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S.Donato, martedì 25 agosto 2009
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La piscina di Metanopoli è ancora chiusa e gli istruttori non vengono pagati da mesi
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Ferma ancora fino a mezzogiorno di ieri la piscina scoperta ex Snam di San Donato, mentre in serata una riunione fra Società Sportiva Metanopoli e la controllata Gism, la società di gestione del complesso sportivo, ha chiarito ulteriormente gli scenari per il settembre alle porte. Nel frattempo però alcuni cittadini portano allo scoperto un nuovo risvolto nel braccio di ferro che sta attraversando l’estate fin quasi alla conclusione: gli istruttori sportivi che lavorano per Gism non sarebbero pagati dal mese di aprile scorso. I trainer professionali di nuoto e altre discipline, in altri termini, avrebbero visto l’ultima busta paga tre mesi fa. Poi per alcuni, ma solo per alcuni, c’è stato l’assegno di giugno. Insomma ci sarebbero tre stipendi arretrati da saldare. La notizia arriva da fonti informali (da privati in altri termini) e trova in qualche misura conferma da parte dei soggetti che sovrintendono al complesso di impianti:«Ci sono alcune situazioni di arretrati da corrispondere - si limitano a dichiarare i portavoce della Sportiva Metanopoli - ma si tratta di una situazione transitoria determinata dagli sviluppi degli ultimi mesi». Più di questo è difficile sapere sulla situazione buste paga. Un fattore di tensione che si andrebbe ad aggiungere peraltro alla rottura dei rapporti tra Gism e società di security. Secondo la nota ufficiale del comune diramata alla fine della scorsa settimana anche i fornitori della vigilanza all’interno dell’impianto avrebbero deciso di rinunciare al servizio per cause analoghe: l’insolvenza nella regolarizzazione degli stipendi. Nel frattempo sotto il profilo concreto la piscina alla metà della giornata di ieri risultava ancora aperta esclusivamente per l’area solarium, senza vasca. Sul piano delle “grandi manovre”, al termine della scorsa settimana la Sportiva Metanopoli ha messo le sue carte sul tavolo: o l’arrivo di imprenditori privati con 4 milioni di euro da investire, o un arbitrato con il comune. Quasi contemporaneamente l’amministrazione Dompè ha ribadito: ritiro, e non riscrittura, della convenzione con Gism e rimborso dei danni al proprietario pubblico degli impianti.E.D. |
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Fonte: Il Cittadino, quotidiano del lodigiano del 25/08/2009
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