirus: Intervistiamo il Prof. Gattorno Marco


Il valore aggiunto dell’informazione di N>O>IRecSando è sempre stato il territorio. Nel mondo di oggi, globalizzato e totalmente interconnesso, il discutere di ciò che ci accade accanto è davvero un plus spesso dimenticato. Ma viviamo giorni veramente difficili, nei quali l’informazione che ci giunge dall’altra parte del mondo può essere facilmente assimilata a quella della porta accanto.

Partendo da questo assunto, abbiamo ritenuto di compiere un’operazione importante andando a intervistare esperti e personalità che nella crisi sanitaria, economica, politica e sociale attuale hanno ognuna qualcosa da dire e da dare. Crediamo, sempre dicendolo modestamente, di esserci riusciti. Ma a Voi la parola finale. Buona lettura.

 

Intervista a RecSando del Prof. Gattorno Marco , reumatologo e pediatra dell’Ospedale Gaslini di Genova

 

DOMANDA:

1 ) Buongiorno  Prof. Gattorno, durante queste settimane di emergenza i medici del Gaslini hanno potuto mettere a punto un protocollo interno per la gestione dei pazienti pediatrici affetti da Covid-19. Le percentuali dei bambini che hanno contratto il CoronaVirus in tutto il mondo restano bassissime. La pandemia che sta sconvolgendo tutti noi sembra lasciare esente i più piccolini. A 2 mesi dall’inizio di questa vera e propria tragedia nazionale, vi sono già delle specifiche indicazioni medico-scientifiche che possono provare a dare una spiegazione a questa felice casistica la quale può davvero, in un periodo così buio della nostra storia, aprire una seppur piccola breccia di luce ?

RISPOSTA:

Il fatto che i bambini siano solo eccezionalmente colpiti dalla forma più grave di infezione da COVID-19, che è quella polmonare, era già stato notato dai colleghi cinesi e si è confermato in questi mesi di pandemia in Italia. Questa è senz’altro un’ottima notizia. Ancora non sappiamo con esattezza se i bambini sono in realtà protetti dall’infezione o se semplicemente tendono a svilupparla in modo molto lieve e spesso asintomatica. Questo lo capiremo solo quando potremmo contare su test sierologici affidabili e su larga scala. In ogni caso è evidente che esiste qualcosa nella capacità di risposta immunitaria dei bambini che determina questa felice condizione di “protezione” nei confronti dell’infezione da COVID-19. Comprendere i motivi di questo vantaggio immunologico ovviamente si rivelerà molto utile, perché ci permetterà di comprendere quali sono i meccanismi che permettono al nostro sistema immunitario di rispondere efficacemente al virus.

DOMANDA:

2 ) Passiamo ora invece al discorso legato ai vaccini. Come tutti sanno, esiste ormai da un po’ di tempo nel nostro paese una severa dialettica tra chi vede in questa pratica medica una conquista moderna e altresì un baluardo ineludibile per la salute delle giovani generazioni e, in contrasto a questa visione, chi invece ritiene sia una inutile e a volte dannosa forzatura attuata per dare seguito a speculazioni più o meno note. Non è questa naturalmente la sede per avallare dei complottismi a volte davvero fuori luogo, a noi interessa conoscere il suo punto di vista su una pratica generazionale fondamentale che, in questo caso, potrebbe aver agito a tutela dei bambini nei confronti del CoronaVirus: Lei ritiene possa davvero essere questa una spiegazione plausibile ?

RISPOSTA:

Al momento non si sa. Esistono solo ipotesi di lavoro. Una di queste è che l’ampia protezione vaccinale effettuata dai bambini costituisca una sorta di allenamento del sistema immunitario all’esposizione a diversi stimoli esterni. Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di un effetto protettivo “crociato” di vaccinazioni verso altri patogeni. Veramente ancora non sappiamo. In ogni caso, se ce ne fosse stato bisogno, mai come in questi tempi appare così  chiaro quanto la scoperta dei vaccini e il loro impiego in larga scala sulla popolazione abbia rappresentato uno dei più grandi successi della medicina moderna, e quanto l’ostinata lotta contro gli stessi degli anni passati sia stata tanto anacronistica.

DOMANDA:

3 ) Abbiamo detto che i casi della malattia di Covid-19 nei bambini sono stati fino a ora davvero pochissimi, pur tuttavia non eguali a zero. A tal riguardo, è anche possibile che i casi particolarmente severi e rarissimi generati dal CoronaVirus che hanno colpito alcuni bambini possano essere legati a delle specifiche alterazioni genetiche. Dal 27 aprile è in corso la settimana Telethon, che si concluderà il prossimo 3 maggio, vale a dire il giorno nel quale cesserà la Fase 1 di spegnimento e confinamento anti-pandemia: vogliamo provare a dire quanto è importante sempre ma soprattutto proprio in frangenti come questo la ricerca di base e quindi sottolineare come appoggiare iniziative come quella di Telethon significhi amare la vita ? Per di più adesso che non vi potranno essere banchetti o vendite nelle piazze italiane, spingere tale buona pratica anche online riteniamo essere un prodromo importantissimo per l’inizio della tanto sospirata Fase 2, concorda ?

RISPOSTA:

Non posso che concordare di più, visto che negli anni il nostro gruppo è stato supportato da Telethon con diversi progetti di ricerca su malattie rare caratterizzate da un’aberrante risposta infiammatoria, per la verità molto simile a quanto avviene nella forma severe di polmonite da COVID-19. Proprio lo studio della risposta infiammatoria eseguito in queste forme genetiche rare ci sta permettendo di analizzare nel dettaglio quanto avviene nei pazienti COVID-19 e di cercare di identificare alcuni possibili bersagli terapeutici alternativi e complementari all’ interleuchina-6, verso la quale viene utilizzato con apparente successo il farmaco Tocilizumab. Questo è un esempio a mio parere molto calzante di come la ricerca sulle malattie rare non sia solo importantissima per la cura e il trattamento di chi ha la sfortuna di esserne affetto. Sicuramente alcuni difetti genetici congeniti ci danno l’opportunità di indagare con maggiore dettaglio alcuni meccanismi fondamentali di funzionamento e riparazione del nostro organismo altrimenti prima sconosciuti o negletti. Per questo non posso che sostenere con forza ogni supporto a Telethon ed ogni altra iniziativa tesa a supportare la ricerca sulle malattie rare. 

Redazione N>O>I – Network Organizzazione Innovazione – FM-Staff

 

 

 
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