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Google car addio, gli “ovetti” a guida autonoma vanno in pensione

I veicoli sperimentali entreranno nella storia dell’auto per essere i primi veicoli disegnati da Google



mattia eccheli (nexta)

Sono modelli che passeranno alla storia, malgrado abbiano avuto un ciclo di vita brevissimo. Le meteore dell'automotive si chiamano Firefly, cioè il vero nome delle cosiddette Google cars, gli ovetti a elettrici a guida autonoma che hanno strappato qualche sorriso agli automobilisti e impressionato i costruttori.
Ad appena tre anni dal loro debutto, Waymo – la controllata di Alphabet alla quale è stato trasferito il business della guida autonoma – ha ufficializzato il loro ritiro. Le Firefly non verranno sostituite da altre macchina intelligenti prodotte “in casa” perché nel frattempo la società ha raggiunto un'intesa sia con FCA dopo che i suoi ingegneri avevano modificato e adattato anche alcuni modelli giapponesi.
La società ha messo a disposizione una flotta di Chrysler Pacifica, dopo che Google aveva impiegato una serie di Lexus RX450h (il primo e “storico” incidente provocato da una Google car ha coinvolto proprio il suv nipponico).

La sperimentazione continua così in versione ibrida e non più squisitamente elettrica e con modelli le cui dimensioni sono decisamente più vicine a quelle del mercato reale.
Waymo ha spiegato che l'obiettivo non era mai stata la produzione di massa delle Google cars, ma “solo” la messa a punto delle tecnologie per la guida autonoma, che dovrebbe poi essere il grande business del futuro. Da questo punto di vista, con la mostruosa mole di dati a disposizione di Waymo, attraverso Google, Waymo è potenzialmente molto più avanti di qualsiasi altra società almeno sul fronte della mappatura del territorio.

 

Il progetto delle auto senza pilota è stato lanciato nel 2009 e fino al 2016 i veicoli gestiti da Google prima e Waymo poi avevano totalizzato 2 milioni di miglia su strade pubbliche. Poi l'accelerazione: da dicembre dello scorso anno, con la fornitura delle monovolume di FCA (nel frattempo i modelli trasformati sono saliti a 500), nel giro di poco più di sei mesi si è aggiunto il terzo milione (oltre 4,8 milioni di chilometri complessivamente).

Gli ovetti elettrici di Google hanno rivelato al la grande platea degli automobilisti (e non) che un'altra mobilità è possibile: non solo senza emissioni, ma anche senza guidatore.
Nel frattempo, Waymo ha spostato l'attenzione pure sui veicoli industriali confermando l'esistenza di test per la guida pilotata. In questo caso, tuttavia, Mountain View è stata preceduta dalla start-up Otto, che aveva installato le tecnologie sufficienti per fa trasportare 50.000 lattine di birre ad uno specifico autoarticolato “scortato” dalla Polizia.
Delle Google cars non si rimpiangeranno né il comfort (due posti e praticamente nessuna comodità) né le prestazioni (40 km/h di velocità massima), ma trattandosi di auto pionieristiche si sono già guadagnate un posto nella storia. Forse non solo di quella dell'auto.


Fonte: La Stampa - Motori
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Così anche le vetrate possono produrre elettricità

Un progetto dell’università Milano Bicocca consente di trasformare finestre e vetrate in sistemi capaci di catturare la luce solare e sfruttarla per produrre energia


L’Europa ci chiede di costruire entro il 2020 edifici a energia quasi zero e di «elettrificare» il più possibile i consumi. In questo quadro - insieme all’efficienza - un ruolo sempre più da protagonista dovrà giocarlo il fotovoltaico. Ma come superare i limiti imposti oggi da questa tecnologia? «È facile rendere autosufficiente una villetta o un capannone installando dei pannelli solari sul tetto, impossibile farlo con i condomini e i palazzi delle grandi aree urbane che si sviluppano in verticale», spiega Francesco Meinardi, docente di Fisica della materia all’università Milano Bicocca. Dal 2004 Meinardi con il collega Sergio Brovelli porta avanti ricerche per trovare una soluzione. E adesso, la risposta è a portata di mano: i due scienziati, infatti, hanno trovato il modo per trasformare finestre e vetrate in sistemi capaci di catturare una parte di luce solare e sfruttarla per produrre energia. 

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Le balene sotto casa in Liguria


Nel santuario dei cetacei, da Genova a Montecarlo, migliaia di esemplari scelgono queste acque per riprodursi e crescere. Un osservatorio in mare aperto per appassionare adulti e bambini. Con l’isola Gallinara a portata di mano per un tuffo o una escursione con maschere e pinne.


Eccola. Dopo circa quattro ore di navigazione al largo di Alassio, nel Mar Ligure, appare la sagoma di una canoa rovesciata lunga una ventina di metri. Poi uno zampillo d’acqua sale dal livello del mare, alto sei metri, segno che la balenottera comune che stanzia in queste acque sta emergendo per respirare. Fa ancora tre quattro spruzzi di acqua e poi scompare avendo finito la sua respirazione. Si muoverà sott’acqua per altri 10-15 minuti e poi riemergerà per il successivo respiro. E noi, proseguendo con la imbarcazione della Costa Balenae, una organizzazione naturalistica che vuole portare avanti un progetto di educazione e informazione ai turisti sui cetacei del mar Ligure, continuiamo il nostro percorso in attesa di un prossimo avvistamento. Premiati e, più tardi un’altra balena e un altro avvistamento.
Non è una immagine da film, ma un’esperienza che potete vivere anche voi in uno scampolo di vacanza estiva, grazie all’Associazione Costa Balenae e al Dive Team MolaMola, ad Alassio, che vi offrono la possibilità di vivere un incontro con i cetacei, in modo nuovo ed esclusivo, nel rispetto dell’ecosistema marino e dei suoi abitanti. Ma non vedrete soltanto balene, anche delfini, tartarughe marine, uccelli marini, pesci ed altre creature straordinarie. Un esperto biologo sarà a vostra disposizione durante tutta l’escursione che prevede la partenza dal porto di Alassio, si navigherà alla ricerca di balene e delfini, spuntino a bordo a base di focacce, pizze e bevande e a conclusione della giornata, rotta verso l’isola di Gallinara dove potete fare un bagno e impegnarvi in una uscita di snorkeling. Il santuario dei cetacei vi aspetta.
Non è un fatto nuovo. Nel 1996 nasceva ad Imperia il primo whalewatching italiano, da allora molte cose sono cambiate. Q quella che sembrava una operazione di giovani biologi appassionati e visionari si è rivelata, come peraltro era già successo in altri paesi del mondo, un volano molto importante per attrarre turisti nel ponente ligure e soprattutto per far conoscere a molte persone il valore di queste sorprendenti creature che popolano il mar ligure cercando di sensibilizzare sull’importanza della loro tutela e protezione. Sono molte le imbarcazioni che solcano il mar Ligure alla ricerca dei cetacei, tuttavia, non sempre questo lavoro è svolto nel rispetto dell’ecosistema e dei sui abitanti; questa attività, infatti, presume che a bordo ci siano persone specializzate per informare e sensibilizzare i turisti e i comandanti delle imbarcazioni devono avere l’esperienza e la sensibilità per avvicinare gli animali senza arrecare loro disturbo; questo non sempre succede e l’improvvisazione spesso reca più danni che benefici sia all’ambiente che al turismo stesso. Purtroppo non esistono certificazioni o licenze a garanzia di un servizio di qualità che tuteli sia gli ospiti a bordo delle imbarcazioni che gli animali e l’ecosistema oggetto delle escursioni.
Il santuario Pelagos, che si estende per circa centomila chilometri quadrati, dal mar Ligure fino al Principato di Monaco, dove vivono 400 balene, viene visto spesso come una sorta di acquario dove il turista a bordo pretende, avendo pagato il biglietto, che lo “spettacolo” debba andare in scena, ma il mare è un ambiente naturale, i cetacei sono liberi di fare quello che vogliono a casa loro compreso “non farsi vedere”. Ed è proprio per questo spirito che Barbara Nani, biologa e fondatrice nel 1996 del primo whalewatching in Italia, decide nel 2014 di costituire una nuova società con una visione ed una “mission" diversa: una evoluzione green ed in linea con gli standard internazionali di whalewatching, Un whalewatching ecosostenibile, certificato e di qualità, rivolto a piccoli gruppi con mezzi di impatto minimo e con una maggiore attenzione alle informazioni fornite a bordo e all’avvicinamento agli animali.
La cooperativa Costa balenae, costituita da biologi e naturalisti con lunga esperienza, ha in progettazione una imbarcazione green con portata massima 60 persone che operi nell‘area tutto l’anno. Una imbarcazione con motore ibrido diesel elettrico una assoluta novità che possa avvicinare gli animali senza arrecare loro disturbo, con idrofoni per ascoltare i suoni e vocalizzazioni dei cetacei. Per questo la cooperativa sta partecipando a bandi europei e crowfounding. In attesa di avere l’imbarcazione “ideale”, nella la stagione 2017 ha siglato importanti collaborazioni con due associazioni che da anni portano avanti questa filosofia di attenzione e rispetto verso l’ambiente, come ADs MolaMola Dive Team un gruppo appassionato di subacquei e fotografi che condivido con professionalità ed entusiasmo, la passione e il rispetto per il Mare e per i suoi abitanti e Ads Menkab, associazione fondata dal cetologo prof. Maurizio Wurtz già professore all’ università di Genova e direttore del museo oceanografico del principato di Monaco. Questa sinergia consente di proporre escursioni per piccoli gruppi massimo 10-15 persone. Ciò è garanzia di una miglior attenzione al cliente e una maggiore qualità del servizio.
Prima dell’imbarco la guida naturalistica ambientale effettuerà il briefing alla partenza descrivendo dettagliatamente tutti gli aspetti tecnici della missione in alto mare, curando tutti i temi ambientali ed ecofaunistici dell’attività. Durante la navigazione e soprattutto durante gli avvistamenti i biologi arricchiranno di informazioni e curiosità. Con l’obiettivi di sensibilizzare e informare i turisti appassionati presenti a bordo. Info e prenotazioni Costa Balene: *Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.* OPPURE TELEFONARE A Cooperativa Costa balenae 3473108899.

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Edoardo Stucchi

Fotografia: CostaBalene - Marco Ballardini / Elena Fontanesi

Gli articoli di RecSando / Bicipolitana Network sono in linea grazie alle Convenzioni con gli esercizi commerciali che aderiscono al progetto #BikePoint


 
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L'Agenda Ritrovata passa dal Sud Est Milano



Il 25 giugno partirà da Bollate una staffetta ciclistica dal titolo l'agenda ritrovata, che riporterà l'agenda Rossa di Paolo Borsellino a Palermo il 29 luglio in occasione dell'anniversario della strage di via d'Amelio.
La staffetta ciclistica attraverserà tutta Italia in questo mese e sarà ricca di eventi, qui tutte le informazioni http://www.orablu.com/agendaritrovata

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Slovenia in bicicletta

Slovenia, paradiso dei ciclisti e degli amanti della natura
Il “Tour of Slovenia 2017”per la prima volta sarà trasmesso live sul canale Eurosport



La Slovenia è un gioiello verde tutto da scoprire, una terra che regala esperienze a cinque stelle in un paesaggio dominato da imponenti foreste, aria pura e acque cristalline. Oltre ad una natura superba, il clima piacevole, le ottime infrastrutture e più di 8.000 chilometri di percorsi ciclabili sono i presupposti ideali per una vacanza attiva. Appena superato il confine italiano, si nota subito la varietà del paesaggio: montagne, colline, grotte, valli e fiumi. Considerando le caratteristiche di questo territorio, non sorprende che il ciclismo sia amato e praticato in tutte le sue forme, da quello su strada alla mountain bike, dai parchi ciclistici (bike park) alle pedalate in famiglia. 

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Kayròs di Vimodrone ospita il 1° Memorial Yaisy

Domenica 4 Giugno: prima edizione del “Memorial Jaisy” a Vimodrone (MI)

Non solo calcio, in memoria di un ragazzo scomparso poche settimane fa:
nella sede della comunità Kayròs si svolgerà un torneo con tutti gli amici che lo avevano conosciuto.

Gli amici fuori e dentro Kayròs lo vogliono ricordare così, con un torneo di calcio in sua memoria, perché giocare a pallone era il suo sport preferito. Le doti fisiche e tecniche per diventare un buon portiere non gli mancavano: Yaisy si allenava spesso in porta, cercando ogni volta di parare più rigori del giorno prima.
A 21 anni il suo cuore ha smesso di battere: non era malato e aveva tanta voglia di vivere. Ma una coltellata fuori da una discoteca ha stroncato per sempre la sua giovane vita: è accaduto il 2 aprile scorso, una data che nessuno in Kayròs dimenticherà.
Chi se lo dimentica il suo sorriso! Non i ragazzi della comunità di Vimodrone e nemmeno Don Claudio Burgio, che lo ha conosciuto bene. E gli voleva un gran bene.
Nato in Colombia, Yaisy arriva in Italia all’età di 12 anni; non ha mai conosciuto sua madre, nel nostro Paese ha vissuto con la nonna. La sorella è restata nel paese sudamericano, mentre suo padre abita a Brescia.
Yaisy è rimasto nella comunità Kayròs dall’ottobre 2013 alla fine del 2015. Oltre al calcio aveva un’altra passione: il ballo. Una personalità forte e tante altre cose ancora, raccontate da alcuni giovani che lo hanno conosciuto bene e sono diventati suoi amici: Ian, Anas, Libasse. Tre ragazzi attualmente ospiti di Kayròs.

Nel pomeriggio di domenica 4 giugno la comunità Kayròs sarà aperta a tutti!

 
Il 1° “Memorial Jaisy” è aperto a tutti; vedrà la partecipazione di otto squadre da cinque giocatori di calcetto.
L’iscrizione è gratuita; occorre iscriversi comunicando i propri dati con una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonando al n. 02/26510925. Le iscrizioni sono già aperte.
 
Programma della giornata:
Ore 15.00 – Torneo di calcetto a 5
Ore 19.00 – Premiazioni e ricordo di Jaisy
Ore 20.00 – Rinfresco in associazione

Per saperne di più, clicca:  http://www.kayros.it/2017/05/10/4-giugno-2017-kayros-ospita-il-1-memorial-yaisy/

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Il 12 maggio giornata Mondiale della Fibromialgia



In ogni regione d' Italia il Cfu ossia il Comitato Fibromialgici Uniti Italia, si è attivato per la raccolta firme per il riconoscimento della fibromialgia come malattia, dallo Stato italiano. 
Io e le mie amiche Fibromialgiche ci siamo trovate con i colleghi uomini affetti da fibro in P.zza Argentina /Cso. Buenos Aires a Milano. 
Siamo molto contente soprattutto per aver organizzato una Location vivace, certe che così  di firme ne avremmo ottenute molte.   Questa volta con noi avevamo infatti  due bellissimi ed interessanti jolly da "giocare" :   una piccola ma speciale  "scolaresca"  proveniente dal Carcere di Bollate, accompagnata dalla "maestra" Luisa Colombo, con un progetto bellissimo ed interessante chiamato Arteterapia,  ci hanno cambiato e resa piena di colori la vita di un gruppo di amici.

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#ApriGliOcchi - campagna di sensibilizzazione sclerosi multipla

#ApriGliOcchi: al via la campagna di sensibilizzazione alle buone maniere per la sclerosi multipla 
In Italia oggi sono circa 110.000 le persone con sclerosi multipla, diagnosticata nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni, con una diffusione doppia nelle donne e un italiano su due conosce una persona che ne soffre. L’hashtag della campagna è #ApriGliOcchi e dal 12 aprile sarà possibile visualizzare e condividere il video “ApriGliOcchi - La sclerosi multipla non conosce le buone maniere” sull’omonima pagina Facebook.
  
 La sclerosi multipla è una patologia subdola: spesso non si vede, ma si sente. Proprio questa sua “invisibilità” agli occhi degli altri porta a una scarsa sensibilità a una malattia autoimmune che invece rende molto difficili anche i più semplici gesti quotidiani. Uno scenario che deve tra l’altro fare i conti con la sempre più latitante pratica delle buone maniere, oggi troppo spesso in disuso, fuori moda o, peggio, sconosciute. Lo scarso rispetto per chi ci circonda è un cattivo costume troppo diffuso: per contrastarli basterebbe iniziare ad aprire gli occhi e mostrare più attenzione verso l’altro

Questo il tema della campagna di sensibilizzazione promossa da Roche, con il patrocinio di AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che ha presentato il video “La sclerosi multipla non conosce le buone maniere”, fulcro della campagna stessa. Un video emozionante, che verrà anche diffuso attraverso la community di Friendz, startup di digital marketing già nota per numerose campagne di successo sui social network, che racconta i disagi di una patologia spesso invisibile agli occhi degli altri, ma che torna a farsi sentire all’improvviso, come un dispetto, durante i piccoli gesti della vita di tutti i giorni. L’hashtag della campagna è #ApriGliOcchi e il video sarà visualizzabile e condivisibile dal 12 aprile sulla pagina Facebook “La sclerosi multipla non conosce le buone maniere” e sul canale YouTube di Roche (link)
  
“La sclerosi multipla non è più misteriosa così com’era vent’anni fa – spiega il Prof. Giancarlo Comi, Direttore del Dipartimento Neurologico e dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) presso l’Istituto Scientifico San Raffaele, Università Vita e Salute di Milano – e questo lo dobbiamo a un costante impegno nella ricerca che ci permette di conoscere sempre meglio i meccanismi che ne sono alla base. Parliamo di una malattia che diventa “dispettosa” se pensiamo che irrompe nel fiore della vita delle persone. Oggi sono numerosi i farmaci disponibili che permettono a noi neurologi di dare una risposta sempre migliore alle migliaia di persone che visitiamo nei nostri centri. Ma la ricerca non si ferma e arrivano sempre nuove terapie efficaci e sicure, che agiscono in modo mirato sul sistema immunitario, come le cellule B ad esempio, contrastando l’attività infiammatoria e quindi il decorso di una malattia fortemente invalidante”. 
    
“La realtà della Sclerosi Multipla sta cambiando e con essa la qualità della vita delle persone con SM – afferma Roberta Amadeo, Past President Nazionale AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla – È fondamentale che tutti siano informati in modo serio e corretto, per sfatare falsi miti da un lato e per riconoscere sintomi subdoli e invalidanti che spesso interferiscono prepotentemente nella nostra quotidianità. Al crescere della consapevolezza si riduce la paura. Soprattutto si dà la possibilità a ciascuno di noi di voler essere protagonista della propria vita. È un diritto che sta alla base di ogni possibilità di integrazione sociale.  È ciò che AISM sta portando avanti da sempre”. 
  
Proprio questi aspetti meno visibili sono al centro del video in cui la protagonista, una ragazza con SM, durante diversi momenti della sua quotidianità subisce alcuni inaspettati “dispetti” da parte della gemella “invisibile” agli occhi degli altri, che raffigura proprio la sclerosi multipla. Messa in imbarazzo e a disagio da questi improvvisi dispetti, la protagonista trova un muro di indifferenza e fastidio di fronte a sé, che si sbriciola di fronte alle buone maniere di un tassista che, andando oltre le apparenze, la aiuta a salire in auto. Un video emozionante che mette in scena da un lato l’invisibile invadenza della sclerosi multipla, e dall’altro l’importanza di guardare agli altri con occhi diversi, rispettosi e forse semplicemente educati
  
“Con questo video e la campagna di sensibilizzazione abbiamo voluto lanciare un messaggio sociale perché siamo convinti che il nostro contributo come azienda impegnata nelle neuroscienze non debba limitarsi a rendere disponibile un nuovo farmaco, ma debba andare oltre, pensando al contesto in cui operiamo e alle condizioni in cui vivono le persone con SM – afferma Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche in Italia – La Ricerca è da sempre il motore della nostra azienda, grazie alla quale sono stati compiuti importati passi avanti nel trattamento di patologie, anche neurologiche, molto diffuse; presto anche il modo di trattare la sclerosi multipla potrà cambiare grazie a un’innovazione che consentirà ai milioni di persone in tutto il mondo che ne soffrono di contare su una qualità di vita fino a poco tempo fa impensabile. Ma questo deve andare di pari passo con una maggiore conoscenza e sensibilità sociale”. 
    
“Siamo stati davvero fortunati, orgogliosi e felici di poter lavorare al fianco di un’azienda farmaceutica che non porta avanti solo la ricerca, ma investe tanto tempo e risorse in campagne di sensibilizzazione – sostiene Cecilia Nostro, co-founder di Friendz - #ApriGliOcchi è un messaggio vero e spontaneo, che siamo sicuri verrà recepito e ripetuto a gran voce da tutta la community di Friendz e speriamo possa diffondersi sul web per cambiare realmente le cose, troppo spesso infatti ci si dimentica di essere gentili ed educati con chi ci sta attorno. Questo progetto ci ha appassionato e dato soddisfazioni enormi sin dall’inizio, lavorare con un'azienda come Roche e ricevere il patrocinio di Aism è stata la prima e la più importante. Siamo sicuri che le soddisfazioni ancora più grandi stiano per arrivare con la pubblicazione del video e la campagna media ad esso collegata”. 
  
  Edoardo Stucchi  
  
  
 
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Piccoli gesti per un grande risultato: la salute del cuore



Piccoli gesti per un grande risultato: la salute del cuore

Consigli pratici quotidiani, fiere dell’alimentazione a Parma e a Milano per nutrirsi meglio e la Partita del cuore con la Nazionale cantanti il 30maggio a Torino.
 
Parte la campagna “Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore”, promossa da Fondazione Italiana per il Cuore in collaborazione con la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e con il supporto non condizionato di Parmalat, per sensibilizzare gli italiani sull’importanza di prendersi cura del benessere del proprio cuore grazie a piccoli e semplici gesti quotidiani. Una campagna che ha l’obiettivo di parlare al più ampio numero di persone possibile perché – non tutti lo sanno o ne sono consapevoli – le malattie cardio-vascolari sono la prima causa di morte in Italia.

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Grande Festa a Paullo al bersagliere Luigi Bertolotti, reduce dalla Campagna di Russia

Il sindaco di Paullo, sig. Federico Lorenzini è arrivato in corteo con la Banda Musicale della Città, e si sono fermati nel cortile della Residenza per anziani Cascina Cortenuova  per  un breve  concerto molto bello ma soprattutto particolare. A guardarli commosso dall'alto, attorniato da amici e parenti,  c 'era il festeggiato, il bersagliere Luigi Bertolotti, nativo di Colturano, 95 primavere in agosto. La banda suonava per lui!

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Campagna nazionale sindrome dell'occhio secco

CAMPAGNA NAZIONALE PREVENZIONE DELLA SINDROME DELL’OCCHIO SECCO

L’occhio secco, una sindrome non più soltanto per adulti e anziani, colpisce anche i bambini a causa dell’uso eccessivo di tecnologie digitali ancora in tenera età. Per diffondere la conoscenza di questo problema, spesso trascurato negli anni di mezzo della vita, il Centro italiano occhio secco (CIOS), istituito dal professor Lucio Buratto, promuove in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Università dell’Insubria di Varesee con il patrocinio del Comune di Milano, dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Sette Laghi della Regione Lombardia, della Società Oftalmologica Italiana (SOI), la Campagna nazionale di Prevenzione e delle Cura della Sindrome dell’occhio Secco. All’iniziativa hanno aderito Centri ospedalieri di eccellenza di Catania, Napoli, Roma, Milano e Varese.
La campagna promuove visite gratuiterealizzate da medici specialisti, mirate a individuare e curare questa patologia nei soggetti interessati. L’invito allevisite è rivolto a tutti coloro che sospettano una secchezza oculare o che già ne soffrono e desiderano una visita di approfondimento.
La campagna si svolgerà da luned’ 3 aprile a venerdì 7 aprile nei seguenti ospedali:
Centro Italiano Occhio Secco – piazza della Repubblica 21 – 20124 – Milano, Tel: 02 63611970 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Papa Francesco a San Siro: Neanche una partita di “cartello” fa tanti spettatori!



Grazie a don  Alessandro  ho potuto partecipare all’incontro di  Papa Francesco con i cresimandi. Mi ritengo molto fortunata, perché anche nel 2012 ho avuto lo stesso privilegio, quando a salutare i ragazzi che avevano ricevuto il sacramento della Cresima, c’era Papa Benedetto XVI°. Perché ascoltare  un Pontefice che si rivolge ai ragazzi è diverso di quando si rivolge agli adulti. Usa parole dolci per dire cose serie. In modo possano essere assimilate, ricordate, messe in pratica. “Perché l’ha detto il Papa, mica la mamma o il papà!

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