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Ǫuando gli alberi diventano pericolosi, ci si deve chiedere perché. Abbattere e basta non può essere la soluzione
” Gli alberi sono pericolosi e devono essere abbattuti.”
Possiamo probabilmente sintetizzare con questa frase la scelta che un condominio di via Europa a San Donato Milanese ha fatto dando il via ieri al taglio di numerosi cedri ultracinquantenni, ovviamente con il benestare dell’amministrazione comunale che è l’ente preposto al rilascio delle relative autorizzazioni.
Un patrimonio arboreo di valore in termini di ossigeno, ombra, bilanciamento climatico che sparisce dal nostro territorio nel giro di poche ore e che nessun intervento compensativo riuscirà a restituirci, almeno nel breve periodo.
Ǫuesto è solo l’ultimo dei casi a cui abbiamo assistito in questi anni, attoniti e sconcertati per il fatto che a San Donato sembra ci si sia dimenticati di due parole importanti nella cura del verde (e non solo): manutenzione e prevenzione.
Noi pensiamo che compito di un amministratore locale sia quello di tutelare e preservare il proprio territorio e paesaggio a beneficio dell’intera comunità con azioni di programmazione ben precise sulla gestione del verde e di soluzioni puntuali e a lungo termine in caso di eventi anomali, considerando la crisi climatica che stiamo vivendo.
Così come è auspicabile da parte dell’amministrazione comunale una comunicazione chiara e fatta per tempo.
Nel caso specifico, se si riteneva che i cedri tagliati fossero effettivamente pericolosi per l’incolumità di cose e persone, il Comune avrebbe dovuto emettere, a nostro avviso, un comunicato stampa per avvisare la cittadinanza.
Nel comunicato avrebbe dovuto far riferimento, oltretutto, alle prove di trazione effettuate ed al risultato di tali prove, specificando le cause che hanno eventualmente provocato una instabilità della pianta tale da prevederne una urgente rimozione. Troppo spesso vediamo alberi morire a seguito della malsana pratica della capitozzatura e ci chiediamo solo dopo il perché. E in ogni caso, prima di tagliare cedri ultracinquantenni, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto verificare se non fossero stati possibili altri sistemi per il salvataggio degli alberi.
Di tutto ciò la cittadinanza e le associazioni ambientaliste non sono state minimamente informate e, a quanto pare, cosa per noi sconcertante, non ne sapeva nulla nemmeno l’assessore all’ambiente.
Ci sono leggi europee ed italiane che vietano la potatura e gli abbattimenti arborei nel periodo di riproduzione dell’avifauna dal 1° marzo al 30 agosto. L’unica deroga è un motivato e documentato pericolo imminente: se si fosse manifestata questa urgenza impellente, avremmo voluto che l’amministrazione comunale fosse stata altrettanto solerte nell’informare cittadinanza ed associazioni che operano sul territorio sulle cause che hanno portato all’abbattimento di alberi di immenso valore, seppur insistenti su una proprietà privata.
Ǫuando gli alberi diventano pericolosi, ci si deve chiedere perché.
Abbattere e basta non può essere la sola soluzione
Associazione Greensando
Cosa sapere ancora ...

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