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Notizie dal mondo

Finalmente un duro colpo alle ecomafie e alla criminalità ambientale

Legambiente: “Finalmente un duro colpo alle ecomafie e alla criminalità ambientale” Una grande vittoria dei cittadini e degli ambientalisti contro le lobby degli inquinatori
“È una giornata storica anche per la Lombardia, seconda regione italiana per numero di arresti e quarta per numero di reati nel ciclo illegale dei rifiuti – dichiara Sergio Cannavò, responsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia – perché da oggi, con l'approvazione definitiva al Senato della legge che introduce dopo oltre 20 anni di battaglie ambientaliste i delitti contro l'ambiente nel codice penale italiano, gli eco-criminali avranno la vita più dura e sarà più facile difendere i nostri territory”. Con queste parole anche l'articolazione lombarda di Legambiente festeggia l'approvazione definitiva della legge sugli ecoreati che ha raggiunto il traguardo dopo ben quattro letture parlamentari e più di un anno di discussione tra Camera e Senato.

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Expo 2015: apertura fino alle 24, frenata di Giuliano Pisapia

Expo 2015: apertura fino alle 24, frenata di Giuliano Pisapia
La proposta divide. I "contro": la metropolitana che chiude all'una meno venti, la paura che i ristoranti cittadini restino vuoti.

Se tra i favorevoli si annoverano Giuseppe Sala (commissario unico dell'Expo), molti responsabili di padiglioni (tra cui Oscar Farinetti di Eataly) e anche il governatore lombardo Roberto Maroni, arriva il "no" del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. No o, quantomeno, attenzione ai problemi.

Due i "contro" di un'idea del genere. Il primo è che l'ultima corsa della metropolitana è a mezzanotte e quaranta. E poiché la maggior parte dei visitatori si reca ad Expo con i mezzi pubblici (complici parcheggi carissimi vicino al sito, con necessità di prenotazione anticipata), è evidente che se si prolunga l'apertura bisogna tenere anche conto di organizzare i rientri in città.

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La meglio gioventù a Mesagne, la Cooperativa Sociale Terre di Puglia-Libera Terra

‘Non è poco il fatto che in una realtà del sud difficile – mi dice – si sia riusciti a creare questa società cooperativa formata da sei soci che dà lavoro a 13 operai stagionali, impegnati quasi tutto l’anno. E che gestisce terreni e beni immobili in una masseria, I Canali, che è diventata luogo di attività didattiche che coinvolgono gli studenti della zona e d’estate si trasforma in campo di lavoro locale e inter/nazionale.’ Oltre alla masseria è stata utilizzata la villa di un boss locale, ora a piede libero, per enoteca di vino molto pregiato, il negroamaro Renata Fonte, in memoria di questa donna che da assessore a Nardò ha pagato con la vita la sua determinazione a difendere dalla speculazione il Parco di Porto Selvaggio, e il primitivo Antò. Qui alla Bottega Libera Terra sono esposti i prodotti coltivati e conservati, la pasta, i legumi, i pomodori, le olive da cui si estrae un olio extravergine di grande qualità, i carciofi…

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G8… 21 luglio 2001: il giorno in cui l’Italia violò i diritti umani

G8 – Per non dimenticare

Dal 21 Luglio del 2001 di tempo ne è passato molto. Io stesso all’epoca ero un bambino e non ero cosciente del dramma che si stava consumando in una città diversa dalla mia. In tutti questi anni, molti di noi hanno riposto l’impressione di quei fatti così assurdi sotto un velo di indifferenza.
C’è chi, però, non ha mai dimenticato, chi si trovava quel giorno nelle strade infuocate di Genova o chi, se pur assente, era come se ci fosse. Tra tutti costoro che hanno, imperterriti, ricercato una forma di giustizia merita una menzione particolare un ragazzo come tanti: Arnoldo Cestaro. A rendere particolare Arnoldo non è solo l’età, 62 anni all’epoca dei fatti, ma anche e, soprattutto, la determinazione con cui ad oggi, alla non proprio verde soglia dei 76 anni, ha portato la sua lotta alla corte di Strasburgo. La corte internazionale ha condannato l’Italia affermando che l’irruzione della polizia e gli eventi che ne seguirono nella scuola Diaz fu tortura e condannando anche la mancanza di leggi specifiche in merito. Sembrerà eccezionale, ma il nostro paese, patria tra gli altri di Cesare Beccaria (“Dei delitti e delle pene”), non riconosce la tortura come reato specifico.

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Terrore al tribunale di Milano: processo finito in sparatoria

Poco dopo la notizia che l'uomo, Claudio Giardiello, 57 anni, imputato per bancarottaè stato preso l'aria sembra rilassarsi. Non sono chiare le dinamiche sul dove e il come, dato che inizialmente si pensava fosse imprigionato al terzo piano del palazzo, mentre ora pare sia scappato fino a Vimercate dove è stato catturato. Chi è uscito illeso da questa brutta avventura rassicura i parenti al telefono, raccontando dov'era e per quale fortunata coincidenza non si trovava nel luogo dove è accaduta la tragedia. Ci si lascia scappare anche qualche battuta: "Beh volevo chiedere un rinvio, adesso me lo danno di sicuro".

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Non siete già più Charlie ?

Ricordo hashtag, foto profilo, post infiniti in omaggio all’attentato al quotidiano francese Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015. Ma oggi? Non siete già più Charlie? Probabilmente no. E sono sicuro che tra poco smetterete anche di essere quelli del volo 9525 della Germanwings e delle stragi di bambini in Siria.
Il sito di Hatra preso a colpi di kashnikov dall’ISIS sarà solo un ennesimo pretesto di sdegno momentaneo.

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