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L'Iftar è il pasto serale consumato dai musulmani per interrompere il loro digiuno quotidiano durante il mese islamico del Ramadan, e celebrato dopo aver recitato il Maghrib.  La tradizione vuole che vengano mangiati dei datteri, in ricordo della maniera in cui il profeta Maometto spezzò il digiuno.
E l'Iftar di sabato 17 Giugno è stato un evento particolare. Erano presenti infatti una trentina di fedeli cristiani, della parrocchia di Sant'Enrico di San Donato Milanese, accompagnati dal parroco don Luca Giudici, ma erano presenti anche due sacerdoti sangiulianesi, don Emanuele Kubler Bisterzo e don Nicola Cateni. Ad accomunare le tre presenze, i rapporti di amicizia da tempo intrapresi tra le comunità delle due religioni. In passato infatti, alcuni esponenti del centro Culturale hanno presenziato a momenti importanti delle festività cristiane, come la Pasqua e il Natale nelle parrocchie di Zivido e di San Carlo. Mentre con la Parrocchia di Sant'Enrico, ci sono stati più scambi di dialogo e confronto tra i giovani, e il mese scorso il primo incontro tra adulti. Hanno infatti invitato l'imam che segue il centro Sabil, e posto lui tante domande sul significato del mese del Ramadan, che sarebbe iniziato da li a poco.
 
Sabato sera il numeroso gruppo ha così potuto vivere uno dei momenti di cui in quell'incontro si era parlato, l'Iftar appunto. 
Dopo aver assistito alla recita del  Maghrib, oltretutto trasmessa in diretta nei paesi arabi, grazie alla presenza dell'inviato della TV araba  AL JAZEERA, tutti sono stati invitati a condividere il pasto offerto dalla comunità islamica, composto da piatti tipici della cultura araba.

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Sono seguiti i saluti e i ringraziameni dell'imam a don Luca, che ha fatto altrettanto e donato  lui la preghiera di invocazione per la pace che si è tenuta nei Giardini Vaticani l'8 Giugno 2014 per iniziativa di Papa Francesco, quando a pregare insieme si erano trovati Cristiani, Ebrei e Musulmani.
In un passo delle parole dell'imam, che è un giovane sempre sorridente,  egli sostiene che nei loro scritti, si trova la testimonianza che Maometto stesso aveva permesso ai "nazareni" di pregare nel loro luogo di preghiera, che l'islam dà questa possibilità,  contrariamente a quanto oggi succede per colpa di estremisti che con l'islam non c'entrano,   perchè la preghiera è un valore comune delle due religioni, come anche l'amore e la misericordia.  
L'auspicio è che questo sia solo l'inizio di un dialogo continuo, fatto di momenti come questi, che portano   alla conoscenza reciproca. Le porte sono aperte.
In un'altra zona del centro, principalmente frequentata da donne bambini, Gina Greco, ex sindaco della città  e attualmente Presidente del Consiglio Comunale, ringraziava per l'accoglienza, l'esperienza, la cena e per quanto il centro sia a volte  d'aiuto in situazioni critiche, e a quanto si presti in azioni di solidarietà e beneficienza. La prossima sarà lunedì 26 giugno a Rocca Brivio, a favore dell'A.I.O.S.S, con una serata da Mille e una notte: sfilata di moda e buffet con prodotti etnici arabi.
 
Redazione RecSando Angela Vitanza
 
 
 

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