2 Giugno – Festa della Repubblica
Il 2 Giugno del 1946 con un referendum istituzionale gli italiani decidono di trasformare l’Italia da monarchia a repubblica (12.182.885 voti contro 10.362.709), e contemporaneamente…
![]()
Il 2 Giugno del 1946 con un referendum istituzionale gli italiani decidono di trasformare l’Italia da monarchia a repubblica (12.182.885 voti contro 10.362.709), e contemporaneamente…
![]()
Il 9 MAGGIO è l’anniversario dell’omicidio di Peppino Impastato 9 Maggio 1978… Peppino Impastato viene ucciso dalla mafia Questa “ode” è scritta dalla Madre Felicia…
![]()
Martedì 6 giugno si è svolto, presso l'Auditorium dell'Istituto Scolastico Omnicomprensivo di San Donato, un incontro con Gianpietro Ghidini, il padre di Emanuele Ghidini, che tre anni fa circa, all'età di soli sedici anni, sotto l'effetto di una dose di LSD, si è tolto la vita, gettandosi nel fiume Chiese, in una freddissima notte di novembre.
![]()
Durante la festa patronale 2016, il 18 Settembre nella Sala Consiliare di San Donato Milanese viene consegnata all'Associazione RecSando la Benemerenza Civica. LA PERGAMENA Città…
![]()
La storia dei 20 anni in pillole Galleria Fotografica Ventennale RecSando – Luigi Sarzi Amadè Galleria Fotografica Ventennale RecSando – Pietro Del Monte Video: RecSando…
![]()
Il 13 febbraio 2016 è stato per noi un grandissimo momento di gioia, il Teatro Ariston di San Giuliano Milanese, grazie al Patrocinio del Comune…
![]()
Il nostro carissimo amico Pietro Del Monte del Circolo Fotografico Ventura, che come noi fa parte del Forum Associazioni Culturali di San Donato Milanese ha…
![]()
Il nostro fotografo Luigi, ha scattato i momenti della Festa dei 20 anni di RecSando, catturando ogni attimo saliente dell’evento che si è tenuto al…
![]()
Seduto ad un tavolino, con la maschera di V a rappresentare che RecSando non ha volto, siamo tutti noi, tutti quelli che partecipano, che la usano, che la sostengono
Le nostre Tappe – Timeline
Le Iniziative sul Territorio
![]()
RecSando e il suo dipartimemento culturale bicipolitana, hanno aderito all'iniziativa M'ILLUMINO DI MENO promossa dalla trasmissione radio su RAI 2 "Caterpillar" per farsi promotori della…
![]()
E' proprio per ricordare quello che successe il 27 Gennaio del 1945 che la Brigata Topolino, ( nd.r. – Mariano Bellarosa di San Donato Milanese e Claudio Gavina di Milano ) hanno messo in scena una rappresentazione teatrale interattiva coinvolgendo il pubblico presente in sala. Con la loro performance hanno voluto farci rivivere quello che è avvenuto nei giorni del 1945, durante la guerra e rappresentare il giorno in cui tutti i prigionieri dei campi di concentramento furono liberati
![]()
Nei giorni 7 e 8 dicembre scorsi ( 2015 ) il MUST, il Museo della Scienza e della Tecnologia ( prima definito della Tecnica ) " Leonardo da Vinci " di Milano, ha ricordato e festeggiato i 10 anni dell'arrivo nella propria struttura museale ( tra i padiglioni ferroviario e aerospaziale ) di via San Vittore 21 del sottomarino Enrico Toti dando la possibilità a tutti i visitatori del Museo di poter entrare gratuitamente nel Toti stesso.
Scrivo dell'arrivo e non dall'arrivo in quanto il sommergibile Toti arrivò a Milano esattamente la mattina del 14 agosto 2005, una domenica che i milanesi ancora ben ricordano.
Impossibile citare il Toti e la sua attuale ubicazione nel Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano senza raccontare la sua ricca storia o almeno le parti salienti del suo agire.
![]()
Tibet Questo testo e' interamente privo di copyright. Qualunque riproduzione e diffusione , con ogni mezzo , e' benvenuta Sua Santità il Dalai Lama…
![]()
Tibet Questo testo e' interamente privo di copyright. Qualunque riproduzione e diffusione , con ogni mezzo , e' benvenuta Il Tibet oggi: un riassunto…
![]()
Richard Gere "Prima dell'invasione cinese del 1950, quello tibetano era un popolo straordinariamente pacifico e felice". Isolati per secoli da un mondo caotico di cui…
![]()
Questo testo e' interamente privo di copyright. Qualunque riproduzione e diffusione , con ogni mezzo , e' benvenuta La testimonianza di una donna tibetana…
![]()
Il Tibet, una nazione indipendente con una storia che risale al 127 a.C., e' stato invaso nel 1949/50 dalla Repubblica Popolare Cinese. L'invasione e l'occupazione…
![]()
Giuseppe Pinelli (Milano, 21 ottobre 1928 – Milano, 16 dicembre 1969) è stato un anarchico, partigiano e ferroviere italiano, animatore del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa e giovane staffetta nelle Brigate Bruzzi Malatesta durante la Resistenza.
Morì il 16 dicembre 1969 precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era trattenuto per accertamenti in seguito alla esplosione di una bomba a piazza Fontana, evento noto come Strage di Piazza Fontana.
Il 20 dicembre 1969 si svolsero i funerali di Giuseppe Pinelli, al cimitero di Musocco, a cui parteciparono la famiglia, i compagni anarchici e alcuni intellettuali come Franco Fortini (che ne scriverà un resoconto giornalistico), Vittorio Sereni, Marco Forti e Giovanni Raboni.
Successivente, il corpo di Pinelli sarà traslato nel cimitero di Turigliano, vicino a Carrara, e sulla lapide verrà apposta anche una poesia di Edgar Lee Masters, Carl Hamblin tratta dall'Antologia di Spoon River (libro che Pinelli aveva regalato al commissario Calabresi nei giorni in cui la polizia indagava gli anarchici per le bombe dell'aprile 1969).
![]()
Guerra in Yugoslavia La Storia del Kosovo Il Kosovo (Kosovo per l'etnia serva e Kosova per l'etnia albanese) è situato nel sud della Repubblica di…
![]()
Guerra in Yugoslavia Cronistoria della Guerra in Yugoslavia 23 marzo – Cominciano i Bombardamenti NATO sulla Serbia 29 marzo – Il tentativo di mediazione del russo Primakov…
![]()
Guerra in Yugoslavia
Diario sotto le Bombe
di Aleksandar "Sasa" Zograf
Sasa e Gordana ci raccontano come si vive sotto le bombe, giorno per giorno, attraverso le loro e-mail. Aleksandar "Sasa" Zograf è un autore di fumetti underground, pubblicato in una decina di paesi.
Di Zograf in Italia è uscito l'albo "Diario" (Centro fumetto Andrea Pazienza) sulla guerra civile nella ex-Jugoslavia e le sue storie vengono regolarmente pubblicate sulla rivista "Kerosene", diretta da Dario Morgante, che riceve e traduce le e-mail.
Mercoledì 24 marzo 1999, ore 23:19
Saluti dai vostri amici in Serbia!
Cari amici,
sto scrivendo durante i raid aerei… la Nato ha attaccato Pancevo e alcuni villaggi vicini oltre che a dei quartieri periferici di Belgrado, e molte altre città della Serbia e del Monte Negro… Io e Gordana abbiamo deciso di rimanere nella nostra casa… Ho provato a mandare una e-mail un'ora fa, ma il collegamento si è interrotto per un'esplosione… L'esplosione non era vicino alla nostra casa ma ha colpito la Utva, una fabbrica di aerei, la stessa di cui ho parlato in "Alas n. 3" diversi anni fa… Questa volta non hanno colpito le installazioni della Utva nel nostro quartiere ma dall'altra parte della città… Riesco a vedere ancora le fiamme mentre scrivo queste righe. Non vi preoccupate! Stiamo bene! I ragazzi di "Tv Pancevo" (una emittente locale) sono stati lì e hanno già diffuso le immagini girate dentro la fabbrica in fiamme! Non ci sono state vittime in questa occasione, almeno per quanto ne sappiamo finora… Le sirene antiaeree hanno suonato per l'ultima volta meno di venti minuti fa… Molta gente è ancora per strada, ma siamo sorpresi che il panico non sia dilagato… Dio, è così prosaico… Ho appena visto dei ragazzi di 16-17 anni seduti sulle altalene del piccolo parco vicino al nostro palazzo… E quelle fiamme in distanza… È così stupido. I ragazzi dei "Nup" (il gruppo musicale del villaggio qui vicino) hanno chiamato 20 minuti fa per salutare tutti i nostri comuni amici… È molto difficile prendere la linea se provate a telefonare… Nel vicino villaggio di Kacarevo ci sono state delle esplosioni, ma ancora non sappiamo cosa sia successo… Non so se sarò in grado di spedire nuovi messaggi, o se potrò connettermi, ma volevamo solo dirvi che non vi dovete preoccupare e che stiamo bene. Scusate per gli errori di battitura ecc,
Love you all
Sasa and Gordana
![]()
Guerra in Yugoslavia LA STORIA Dagli Ottomani alle Bombe della NATO KOSOVO: TRA STORIA E MITO Il 15 giugno 1389, Lazar, principe della Serbia, che…
![]()
Guerra in Yugoslavia CHIUDE RADIO B92 26/3/99 E' stato allestito il sito http://helpb92.xs4all.nl/ dove viene coordinato il supporto a B92 da parte dei media di…
![]()
Guerra in Yugoslavia 23 Marzo 1999 – inizia la guerra Chiude Radio B92 La Storia: Dagli Ottomani alle Bombe della NATO Diario sotto le bombe Cronistoria…
![]()
8 Marzo: Festa della Donna La giornata internazionale della donna (comunemente definita in modo improprio festa della donna) ricorre l'8 marzo di ogni anno per…
![]()
Tino Berti
Fra tutti noi deportati degenti nel sanatorio di Vechelade, Eric era il più giovane. Avrà avuto si e no 17 anni. Alto, allampanato, biondo, con degli occhi chiarissimi, avrebbe potuto sembrare un giovane da manifesto della razza ariana se non fosse stato per quella leggera incurvatura che già denunciava, a quella giovane età, malattie e sofferenze.
Non mi ero accorto della sua presenza nel sanatorio, non avevo mai avuto l’occasione d’incontrarlo. Verso la metà di giugno del 1945 gli venne notificato l’ordine di trasferirsi in un sanatorio della Westfalia, vicino a Osnabrueck, ma egli rifiutò con con tutte le sue forze. Si trovava bene con noi, aveva legato con dei compagni italiani, tutti ex prigionieri di guerra, ed un giorno venne da me, accompagnato dai suoi amici italiani, che perorarono la sua causa e mi pregarono – dato che conoscevo la lingua – di intercedere presso il prof. Martin, nostro primario e nel contempo direttore del sanatorio, affinchè gli fosse concesso di rimanere a Vechelade.
Dopo alcune titubanze e dopo avergli spiegato che quello in cui sarebbe stato trasferito era un sanatorio vero, non un insieme di baracche attrezzate per l’emergenza, come quello in cui ci trovavamo, viste le lacrime che gli inondavano il viso, il prof. Martin si commosse e promise di aiutarlo.
Per tutta risposta Eric gli si gettò addosso e lo abbracciò, tanto che il primario mi chiese:” Ma cosa hanno fatto a quel ragazzo i suoi compagni italiani dal momento che lo vedo sempre così attaccato a loro?”
“Veramente non Le so rispondere” gli dissi” Io, è il primo giorno che lo vedo”.
![]()
Tino Berti
L’incontro avvenne casualmente nella confusione che precedette la formazione della colonna davanti al cancello del Lager di Auschwitz. Si ritrovarono in quattro, tutti giovani, di nazionalità diverse, ad attendere che l’ordine di incolonnarsi e partire venisse dato da quella SS che sembrava di grado più elevato. L’italiano, Pio, un torinese, disse: “dato che noi siamo giovani, cerchiamo di stare assieme”. Furono tutti d’accordo. Luis, l’olandese e il francese Jean, entrambi ebrei si conoscevano da tempo avendo lavorato assieme nella fabbrica di gomma sintetica, la famigerata Buna emanazione del grande colosso chimico IG Farben. L’italiano ed un belga, ebreo anche lui, non si erano mai visti. Facevano parte dell’immenso universo che il Lager di Auschwitz conteneva e che rappresentava tutta l’Europa.
Luis, l’olandese, il più giovane di tutti, cominciò a guardarsi le scarpe e quelle dei suoi improvvisati compagni. Storse un po’ la testa e dichiarò al belga: “speriamo che non ci sia molta strada da fare, perché camminare con i tuoi scarponi con la suola di legno sulla neve sarà dura”. L’italiano che non comprendeva alcuna delle lingue parlate nel Lager, ma che aveva assorbito durante quei mesi di deportazione la “lingua” del Lager, si fece spiegare cosa avesse detto Luis. Cosa che dovrà fare ogni volta che ci sarà un discorso impegnativo, cioè che non tratterà parole come pane, acqua, incolonnarsi per cinque, levarsi il berretto, ecc. Finalmente, dopo aver patito tutto il freddo possibile dietro il cancello del Lager, la colonna si mosse, oltrepassò il cancello e prese una direzione che per quei quattro amici ed anche per la stragrande maggioranza dei deportati che componevano la colonna era completamente nuova.
![]()
Non so quanto si sappia oggi in Italia ed in Germania sulle persecuzioni cui furono soggetti gli aderenti a questa relativamente nuova religione[2] da regimi totalitari come quello fascista e quello nazista.
Le persecuzioni fasciste furono opera di dilettanti, se paragonate a quelle naziste che si scatenarono sui Testimoni di Geova in tutta l’Europa occupata dalle armate naziste. Le persecuzioni operate dal fascismo erano anche legate al fatto che i Testimoni di Geova agivano in un paese dove la religione cattolica era dichiarata religione di Stato, dove il clero, ormai legato mani e piedi al regime, vedeva la loro opera proselitismo come una temibile concorrenza su quello che potremmo eufemisticamente definire lo stesso “mercato” e che quindi tentava di ostacolare in tutti i modi, non rifuggendo gli organi della chiesa di segnalare o denunciare alla polizia gli apostoli della nuova religione.
Prima del 1927 non troviamo negli archivi italiani alcuna menzione dei Testimoni di Geova eccetto una sentenza emessa dal Tribunale militare di Alessandria contro Remigio Cuminetti che nel 1917 rifiutava di prestare servizio militare in quanto Testimone di Geova.
![]()
L’amico Melodia, parecchi mesi fa, recensì criticamente un libercolo del vescovo cattolico Neuhausler che ebbe la ventura di essere deportato nel Lager di Dachau da dove, il 25 aprile 1945 assieme ad altri deportati del cosidetto “bunker d’onore”, venne trasferito nel Sonderlager SS di Innsbruck e quindi a Villabassa in Val Pusteria dove fu liberato.
Egli scrisse nell’immediato dopoguerra un libro “Kreuz und Hakenkreuz” (Croce e croce uncinata) edito a Monaco nel 1946.
Nel libro parla un po’ di tutto. E’ in sostanza un tentativo di difesa della posizione delle gerarchie cattoliche durante il nazismo, spesso omettendo dei particolari particolarmente significativi che, se conosciuti, non avrebbero certamente fatto onore ai vescovi e cardinali tedeschi dell’epoca[1].
Di quello che non parla, cosa che invece a me sembra importante, è la posizione che lui “fiero avversario del nazismo” assunse nel dopoguerra.
Nel dopoguerra in Germania vennero istituiti i tribunali per la condanna dei crimini nazisti gestiti dai vincitori. Vennero arrestati e giudicati ufficiali delle SS, comandanti di quei reparti speciali che sterminarono gli ebrei in Polonia, Russia, ecc., vennero arrestati comandanti dei Lager, SS guardiane dei Lager, medici che ordinarono o sperimentarono medicinali usando i deportati come cavie, coloro che fecero parte dello Staff che praticò l’eutanasia, dirigenti e proprietari dei grandi gruppi industriali, funzionari ministeriali, ecc. ecc.
Questi criminali, perchè altro non erano, trovarono un valido sostegno negli ambienti delle chiese cattolica ed evangelica, le quali fecero a gara per difenderli. Il vescovo Neuhausler si trovò in prima fila fra i difensori di costoro.
![]()
Tino Berti
La resistenza tedesca deve essere considerata diversamente dai movimenti resistenziali che presero piede in tutta l'Europa occupata dai nazifascisti.
La resistenza francese, jugoslava, italiana, ecc. ecc., sono sì dei movimenti antifascisti, ma sono anche movimenti nazionali che combattono per l'indipendenza del loro paese dal giogo nazifascista e questi movimenti assumono nei rispettivi paesi aspetti, contorni e fisionomie diverse che vedono la partecipazione di tutte le classi sociali in quella che era la lotta per l'indipendenza nazionale e contro il nazifascismo e le sue implicanze( ferocia, arbitrio, negazione di ogni libertà, ecc. ecc. ) mentre, dove esistevano già delle dittature, la lotta esaltò la necessità sia del mutamento delle strutture politiche ed amministrative dello stato che di rinnovam ento e trasformazione della società.
L'invasione tedesca, quindi, fu una delle ragioni che facilitò ai movimenti politico-resistenziali di quei paesi la chiamata dei cittadini alle armi e diede loro quella consegna che si riassume nella frase che tante volte abbiamo inteso ripetere durante il periodo partigiano," combattere per liberare l'Italia dal giogo nazifascista e per instaurare una repubblica democratica ".
![]()
Il mio riferimento per questa che non vuol essere altro che una testimonianza è il sanatorio, o meglio i sanatori tedeschi, dove venimmo ricoverati subito dopo la liberazione.
Noi deportati politici, all’atto della liberazione dal Lager di Langenstein dalla IX Armata americana venimmo dapprima sistemati in un ospedale da campo (il XX°) e successivamente trasportati in una specie di Sanatorio a Vechelade dove trovammo del personale medico ed infermieristico tedesco di notevole valore che ci curò con tutte le premure possibili.
![]()
Tino Berti
gennaio 1995
di Alberto Berti
Parlare della Resistenza nei Lager non è cosa facile né semplice. Udendo la parola Resistenza il lettore è portato a immedesimarla a forme di lotta armata (che ci sono anche state nei Lager), trascurando col pensiero tutte le altre vere ed infinite forme di Resistenza che nei Lager si manifestarono e presero piede soprattutto dopo il 1938 quando nei Lager, accanto ai tedeschi vennero deportati i primi "stranieri" austriaci e cecoslovacchi, seguiti poi da polacchi, francesi, belgi, olandesi, russi, ecc..
Ad un certo momento troviamo nei Lager persone deportate che rappresentano il fior fiore della democrazia delle nazioni europee ed anche di alcune extra-europee.
Prima di proseguire nel nostro discorso sulla Resistenza nei Lager nazisti, è opportuno ricordare come per parecchi anni nel dopoguerra la qualifica di "resistente" era usata salvo rare eccezioni, per indicare il partigiano.
![]()
Durante i miei viaggi effettuati in Germania, avevo notato, in questi ultimi tempo che ogni qual volta con degli estranei, ad esempio durante un viaggio in treno, si veniva a parlare dei Lager nazisti, la risposta non era più quella che per decenni noi avevamo sentito dire: “das haben wir nicht gewusst” (questo noi non lo sapevamo). Ora ci sentivamo dire immancabilmente: “quelle malefatte erano opera delle SS”, oppure “anche il nostro popolo ha sofferto per la brutalità delle SS”,od ancora “ i miei genitori mi hanno raccontato cosa combinavano le SS”.Nel corso di un dibattito in una università tedesca un giovane studente mi disse che aveva letto parecchie pubblicazioni sui “crimini delle SS”.
Inizialmente, nel ricevere risposte del genere non ci feci caso; successivamente, invece, nel constatare (come direbbe uno statistico) una cosi alta concentrazione di risposte, discorsi ed osservazioni che tendevano a fare ricadere sulle SS tutte le malefatte, eccidi e delitti avvenuti nei dodici anni di nazismo, la cosa mi costrinse a riflettere anche perchè questo tipo di risposte provenivano da persone di giovane età che non avevano vissuto quel periodo.
![]()
BREVE STORIA DELL’ EUTANASIA
(1939-1945)
Con l’operazione eutanasia, indicata negli ambienti e nei carteggi nazisti con il nome di copertura T4, le prime e maggiori vittime furono dei cittadine tedeschi. Questa operazione ebbe inizio subito dopo lo scoppio della guerra ed aveva lo scopo di eliminare delle bocche inutili(bambini handicappati, malati mentali, ecc.ecc. ma poi col passare del tempo si estese ed arrivò a comprendere un numero non ancora precisato di cittadini tedeschi. Le stime degli assassinati con il compiacente aiuto di medici, infermieri, giudici e poliziotti sono varie. Noi le citiamo, ricordando al lettore che si tratta di stime non essendovi da nessuna parte dei dati reali. Si va dalla stima di 80.000 assassini, ai 230.000 (cifra che secondo alcuni è la più vicina alla realtà) ai 600.000 enunciata da un gruppo di studiosi.(Vedi Henry V Dicks, La libertà di uccidere – Milano 1975 pag.66 ).
L’OPERAZIONE EUTANASIA.
(Una breve storia)
L’operazione eutanasia, o meglio l’insieme delle operazioni che fecero capo a questo triste e mostruoso capitolo della storia tedesca di questo secolo, quali la ricerca del personale, la ricerca delle località ove effettuarla, dei mezzi da adoperare, dei luminari della scienza che si prestassero a giustificarla, dei teologi che garantissero sulla sua liceità morale, ecc. ecc. furono condotte nel più assoluto segreto sin dall’inizio.
![]()
![]()
![]()
Per non dimenticare … Tino Tino Berti non è più tra noi, con il suo sereno coraggio e con la sua pipa. Alla nascita…
![]()