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Fermato da una finta pattuglia in borghese delle forze dell'ordine e rinchiuso per ore nel vano posteriore di un Fiat Fiorino rubato per rapinargli un tir carico di elettrodomestici in viaggio tra Piacenza e un magazzino del Sudmilano: questo ha denunciato di aver subito un camionista italiano di 31 anni, che è stato soccorso nel primo pomeriggio di ieri in zona Comasina, a Milano, dalle volanti della questura, che ora indagano per ricostruire quanto accaduto.Il rapimento si sarebbe verificato nella zona di Melegnano, sulla provinciale Binasca: secondo quanto rende noto la questura di Milano, l’autotrasportatore, del quale per ora non vengono diffuse le generalità, avrebbe imboccato l’Autosole a Piacenza per uscire, verso le 11.30 dal casello di Melegnano. Al momento di imboccare la provinciale 40 sarebbe stato superato da una Fiat Punto di colore blu con lampeggiante appoggiato sul tettuccio, e un passeggero avrebbe mostrato una paletta del tutto simile a quelle in dotazione a polizia e carabinieri per costringere l'autotrasportatore ad accostare.Dopo aver obbedito all’ordine e aperto la portiera per consegnare i documenti, il camionista si sarebbe visto immediatamente puntare una pistola all’altezza delle gambe e sarebbe stato convinto a salire sull’auto dei rapinatori, sulla quale, in tutto, c’erano tre uomini, descritti come italiani, per uno solo con l'ulteriore particolare di un marcato accento meridionale. Mentre uno dei tre si metteva al volante dell'autoarticolato, il camionista, sul sedile posteriore della Punto come fosse un arrestato, veniva accompagnato ad alcuni chilometri di distanza, non è chiaro se nuovamente in A1 o sulla viabilità ordinaria, e quindi costretto a salire nel vano di carico del Fiorino, dove, legato, imbavagliato e privato di portafogli e cellulare, sarebbe stato trasportato come un pacco per almeno mezz’ora. Quando è riuscito a liberarsi si trovava in via Bernina, a Milano, e solo a questo punto è riuscito a dare l'allarme.Dell’autoarticolato, per ora, nessuna traccia. Gli inquirenti della squadra volanti della questura di Milano stanno ora recuperando la documentazione riguardante il carico, il cui valore, che si ritiene ingente, resta ancora da definire, e, come già avvenuto per vicende simili, probabilmente cercheranno riscontri e particolari utili per individuare chi si è appropriato del Tir ricorrendo anche ai tracciati di eventuali sistemi di localizzazione satellitare del Tir e dei telefoni cellulari. Non si tratta del primo assalto con modalità simili: alla fine dello scorso anno un camionista nordafricano era stato sequestrato da tre persone a Ospedaletto Lodigiano, ma in quel caso la banda aveva dovuto abbandonare il camion ad Agrate Brianza, probabilmente per l’indisponibilità del capannone prescelto per svuotare il tir (carico di televisori) e uno dei rapinatori, preso a botte dal camionista e da altri suoi colleghi che avevano capito quanto stava accadento, era stato arrestato. I suoi due complici però sono ancora liberi.Carlo Catena |