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Avocado

Avocado

La pianta di avocado appartiene alla famiglia delle Lauracee e le sue origini risalgono a più di 5000 anni fa. L’origine del nome è atzeco – “ahuacatl” che significa “testicoli” sia per il modo in cui il frutto pende dall’albero, sia perché nasce e cresce in coppia.

Per il popolo atzeco l’avocado era il frutto dell’amore.

Gli spagnoli in seguito, non riuscendo a pronunciare bene il nome atzeco lo ribattezzarono “aguacate”.
La pianta di avocado è sempreverde, può arrivare a raggiungere i 20 metri di altezza e può vivere fino a 20 anni.
È chiamata anche pianta di “pera dell’alligatore” perché la forma dei frutti ricorda molto le pere.
Esistono più di 100 varietà di avocado.

Origine geografica e coltivazione attuale
L’avocado è originario di una vasta zona geografica che si estende dalle montagne centrali ed occidentali del Messico, attraverso il Guatemala fino alle coste dell'Oceano Pacifico nell'America centrale. I maggiori paesi produttori sono Messico, Indonesia, Stati Uniti d'America, Colombia, Brasile, Cile, Repubblica Dominicana, Perù, Etiopia ed Italia.
Tuttavia in Italia non è molto reperibile rispetto agli altri paesi, infatti molto spesso viene venduto acerbo ed è abbastanza costoso.
 
 
Conservazione
L’avocado maturo a differenza di molti altri frutti può rimanere attaccato alla pianta anche per diversi mesi.
Per capire se il frutto è maturo è sufficiente fare una leggera pressione con le dita. Se al tatto l’avocado risulta duro, per accelerarne la maturazione è preferibile mantenerlo a temperatura ambiente fino a quando non risulterà morbido. Una volta maturo si può conservare in frigorifero per 2-3 giorni.

Come pulire l’avocado
Pulire l’avocado può risultare difficile per chi acquista questo frutto per la prima volta. In realtà una volta capito il metodo, sarà un gioco da ragazzi.

  1. Lavare l’avocado sfregando bene con le mani.
  2. Appoggiandosi su un piano stabile, praticare con un coltello un’incisione lungo tutto il perimetro del frutto.
  3. Afferrare con entrambe le mani il frutto e far ruotare una mano in senso orario, l’altra in senso antiorario.
  4. Una volta separate le due metà, rimuovere il nocciolo aiutandosi con un cucchiaio e buttarlo.
  5. Inserire il cucchiaio vicino alla buccia come se volessimo raccogliere il frutto per fare in modo che la buccia si stacchi, oppure appoggiandosi su un tavolo, praticare delle incisioni verticali ed orizzontali  (come a voler disegnare una griglia) e staccare i dadini ottenuti con le mani.
  6. Una volta rimossa tutta la buccia, tagliare a piacere.

N.B. L’avocado non resiste alla cottura, quindi va aggiunto al piatto per ultimo se quest’ultimo la prevede.

 
Composizione chimica e valori nutrizionali
L’avocado è un frutto molto particolare, diverso dagli altri frutti ricchi di carboidrati (zuccheri), infatti è povero di questi ultimi e ricco di grassi. In 100 grammi di avocado sono contenuti mediamente 8 grammi di carboidrati e 10-20 grammi di grassi. Per questa sua particolarità è stato soprannominato “il burro del marinaio” perché veniva usato su molte navi nel ‘700 come sostituto del burro, spalmato sulle gallette.
I grassi presenti sono:

  • 75% di grassi monoinsaturi (simili a quelli dell’olio di oliva)
  • 15% di grassi saturi
  • 10% di grassi poliinsaturi (omega 6)

Nel frutto sono presenti anche :

  • Potassio e Magnesio (sali minerali coinvolti nella modulazione della pressione arteriosa, quindi utili per prevenire l’ipertensione)
  • Acido folico (vitamina essenziale per lo sviluppo del feto, quindi utile in gravidanza)
  • Vitamina E, beta-carotene, luteina e zeaxantina (sostanze con proprietà antiossidanti, quindi utili per disintossicare l’organismo dai radicali liberi)

 
Colesterolo cattivo e ipertensione
Una delle maggior cause di morte nell’uomo è l’infarto, causato prevalentemente da pressione alta e occlusione vascolare. Questo può essere prevenuto con una dieta scarsa di sale e prodotti caseari, ma ricca in vegetali.
Recenti studi hanno osservato gli effetti dell’avocado sull’aumento dei trigliceridi e del colesterolo ed è emerso che sostituendo questo frutto nella dieta, i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e trigliceridi è diminuito.
In pratica se l’avocado è consumato come spuntino al posto di altre merende come panini, insaccati o salumi ed altri cibi ricchi di grassi , è utile per abbassare i livelli di questi due parametri. Al contrario se consumato in aggiunta ad altri cibi ricchi di grassi, può partecipare all’innalzamento di colesterolo LDL e trigliceridi nel sangue.

Altri benefici
Oltre a ridurre i livelli di colesterolo cattivo e l’ipertensione arteriosa, sembra che l’avocado sia anche un ottimo alimento:

  • Antitumorale : in particolar modo contro il tumore alla bocca (secondo recenti studi dell’Università dell’Ohio)
  • Antiossidante : aiuta a combattere i radicali liberi e rallenta l’invecchiamento della pelle (per questo viene utilizzato in molte creme di bellezza)
  • Antinfiammatorio : grazie alla presenza di flavonoidi, carotenoidi, fitosteroli ed acidi grassi omega 3, riduce l’infiammazione di tessuti, muscoli ed articolazioni.
  • Facilita la digestione e stimola la produzione di succhi gastrici : grazie alle fibre solubili ed insolubili.
  • Aiuta l’alito cattivo: grazie ai flavonoidi e agli antiossidanti è indicato per chi soffre di alitosi e sembra essere in grado di combattere alcuni batteri presenti in bocca.
  • Previene l’artrite: secondo alcuni studiosi potrebbe essere benefico per chi soffre di artrite grazie ai carotenoidi presenti (zeaxantina e luteina).

Bibliografia:
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/08/08/lavocado-un-frutto-strano/
http://www.californiaavocado.com/nutrition/good-fats-and-heart-health
http://www.alimentipedia.it/avocado.html

 

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