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"LE COCCINELLE NON HANNO PAURA" di Stefano Corbetta

Come si dice "chi ben comincia...." : e questo romanzo, opera prima di Stefano Corbetta, promette bene anche per il futuro. La storia è' semplice: si tratta delle ultime settimane di vita di Teo, il protagonista, malato di tumore al cervello. L'inizio è abbastanza brusco: Teo sta meditando di farla finita, gettandosi sotto a un treno ma, mentre sta aspettando che questo sopraggiunga, ripensa alla propria vita e gli sembra di sentire la voce di sua madre che lo invita a "fare un passo indietro" ed affrontare la vita, per quanto dura possa essere. E Teo lo fa, questo passo indietro e tutto il resto del romanzo è' il racconto delle sue esperienze e dei suoi pensieri e sensazioni fino al momento in cui...ma non sveliamo altro.


Abbiamo detto che la storia è semplice, ma questa semplicità è solo apparente: in realtà, questo romanzo affronta molti temi complessi: l'amicizia, quella con la A maiuscola, l'amore vissuto pienamente, come quello tra i due amici di Teo, Luca ed Elena, in attesa di un bimbo, e quello impossibile, tra Teo e Arianna, la cui storia non riesce nemmeno a cominciare, a causa delle condizioni di salute di Teo, che non danno alcuna speranza. C'è poi la storia parallela del Signor P e di Grazia, zia di Elena, storia di cui veniamo a conoscenza "casualmente", insieme al protagonista, a seguito del ritrovamento di una misteriosa cartelletta con una foto in bianco e nero è una specie di diario.

E soprattutto, c'è la storia di un dolore profondo e devastante, quello di chi sa di avere ancora poco tempo davanti a se'. Eppure, questo non è un libro triste ad angosciante: la narrazione scorre velocemente e il lettore viene quasi "condotto per mano" alla logica conclusione di questa vicenda, in modo, per quanto possibile, sereno e pacato. È una narrazione che a volte assume quasi l'aspetto di una serie di scatti fotografici e la fotografia è in realtà l'altra protagonista del romanzo: Teo è un fotografo professionista, Arianna è appassionata di fotografia, Teo viene a conoscenza della vicenda del Signor P e di Grazia, come abbiamo detto prima, attraverso una fotografia. E del resto, si dice che la fotografia "immortala" un attimo, una situazione, un protagonista della nostra vita, che restano fissati per sempre nel tempo, diventando, appunto, "immortali".

In conclusione, "Le coccinelle non hanno paura" è contemporaneamente un romanzo sulla morte e sulla malattia e un romanzo sulla vita, e sull'opportunità di viverla il più pienamente possibile, perché è l'unica che abbiamo ed è l'unica occasione di lasciare qualcosa di se' agli altri.

Stefano Corbetta, nato nel 1970, vive nei dintorni di Milano e collabora con alcuni dei maggiori blog letterari e scrive sul quotidiano “Il Cittadino” di Lodi. Musicista jazz, ha suonato in numerosi Festival in Italia e in Europa. Attualmente svolge la professione di Interior designer.

Piera Scudeletti - Circolo Letterario 6x4

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