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In vista della Comunità Pastorale a San Giuliano si parla di arrivi e partenze

Dopo la notizia che l'attuale prevosto di San Giuliano Martire, don Luca Violoni, da settembre sarà Parroco di sei Parrocchie sangiulianesi  (tutte tranne Civesio),  ora arrivano le risposte alle domande che i fedeli di tre parrocchie cittadine si ponevano.
Infatti già a maggio quando  era stata data la notizia delle partenze di don Nicola Cateni della Parrocchia San Carlo, che andrà a Nomadelfia - Grosseto- e di don Marco Carzaniga,  delle Parrocchie di Borgo Est e Borgolombardo, che diventa parroco della Parrocchia San Martino in Villapizzone di Milano, ci si chiedeva se sarebbero arrivati "i rinforzi" al nuovo parroco per quelle parrocchie. 
Perchè non era proprio scontato che arrivassero. Le ordinazioni sacerdotali sono sempre meno, e i preti in "campo" sono sempre più avanti con l'età!  

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Arriva la Carta d'Identità Elettronica

Da oggi, lunedì 31 luglio, è possibile prenotare l'appuntamento per richiedere il rilascio della Carta d'Identità Elettronica (CIE), a partire dal prossimo 1° settembre. Il nuovo documento di identificazione - in formato “carta di credito” - consente di comprovare in modo certo l’identità del titolare sul territorio nazionale e all’estero.
La carta di identità elettronica è rilasciata dal Ministero dell'Interno e deve essere richiesta presso il proprio Comune di residenza a seguito di prenotazione dal portale: https://agendacie.interno.gov.it/.
Per le prenotazioni, basta collegarsi al portale dal proprio computer o smartphone, effettuare la registrazione e fissare l'appuntamento. In alternativa è possibile recarsi in Anagrafe presso la sede di via De Nicola 2, dove è a disposizione degli utenti una postazione informatica dotata di stampante. Per coloro che hanno difficoltà nell'utilizzo degli strumenti informatici e per gli over 65, presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Municipio e la sede decentrata di Sesto Ulteriano in via Pellico è possibile prenotare l'appuntamento e ricevere la ricevuta di prenotazione, con cui recarsi nel giorno stabilito dalla stessa presso gli uffici comunali per effettuare la procedura (muniti anche di foto tessera in formato cartaceo, codice fiscale o tessera sanitaria ed eventuale modulistica per minori e stranieri).
Successivamente il cittadino riceverà la CIE all’indirizzo indicato entro 6 giorni lavorativi dalla richiesta. Il costo della nuova carta d'identità elettronica è di € 22,20, mentre ammonta a € 27,40 il rilascio a seguito di smarrimento o deterioramento prima dei 180 giorni dalla scadenza.
“Anche San Giuliano – commenta il Sindaco, Marco Segala – è pronta a partire con il rilascio della carta d'identità elettronica. Attendevamo da tempo questa possibilità, che ricordo deve preventivamente essere concessa all'Ente da parte del Ministero dell'Interno, e che contribuisce all'innovazione dei servizi ai cittadini erogati dai comuni. In questo caso si tratta dell'evoluzione del documento di identità cartacea: oltre ad avere le dimensioni di una carta di credito presenta livelli maggiori di protezione dei dati dalla contraffazione, e soprattutto rappresenta uno strumento predisposto per consentire l’autenticazione da parte dei cittadini, finalizzata alla fruizione di servizi in rete erogati dalle Pubbliche Amministrazioni.”
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Approvato in anticipo il piano per il diritto allo studio 2017/18

Proseguire e rafforzare le azioni in ambito educativo, così da garantire un'adeguata risposta alle esigenze delle scuole e delle Direzioni Didattiche, dei giovani, degli alunni e delle loro famiglie. Queste in sintesi le linee guida del Piano per il Diritto allo Studio per l'anno scolastico 2017/2018, approvato martedì 25 luglio in Consiglio Comunale, con il solo voto di astensione del gruppo del Partito Democratico.
Interviene sull'argomento il Sindaco, Marco Segala: “Sono particolarmente orgoglioso del lavoro della Giunta e della maggioranza in Consiglio: è la prima volta infatti dal 2012 che il Piano viene approvato entro il mese di luglio ed è la seconda volta che questa Amministrazione riesce a dare il via libera al documento ben prima dell'inizio delle lezioni. A tal proposito, permettetemi un ringraziamento particolare ad Alessandra Magro, il cui ottimo lavoro è stato apprezzato e riconosciuto anche dai banchi dell’opposizione.

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Rigore nei conti e rilancio del territorio

Nella seduta del Consiglio Comunale del 24 luglio u.s. sono stati approvati diversi provvedimenti, tra cui spiccano sia quelli legati al bilancio dell'Ente - verifica degli equilibri generali e DUP 2018/2020 - sia l'ampliamento delle possibilità di recupero per sottotetti e seminterrati.
La maggioranza di governo ha infatti dato il via libera all'ampliamento della possibilità anche a edifici sino ad oggi esclusi di recuperare i sottotetti a fini abitativi e ha approvato l'adeguamento alla Legge Regionale che chiedeva di definire le zone di esclusione per il recupero di vani e locali seminterrati. 

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L'Amministrazione Comunale interviene sul futuro del Centro "Arena del Sole"

Il Sindaco, Marco Segala, intende fare chiarezza sulle polemiche, emerse in particolare sui social network, sul futuro del Centro di Aggregazione Giovanile “Arena del Sole” di via Marzabotto.
“Nel Bilancio di Previsione 2017/2019 approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 21/2017, l’Amministrazione Comunale ha stanziato, per l’anno corrente, 60.000 euro per garantire il funzionamento del Centro di Aggregazione che è ospitato, giova ricordarlo, in una struttura di proprietà di Genia Spa e quindi nella disponibilità del Curatore Fallimentare.

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Vacanze? Si ma dopo....

Non tutti vanno in vacanza. Ci sono persone che prima di pensare al  (meritato)  riposo dopo un anno di lavoro o di studio, decidono di dedicare una parte del loro tempo a chi le "vacanze"  non sa nemmeno cosa siano. Persone che pensano anche al prossimo.

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Arena del Sole ... chiude definitivamente

CIAO CIAO CIAO, anzi ADDIO.

Non avremmo mai pensato di dover scrivere questo post di saluti, non ora, non così, ma eccoci qua…
L’Arena del Sole chiude, definitivamente. Di sicuro chiude certamente l’esperienza così come l’avete conosciuta negli ultimi quasi dieci anni, chiude l’unico servizio per i giovani di San Giuliano Milanese, e l’unico servizio con un taglio così promozionale di tutto il sud Milano.

L’unica cosa che ci interessa in questo momento è dirvi GRAZIE!
In ordine sparso e senza la pretesa di essere esaustivi, vorremmo dire grazie a tutti e tutte, siete voi che ci avete permesso di costruire un’esperienza come questa.

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Lettere al Direttore: "... presa per i capelli"


La notte fra il 23 e il 24 giugno dello scorso anno sono stata “presa per i capelli”.

Dopo due settimane di problemi gastrici e intestinali, quasi senza mangiare nulla, mio marito e mio figlio mi hanno costretta ad andare in Pronto Soccorso, a Vizzolo Predabissi.

Ho elencato i sintomi e mi è stato assegnato un codice giallo.

Fatte le analisi, mi è stato detto che sarei stata ricoverata (a mio marito, e l’ho saputo dopo, è stato detto che ero grave).

E’ partita la macchina organizzativa. Ho perso la conta del tempo ma mi sono ritrovata in una stanzetta con due persone: un medico,  giovanissima, la dott​oressa​ Migotto, e l’infermiera di dialisi, Signora Simona.

Anestesia locale e posizionamento di un catetere  provvisorio (partendo dalla giugulare, l’ho capito dopo) con continui e ripetuti  controlli radiografici ed ecografici (“avrei potuto bucarle il polmone”)

In continuazione mi dicevano “l’abbiamo presa per i capelli” ma non avevo capito il vero significato della frase. Ci ho messo un paio di giorni.

Siamo riuscite a chiacchierare e sorridere; sono state proprio brave e hanno instaurato un clima sereno nonostante la gravità della situazione e la tensione che stavano vivendo: potevo morire da un momento all’altro, e solo io non l’avevo capito.

Alle cinque e trenta ero in dialisi e la signora Simona mi ha “fatto compagnia e vegliata” fino alla fine della seduta.

Alle otto e trenta ero in corsia, in nefrologia, con mio marito e mio figlio davanti a me stupiti di vedermi al telefono con il collega cui comunicavo il mio ricovero: “Caspita, Luisa!” è stato il suo commento.

Alla notte ho chiesto di camminare e un’infermiera paziente mi ha fatto fare una passeggiata per tutto il corridoio, fino all’atrio e fino alla chiesa, aiutandomi con un deambulatore cui aveva attaccato il catetere vescicale e le flebo dei farmaci.

Nei giorni successivi sono stata rivoltata come un calzino: analisi, radiografie, cardiogrammi ed ecocardiogrammi, TC, TAC, RMN, prelievo di rene e midollo fino a giungere alla diagnosi: mieloma multiplo a catene leggere.

Me lo ha detto, con garbo, tanto, tantissimo, il primario, dottor Bracchi. Un colpo. Credendo di non aver capito bene gli ho chiesto se potesse ripetere il tutto a mio marito e mio figlio e la risposta è stata “Oggi sono in ospedale fino alle ventidue; li mandi pure, ma prima dovevo dirlo a lei”.

Ho subito tre trasfusioni e, successivamente, durante la dialisi e la chemioterapia, altre due.

Con una complicazione: sono gruppo 0 Rh negativo e per le prime due sacche non c’era sangue. Ho scoperto che si può avere sangue Rh positivo pur essendo negativa (con tanta apprensione mia e dei miei!).

Successivamente le oncologhe, dottoresse Dezza e  Zenone, mi hanno raggiunto in reparto e mi hanno detto quali cure avrei dovuto sostenere, con quali modalità e gli effetti che ne sarebbero derivati.

Nel frattempo, sotto la vigile sorveglianza e organizzazione della dottoressa Tiboldo, ho intrapreso e continuato, senza rendermi conto dei tempi, quella che sarebbe stata la terapia che mi accompagnerà finché camperò: la dialisi.

Una rivoluzione nella mia vita, che non ho ancora del tutto assimilato, imparato a gestire, imparato a sopportare.

Quante volte, da allora, ho ricordato un passaggio dell’omelia funebre che il Parroco ha dedicato a una conoscente, morta prematuramente un mese prima dell’inizio della mia malattia: “C’è un tempo del fare, un tempo del lasciar fare, un tempo del lasciarsi fare”.

Io ho saltato il passaggio intermedio: sono passata direttamente dal primo al terzo scalino.

Sono rimasta in ospedale quattro settimane. Stavo bene: mi alzavo, giravo, camminavo, non dormivo e osservavo il lavoro del personale che si alternava (non ho mai capito l’organizzazione dei turni!): un’organizzazione perfetta, un personale capace, puntuale, cordiale, affettuoso, attento a tutte le esigenze di noi ricoverate (eravamo in cinque in stanza – per la maggior parte del tempo, io poco più che sessantenne e quattro ultraottantenni) prevenendo, spessissimo, le richieste e “regalando” attenzioni che mai avrei immaginato si potessero rivolgere a delle persone ricoverate.

Al mattino entravano sorridendo (anche un ragazzo, giovanissimo, che arrivava canticchiando) e incominciavano con le rilevazioni di rito (temperatura, glicemia, pressione…) e poi passavano alla toeletta di chi non era autonoma (solo io non mi sono mai fatta lavare da loro, stavo bene!).

Finita la toeletta, cambiata la biancheria, spalmavano crema su gambe e talloni screpolati e, talvolta, mettevano due gocce di profumo: ”Ce li regalano, ne abbiamo tanti, li usiamo!”.

Poi arrivava la colazione e incominciava il giro dell’ospedale per analisi e terapie.

Tornata, trovavo il pranzo, e, anche se non avevo ordinato nulla, mai una volta che arrivasse qualcosa che non mi piaceva: in un paio di giorni la signora che se ne occupava aveva memorizzato ciò che non gradivo.

Ho ricevuto, nel frattempo, visite di tantissime persone: in certi giorni avevo, nella saletta apposita, anche più di dieci amici o conoscenti. E questa è stata la parte “non medica, non scientifica” della terapia.

Quattro chiacchiere, due risate, visi che mai avrei pensato di vedere, colleghi nuovi, colleghi vecchi, persone che “volevo vedere come stai”. Mi sono ricordata di una delle sette opere di misericordia corporale: visitare gli infermi.

Mi sono proposta di metterla in pratica ogni volta che se ne presenti la necessità e, dimessa il venerdì, la domenica mi sono fatta accompagnare a visitare la Signora Anna, unica rimasta in ospedale in agosto, e mancata una decina di giorni dopo. E sono stata confortata da un’accoglienza e un sorriso che non dimenticherò mai.

Ricordiamocene, quando qualcuno sta male, non facciamoci vincere dal timore di passare per curiosi o inopportuni: un viso noto ti rasserena, ti infonde fiducia e allegria, ti fa stare meglio, se non guarire.

Dopo quattro settimane di degenza sono stata dimessa: il piacere di tornare a casa, trovare le mie cose, usare il mio bagno, dormire nel mio letto mi hanno confortata anche se non riuscivo a usare le mani tremanti e rattrappite (disequilibrio elettrolitico, è stato definito): non ero in grado nemmeno di spalmare un po’ di marmellata o di scrivere e, dopo pochi giorni, è incominciato il ciclo di chemioterapia con tutti i timori e le incognite che mi trovavo ad affrontare.

E da lì è partita la girandola della mia nuova vita: tre giorni di dialisi a settimana, un giorno di chemioterapia: l’ospedale è diventata la mia seconda  casa.

Nei reparti, dopo un paio di giorni, tutti ti conoscono, tutti sanno cosa ti serve e come fornirtelo: medici, infermieri, personale ausiliario. Ho scoperto un mondo che non immaginavo esistesse.

Un ottimo servizio di trasporto, organizzato in dialisi e gestito dall’ASST tramite una cooperativa, mi porta in ospedale per la dialisi e mi riporta a casa sollevando così mio marito da parte del gravoso compito di badante che si è ritrovato sulle spalle dall’oggi al domani: sono autonoma, sto bene, ma non posso ancora, per esempio, uscire da sola o guidare;  mi colgono debolezze improvvise e le gambe non mi reggono oltre un certo tragitto: San Giuliano stazione FS – Viboldone, una domenica mattina, per me è stata un’impresa!

Ma è passato un anno, durante il quale ho cercato di condurre una vita il più normale possibile: ho incominciato a usare le mani ricamando, cucinando, facendo bucati; ho ripreso a leggere e riletto libri dopo trent’anni, ho mantenuto contatti con le amiche, con i colleghi, sono sempre andata a fare la spesa, appoggiandomi, ovviamente, al carrello e accompagnata da mio marito.

Certi giorni mi dimentico persino di essere ammalata e in certi altri mi assale una tristezza infinita: so che non guarirò dal mieloma “la malattia cronicizza e si ripresenterà sotto altre forme che tratteremo comunque” e la paura che la nuova manifestazione sia letale è sempre lì, in un angolo, pronta a presentarsi nei momenti di debolezza. Poi mi dico che, comunque, potrebbe capitarmi qualsiasi cosa in qualsiasi momento della giornata  e mi fermo a ripassare la mia vita, come mi ha suggerito mia figlia, e mi rallegro al pensiero delle belle cose che ho vissuto e delle belle opportunità che ho avuto e, perché no, dei momenti terribili passati, affrontati e superati.

E allora ricomincio daccapo.

Un grazie a tutti coloro (in nefrologia, dialisi, oncologia e, via via tutti gli altri reparti in cui sono stata visitata e analizzata) che mi hanno permesso di festeggiare un “compleanno nuovo” e che, perchè no,​ mi aiuteranno a festeggiarne altri.

Luisa Ferrari – San Giuliano Milanese.


 


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Inviato: 24/07/2017 21:07 da Mirco Rainoldi #4468
Avatar di Mirco Rainoldi
Sono rimasto particolarmente colpito da questa emozionante testimonianza. Soprattutto per il fatto che in un contesto attuale dove ci si lamenta per ogni piccolo inconveniente che si incontra quando si ha a che fare con la sanità ci siano strutture adeguate e soprattutto persone che portano avanti con passione il loro lavoro in ambito ospedaliero. Quando ci si trova ad affrontare problemi di salute importanti che fanno precipitare in depressione anche le persone che appaiono forti e sicure ci si trova circondati da una professionalità e da una disponibilità che mai ci saremmo aspettati. Questo dimostra che, nonostante l'attuale situazione di disagio economico/sociale che porta spesso al qualunquismo, ci sono fortunatamente anche tante persone che si spendono per gli altri dimostrando con il proprio lavoro, a volte oscuro e spesso anche poco considerato, facendoci sentire ancora parte di una società non chiusa in se stessa. Mi associo al ringraziamento che la Signora Luisa con questa sua toccante lettera ha voluto esternare a tutte queste persone.

La Regione finanzia progetti per la promozione della cultura lombarda

Regione Lombardia finanzierà con 150 mila euro complessivi sette progetti di promozione della lingua e della cultura lombarda attraverso le sue varietà locali, selezionati attraverso un apposito bando: tra questi, unico della provincia di Milano, figura la rassegna "Cantar di maggio”, organizzata lo scorso maggio a San Giuliano Milanese in partnership con i comuni di Cologno Monzese e Inzago, dedicata alla rivalutazione e alla rivitalizzazione delle tradizioni lombarde, in uno spirito di incontro e amicizia con altre culture locali e regionali.
Venerdì 14 luglio 2017, nella conferenza stampa tenutasi a Palazzo Pirelli, l'Assessore Regionale alle Culture, Identita' e Autonomie, Cristina Cappellini, ha presentato i progetti che hanno ottenuto il contributo regionale: l'iniziativa “Cantar di Maggio” è stata finanziata nella misura massima prevista (80% dei costi).

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Comunicazione del sindaco in merito ai cambiamenti della giunta

Alessandra Magro e Maurizio Broccanello hanno rassegnato nei giorni scorsi, per motivazioni diverse, le loro dimissioni da Assessori.
Il Sindaco di San Giuliano Milanese, interviene su questi fatti e annuncia la nomina di un nuovo Assessore che entra a far parte della Giunta sangiulianese.
“Desidero una volta di più ringraziare Alessandra e Maurizio per il lavoro che hanno svolto a beneficio di questa Amministrazione e di tutta la comunità. Come Amministrazione, proseguiremo naturalmente in coerenza con gli obiettivi del programma di mandato che porteremo avanti senza indugio, pur consapevoli delle difficoltà che abbiamo davanti. 

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CS: Le Vergogne della giunta Segala a San Giuliano Milanese

Il sindaco Marco Segala perde i “pezzi” – la luna di miele è finita?

Dice una famosa canzone messicana “ahi ahiaiai ahi che dolores….”, niente di più appropriato ai dolori del giovane

Werther Segala. A poco più di un anno dal suo "storico” insediamento per la prima volta a San Giuliano Milanese dal dopo guerra la luna di miele con la città, e all’interno della squadra amministrativa, è finita.

Dopo baci e carezze arrivano gli schiaffoni, ecco il trasferimento dell’unica persona, assessora Magro, che aveva mostrato competenza e sensibilità nel lavoro svolto sul territorio tanto da suscitare sorpresa e apprezzamento non solo tra i lavoratori degli uffici comunali – dopo la pessima esperienza Lucà – ma anche nei settori democratici della città con iniziative e incontri che, [in parte, perché ovviamente non tutto è condivisibile da parte nostra], hanno lanciato segnali di possibili collaborazioni su temi scottanti per tutta la popolazione, vedi questione femminicidio in primis…

Ma si sa “Politica docet e Lega chiamat” e la Magro è volata per altri lidi con un trasferimento ad un altro comune che non è atto di prassi politica dopo solo un anno di presenza su un territorio… e Segala ingoia il rospo…

Oggi le ventilate [o certe?] o forse già presentate? dimissioni dell’assessore Broccanello perché “sono venute meno le condizioni di lavoro e collaborazione ecc. ecc.”…
O povero Marco Baldo tutti lo “lasciano”… chissà come mai… non più lo “lisciano” chissà perché?

Nel mezzo di questo disastro gestionale politico che dimostra la giovane insipienza politica del sindaco ecco che emergono le figure più discutibili dei resti della squadra [n.d.r.] con l’assessore alla sicurezza che, man mano che passano i giorni, non riesce più a trattenere gli istinti e le esplosioni ormonali e si rende protagonista di espressioni pubbliche sui social e non solo alquanto discutibili se non vergognose e NON adatte a un uomo che rappresenta le istituzioni e che dovrebbe difendere e applicare la costituzione e la Democrazia.

Riportiamo qui sotto l’ultima uscita del componente della scompagnata giunta Segala che davvero rende faticoso pensare che il sindaco sia portatore di verità e di un modo nuovo di amministrare san giuliano.

L’assessore alla sicurezza fomenta lo scontro tra la gente, fomenta posizioni razziste, innesca meccanismi di pericolo nel tessuto urbano cittadino… e attenzione perché questi modi, storicamente, producono poi disastri e violenze.
La foto utilizzata per altro è farlocca, non scattata in Italia.

Il buon Marco Segala può tollerare ancora queste bugie costruite ad arte per auto sponsorizzazioni politiche pericolose per lui e per la città?

Quanto meno chieda conto e inviti l’assessore a svolgere il suo ruolo rispettando lo Stato e non pensando di aver già imposto una dittatura di stantio odore… o magari gli commiati una prima ammonizione con sospensione per qualche turno del ruolo.

Per ultimo il buon Marco ha anche segnato una negativa differenza tra i pur discutibili suoi predecessori e il rispetto della democrazia fondata sulla Costituzione e sull’antifascismo che vige, ANCORA, nel nostro Paese producendosi in un indecoroso spettacolo teatrale, di pessimo gusto, il 25 Aprile pur di “rendere omaggio” a chi lo sostiene e lo tira per la giacchetta anche attaccando i valori fondamentali della nostra libertà Repubblicana. Povero Marco Valdo non finirà mica come la novella del buon fungo di Calvino?

Tanto anela a mangiarseli che finirà intossicato all’ospedale perché funghi “avvelenati” come quelli che compongono la sua amministrazione?
Per finire, in una città che ha versato sangue per la libertà, come ci ricordano i nostri partigiani locali vediamo, da un po’
di tempo, emergere strani fenomeni e presenze neofasciste e neonaziste dalle quali il buon sindaco non ha ancora preso
ufficialmente le distanze… forse che sia un atteggiamento speranzoso che queste frange gli tolgano di torno gli oppositori
politici democratici? Magari in modo violento?
Chissà…

Caro Segala non ci siamo proprio, dalle tremende buche nelle strade sparse per tutta la città che creano enormi pericoli per pedoni e ciclisti, agli sproloqui deliranti di alcuni assessori, ai neonazisti che iniziano a scorazzare, alle violente liti interne alla maggioranza che dimostrano il basso livello politico raggiunto in città… pare che Orietta Berti sia stata veggente “Fin che la barca va, lasciala andare…” il problema è che l’enorme cascata è proprio lì davanti e non ci sarà il tempo di fermarla… quella barca.

La città e tutti i sinceri democratici, rispettosi della libertà e antifascisti, si stanno assiepando giù a valle lungo il fiume ad attendere, come diceva il caro Mao Tse Tung, il cadavere politico che prima o poi passerà trascinato dalla corrente. Dopo Broccanello pare sia possibile più prima che poi.

Un’altra cosa, da oggi in poi, ogni atto di intolleranza, intimidazione, violenza che si dovesse verificare sul territorio ai danni delle forze democratiche e antifasciste, degli stranieri e della popolazione da parte di ogni sigla e colore riconducibile alla destra e alla destra estrema lo considereremo come direttamente politicamente riconducibile alla mancata presa di distanza da parte del Sindaco dei fenomeni che si stanno verificando come citato anche da Repubblica nei giorni scorsi.


Auguri Marco e buon lavoro.




 

PRC San Giuliano Mil.se – Melegnano – Vizzolo Predabissi


 

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Conferenza stampa per il viaggio in Bicicletta dello scrittore Gino Marchitelli



Una grande gioia per noi di RecSando / Bicipolitana Network, tenervi informati sull'evolversi del prossimo viaggio in bicicletta dello scrittore Gino Marchitelli anche se dire solo scrittore  è riduttivo.

Lunedì mattina 17 Luglio ore 10.30/11 si terrà la prima conferenza stampa in preparazione del viaggio di 1200Km in bicicletta di Solidarietà Attiva per i bambini terremotati di Visso e Amandola nelle Marche presso l'atrio del centro commerciale Le Cupole davanti all'ingresso di Unieuro a San Giuliano Milanese.

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