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Il sindaco di Paullo, sig. Federico Lorenzini è arrivato in corteo con la Banda Musicale della Città, e si sono fermati nel cortile della Residenza per anziani Cascina Cortenuova  per  un breve  concerto molto bello ma soprattutto particolare. A guardarli commosso dall'alto, attorniato da amici e parenti,  c 'era il festeggiato, il bersagliere Luigi Bertolotti, nativo di Colturano, 95 primavere in agosto. La banda suonava per lui!
Ma andiamo con ordine...Tutto è iniziato con un incontro  tra l'Alpino Sangiulianese (ma nato a Colturano)  Lorenzo Zuccotti, e un carabiniere Veneto. I genitori di entrambi furono reduci di guerra dalla Russia. E il carabiniere gli dice che a Colturano abita un altro reduce, però bersagliere, che con il padre aveva trascorso 27 mesi di prigionia tra 1942  e il 1945. Di quei mesi il sig. Sperandio, ne ha scritto un libro attingendo al diario del padre.
Così Lorenzo fa le ricerche e ritrova Luigi. E inizia la solidarietà e  l'amicizia che contraddistingue gli Alpini, verso gli altri corpi d'armata che hanno avuto "caduti  nelle due ultime guerre, negli anni migliori della loro giovinezza, per la difesa della nostra Patria". E infatti  li ritroviamo e sempre nelle varie manifestazioni pubbliche, a ricordare "che il valore, il sacrificio e la grinta di non voler cedere sono stati parte integrante e fondamentale per la nascita di questa nostra bella e grande Italia".
Sono questi ultimi alcuni passaggi del discorso introduttivo del comandante della sezione sangiulianese Renzo Fogliadini, in occasione  della Festa organizzata in onore del sig. Bertolotti,  dall'Associazione Nazionale Alpini, sabato 8 Aprile, in collaborazione con la Coop.sociale C.R.M. Onlus (che opera all'interno della struttura), presente con il coordinatore sig. Gianluca Stendardo che ha fatto da presentatore. Festa alla quale erano invitati l'Associazione Nazionale Carabinieri in congedo; il Maresciallo dei carabinieri Mucci di stanza a Paullo, il Parroco di Paullo don Giuseppe Ponzoni, il sindaco di Colturano Marilena Dosi, arrivata con altri concittadini e che gli ha donato una Targa di riconoscimento, e il già citato sindaco di Paullo Federico Lorenzini. Oltre naturalmente tutti gli altri ospiti della Residenza. 
 
Commosse parole da Lorenzo Zuccotti, che ha raccontato il loro incontro. E interventi dei primi cittadini. Infine la biografia del reduce letta con affetto dalla signora Paola, educatrice della struttura dove risiede dal 12 Marzo 2014; cosi scopriamo che è nato il 14 Agosto 1922 e in famiglia erano in 5. Potè andare a scuola fino alla terza elementare, quando per esigenze economiche andò a lavorare i campi nel Sud Milanese, seguendo il papà  Giovanni che si occupava della cura dei cavalli, e lui ne apprese il mestiere. Chiamato a svolgere il servizio militare a Milano nel corpo dei Bersaglieri, nel 1941 fu arruolato come soldato semplice per partire alla volta della Campagna di Russia. Catturato  sul fiume Don dai Mongoli, e consegnato ai  Russi di cui erano alleati. Questi selezionavano i prigionieri più sani, per far  loro svolgere i lavori più pesanti come tagliare legna o raccogliere patate nei campi di prigionia di Ivanteevka. Ebbe la "fortuna" di lavorare per un colonnello russo,  mutilato di guerra. E così poteva cibarsi (solo) di latte e patate, ma la moglie del colonnello, in assenza del marito faceva avere le cibarie anche ai prigionieri malati. E nel novembre del 45 gli comunicò in anteprima che sarebbe stato rimpatriato.. Da prigioniero, grazie a una infermiera, imparò a fare le iniezioni: poteva così aiutare i commilitoni ammalati. A causa dell'impraticabilità delle strade, tornò in Italia A PIEDI.  Ricominciò " a vivere" lavorando come fattore nella cascina dei signori Meloni, reclutando mondine per i lavori presso le risaie. Lì  conobbe la moglie, e sposandosi, ebbero tre figli. Nota di commozione, ieri alla festa c'era il sig. Meloni, che gli ha donato una medaglia d'oro. 
Al termine grade rinfresco e foto ricordo, attorniato dalla famiglia, gli amici  e dal premuroso personale.
RedazioneRecSando Angela Vitanza - Foto Luigi Sarzi Amadè
 
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