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Vaccinarsi contro l’influenza è un impegno sociale
Da oggi è aperta la campagna vaccinale dell’OMS cui si adattano tutti i paesi che stanno entrando nell’inverno. Quest’anno il vaccino ci difenderà da 4 ceppi, oggi circolanti nell’emisfero australe, ma non si escludono mutazioni prima di arrivare alla nostra latitudine.


L’Organizzazione mondiale della Sanità, l’OMS, ha dato ufficialmente avvio alla campagna per favorire la vaccinazione antinfluenzale tra le persone a rischio e per tutti coloro che desiderano proteggersi dai virus. Da oggi fino al 15 dicembre, infatti, è il periodo più adatto per sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, che farà la sua comparsa nel nostro Paese nel periodo più freddo dell’anno, sotto Natale e nelle settimane a cavallo tra la fine del 2017 e il nuovo anno. Ma le polemiche sorte in questi ultimi mesi sull’opportunità di vaccinarsi in generale ha coinvolto anche i virus influenzali. Per questo Sanofi Pasteur, una delle più grandi case farmaceutiche impegnate sul fronte dei vaccini, ha ritenuto opportuno offrire all’opinione pubblica l’opinione di esperti che difendono il diritto per ciascuno di decidere, senza però trascurare il valore sociale della vaccinazione che tutela se stessi e gli altri da eventuali contagi. Basta sapere che in Europa lemorti legale all’influenza sono ogni anno 40.000 e in Italia vengono colpite dall’influenza da 5 a 8 milioni di persone e l’influenza diventa la terza causa di morte dopo Aids e tubercolosi.
Ecco che cosa è bene sapere prima di decidere di vaccinarsi, comunque l’interlocutore primario da consultare è il proprio medico di famiglia che, per contratto, deve lui stesso sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, nonché proporla ai suoi assistiti.
L'influenza stagionale è un’infezione virale acuta causata dai virus dell'influenza che si diffondono facilmente da persona a persona, ogni anno, in tutto il mondo. L'influenza stagionale è caratterizzata da un improvviso inizio di febbre, tosse (solitamente secca), mal di testa, dolore muscolare e articolare, senso di debolezza, gola infiammata e naso che cola. La tosse può durare due settimane o più. La maggior parte delle persone guarisce da febbre ed altri sintomi entro una settimana, richiedendo l'assistenza del medico. Ma l'influenza può causare malattie gravi, o morte, specialmente nelle persone ad alto rischio. Il rischio più alto riguarda donne in stato di gravidanza, bambini dai 6 ai 59 mesi, anziani e soggetti con condizioni mediche croniche specifiche come HIV/AIDS, asma, patologie cardiache e metaboliche, come il diabete, e gli operatori sanitari.
Secondo le stime dell'OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), i tassi annuali globali di influenza sono stimati al 5-10% negli adulti ed al 20-30% nei bambini. Nonostante la fascia di età con la più alta incidenza, gli anziani e i soggetti a rischio come gli operatori sanitari, le donne in gravidanza o le persone con malattie croniche, sono maggiormente interessati da gravi complicazioni. Ogni anno, in tutto il mondo, epidemie di influenza provocano da 3 a 5 milioni di casi di grave malattia e da 250 a 500 mila decessi, la cui maggior parte riguarda persone con età superiore ai sessantacinque anni.
La stagione passata- In totale nella stagione influenzale 2016-2017, secondo i dati INFLUNET, sono stati segnalati 230 casi gravi, 68 dei quali deceduti, da 11 Regioni e Province Autonome. L’età media dei casi gravi è di 72 anni, il 62% è di sesso maschile. Il 95% dei casi gravi ed il 100% dei decessi presentavaalmeno una patologia cronica pre-esistente: le più rappresentate sono le malattie cardiovascolari (74%), seguite dalle respiratorie croniche (63%), dal diabete (45%) e dall’obesità (31%). Nella maggior parte dei casi gravi è stato isolato il virus A/H3N2 (63%), seguito dal virus A/H1N1pdm09 (6%) e dal virus B (4%). Nel 27% dei casi gravi e nel 20% dei decessi non è stato possibile tipizzare i virus di tipo A isolati. Nel 69% dei decessi è stato isolato il virus A/H3N2 e nel 10% il virus A/H1N1pdm09.
L’impatto sociale- L’influenza stagionale ha un forte impatto socio-sanitario ed economico a livello globale. Nel 2003 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha indicato ai Paesi membri di attivare con urgenza politiche vaccinali in grado di produrre un incremento delle coperture per l’influenza nei gruppi ad alto rischio e negli anziani al di sopra dei 65 anni, raggiungendo e mantenendo coperture vaccinali del 75% come obiettivo minimo perseguibile e del 95% come obiettivo ottimale.
Questi obiettivi sono indicati nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2014-2018 che prevede l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale per i soggetti che, a causa delle loro condizioni personali o di esposizione, come nel caso degli operatori sanitari, corrono un maggior rischio di andare incontro a complicanze in caso di influenza, come gli anziani e le persone affette da patologie quali:
  • Malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio come l’asma, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopneumopatia cronico-ostruttiva (BPCO);
  • Malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
  • Diabete mellito e altre malattie metaboliche;
  • Insufficienza renale cronica;
  • Malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
  • Tumori;
  • Malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o HIV;
  • Malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;
  • Patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
  • Patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad esempio le malattie neuromuscolari);
  • Epatopatie croniche.
Il vaccino quadrivalente- La vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace per prevenire l’influenza e le sue complicanze gravi. Ogni anno la composizione dei vaccini viene aggiornata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, per la stagione influenzale 2017-2018, ha emanato la composizione contenente i ceppi A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09-like virus, A/Honk Kong/4801/2014 (H3N2)-like virus e B/Brisbane/60/2008-like virus. Per i vaccini antinfluenzali quadrivalenti, l’OMS raccomanda inoltre l’inserimento del virus B/Phuket/3073/2013-like virus, in aggiunta ai tre suddetti.
La protezione del vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e dura per 6-8 mesi circa. La stagione influenzale 2017 -2018, secondo le previsioni degli esperti, sarà di "media intensità", simile a quella dello scorso anno. Sulla base dei virus circolati nell'emisfero australe, dove l'inverno è appena finito e in cui si sono osservati livelli di influenza abbastanza elevati, è possibile pertanto immaginare quella che potrà essere la stagione influenzale anche nell’emisfero occidentale. Per questa stagione invernale il vaccino sarà quadrivalente, cioè coprirà un ceppo virale in più rispetto all’anno scorso.
I costi sociali- Purtroppo, nonostante la campagna di promozione per la vaccinazione antinfluenzale sia nazionale, l’applicazione nel nostro paese – dice Emanuele Montomoli, professore di igiene all’università di Pisa – è a macchia di leopardo con differenze non soltanto fra regioni ma anche fra Asl della stessa regione. “Maggiori informazioni si possono avere dal medico di medicina generale – dice la dottoressa Tommasa Maio, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (FIMMG) – grazie ai suoi 60.000 studi medici distribuiti capillarmente su tutto il territorio italiano”. Non vaccinarsi significa infierire un colpo basso alla nostra economia perché , secondo Matteo Ruggeri, professore di economia sanitaria all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ammalarsi significa guadagnare di meno e ridurre le entrate fiscali dello Stato per un miliardo di euro. Per 2 milioni di persone ammalate con 10 milioni di giornate di lavoro perse i lavoratori riceveranno 160milioni di euro in meno dalla busta paga e 840 milioni saranno i costi per l’INPS.

Edoardo Stucchi


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